Tassa di Concessione Governativa: la Class Action della Valle d’Aosta
Come sa chi ha scelto di avere un abbonamento con il proprio operatore di telefonia mobile, uno dei costi a fondo perduto è la tassa di concessione governativa: non solo non se ne comprende la ragione, ma neppure la destinazione ed intanto ogni mese ci vengono sottratti 5,16 euro.
Adesso, però, le cose potrebbero cambiare: tutte le pubbliche amministrazioni della Valle d’Aosta (i comuni, le comunità montane e il Consorzio del Bacino Montano) hanno, infatti, avviato un’azione civile di gruppo nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
I ricorrenti lamentano, in particolare, l’illegittimità della tassa di concessione governativa (prerogativa, peraltro, solo del nostro Stato), a fronte di quanto disposto dal Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, secondo cui il balzello sarebbe dovuto solo dalle aziende.
Gli enti pubblici ricorrenti, quindi, sostengono di non essere equiparabili alle aziende e quindi di non essere tenuti al pagamento dell’odiosa imposta.
Il verdetto dell’Agenzia delle Entrate è atteso per i primi di marzo e, se dovesse essere adesivo alla tesi dei ricorrenti, darebbe il via ai ricorsi di tutti i privati cittadini detentori di abbonamenti con operatori di cellulari (ancor meno equiparabili alle aziende, rispetto agli enti pubblici): staremo a vedere!
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