Smartphone LG LinkMe GW620
“Androide” con l’anima social
Uno smartphone con cuore Android che non nasconde la sua inclinazione ai social network. Il tutto in una scocca compatta.
Completo per quanto riguarda la connettività. Compatto nelle scocche. Interessante anche il prezzo. E’ il LinkMe di LG, destinato agli amanti dei social network.
E la presenza della tastiera estesa ne dà una ulteriore prova. Il suo nome esteso è LG GW620 LinkMe, ed è un modello UMTS-GSM quadri band dal form factor slider. La connettività di questo smartphone è davvero completa: oltre all’Hsdpa e all’Hsupa, ci sono anche il Bluetooth stereo e il Wi-Fi. Nessuna brandizzazione, ma la versione 1.5 di Android come sistema operativo. Oltre all’organizzazione nel menu, e alle varie possibilità di personalizzazione offerte da Android, LG ha inserito un’ulteriore nuova modalità per visualizzare le funzioni, funzionale e di sicuro effetto. La parte telefonica di questo LinkMe si declina in un audio di tutto rispetto, e di un segnale di rete nella media. Ovviamente è possibile scambiare e-mail e anche aggiornare il proprio profilo sui social network.
Per gestire gli account Twitter e Facebook non ci sono link alle versioni mobile dei due social network, ma client integrati nel sistema operativo, che consentono un aggiornamento continuo e collegamenti rapidi ai contatti.
Il Social Network Google+ cresce in tempi da record
Exploit del nuovo social network, Google+, lanciato da Google il 28 giugno 2011 che ha già raggiunto l’incredibile numero di venticinque milioni di utenti registrati. Per raggiungere lo stesso risultato di utenti registrati Myspace dovette attendere circa due anni, Twitter due anni e mezzo, Facebook tre anni.
Di fatto, si tratta della crescita nel tempo di riferimento più veloce nella storia del World Wide Web e pone quindi ancora una volta Google un passo avanti rispetto ai propri concorrenti e come rinnovato punto di riferimento per gli utenti Internet.
Tanto successo in breve tempo di Google+ sembra spiegabile grazie al sistema di posta elettronica Gmail di Google che conterebbe oltre cento milioni di utenti registrati così da ottenere una via d’accesso preferenziale per l’iscrizione al nuovo social network.
Social Network: fra i due litiganti potrebbe godere un terzo
Si parla molto della guerra innescata da Google+ contro Facebook, ma potrebbe esserci un terzo soggetto a complicare le cose.
Nella fattispecie, sul sito socl.com è comparsa per qualche minuto la schermata relativa a Tulalip, che potrebbe essere il social network di casa Microsoft.
Con una interfaccia simile a quelle di Windows Mobile 7 e Windows 8, rispettivamente il sistema operativo per i dispositivi mobili e per i pc, promette di aiutare l’utente a trovare tutto quello che cerca, sembrando più che altro in contrasto con lo storico ruolo svolto da Google.
Ad avvalorare questa tesi, ci sarebbero dei pulsanti di condivisione per pubblicare contenuti o notizie su Twitter e Facebook: segno del fatto che probabilmente tra questi due soggetti e Microsoft si sta materializzando un’alleanza contro il gigante del web.
Per adesso, l’azienda di Bill Gates si è affrettata a rimuovere la pagina e a pubblicare un messaggio di ringraziamento per la visita, assicurando che si trattava di un progetto interno di ricerca.
Un B&B a Catania per un Sito Web 2.0
E’ online la nuova versione del sito web relativo al B&B a Catania De Curtis con un approccio 2.0 alla comunicazione e all’interazione verso gli utenti e potenziali ospiti della struttura ricettiva.
Un innovativo booking engine consente di effettuare le prenotazioni direttamente online con conferma delle disponibilità in tempo reale senza pagamento anticipato a garanzia degli utenti.
Un blog costantemente aggiornato consente ai visitatori del sito web di essere sempre informati sulle novità che riguardano il Bed and Breakfast e la città di Catania con notizie ed eventi.
Ovviamente non mancano le funzionalità collegate all’interazione con i principali social network, Twitter e Facebook, che permettono agli utenti di collegare le informazioni del sito ai propri account.
Foodspotting: il cibo diventa social
Consolidata la posizione di Facebook e degli altri social network come Twitter sul mercato, arriva l’ora di compiere un salto specialistico, per evitare l’effetto clone.
C’è chi si specializza in foto (Instagram), chi in luoghi (Foursquare) e chi invece in cibo: stiamo parlando di Foodspotting, che anche se nel titolo richiama il film splatter di Danny Boyle, in realtà –più mitemente- significa “avvistamento di cibo”.
In Foodspotting, infatti, gli utenti condividono esclusivamente foto di piatti o di cibi: che si tratti dell’hot dog comprato in strada o del ristorante a cinque stelle, tutto va bene, per essere valutato e consigliato.
Ogni foto può essere commentata e, se un utente accumula valutazioni, acquista dei crediti che ne aumentano la reputazione.
Il cibo fotografato, peraltro, deve essere accompagnato dai dettagli geolocalizzativi e così si contribuisce a creare una vera e propria enciclopedia dei piatti, che ci aiuta a scegliere non solo l’abbinamento giusto, ma anche a sapere dove trovarlo.
Nasce l’aggregazione di informazioni multimediali “ragionata”
Presa coscienza del fatto che, accanto ai mezzi di informazione cosiddetti “tradizionali”, ci sono quelli decisamente innovativi costituiti dalle notizie “pubblicate” dagli utenti privatamente, nasce un nuovo sistema che aggrega le notizie nate in quest’ultima categoria con un metamotore, che però produce risultati “ragionati” ed organizzati.
Al momento, i servizi di questo genere sono essenzialmente due.
Il primo è Storify: strumento sinora disponibile solo per i grandi media, si occupa di raccogliere tutte le informazioni su un certo argomento (identificato da parole chiave che ne facilitano la ricerca) pubblicate sui social network, su YouTube e su Flickr.
Gli utenti, per adesso gratuitamente, ma già si pensa a sovvenzioni pubblicitarie o da parte di aziende che intendano comparire sul Storify, potranno accedere al mosaico di informazioni così raccolto e pubblicarlo sul proprio sito web o sul proprio blog, così semplificando il proprio lavoro di ricerca e di informazione, ma anche amplificando e diffondendo le notizie e i contenuti già formatisi in rete.
Sulla scia di Storify si pone Keepstream, più focalizzato su Twitter e Facebook.
In poche parole, il giornalismo sta diventando sempre più per tutti.
Social Network come Strumenti di Lavoro
Se fino a non molto tempo fa le aziende avevano avviato una feroce lotta contro i social network, che venivano inibiti ai dipendenti attraverso i filtri informatici, in quanto ritenuti fonte di distrazione e deconcentrazione sul lavoro, sembra che adesso qualcosa stia cambiando.
Dismessi i panni del divertimento e della superficialità, ora vestono i panni business e si propongono come strumento di cooperazione aziendale.
Non si tratta, ovviamente di Facebook, Twitter e simili, ma di social netwotrk specificamente orientati al business, che permettono di sapere su quali progetti sta lavorando il collega, quali sono le mansioni di un altro dipendente della nostra stessa azienda, o addirittura di conoscere a che punto è la presentazione a cui sta lavorando il nostro fornitore.
I business social network più accreditati sono attualmente Jive, Jammer e Flowr e siamo certi che ne sentiremo parlare sempre di più.
Google apre al Social
In tempi di predominio dei social network, anche Google corre ai ripari e cerca di integrare nelle proprie pagine di ricerca funzioni molto vicine al mondo dei network sociali.
Innanzitutto, è possibile ricercare anche i contenuti postati dagli utenti, qualora contengano le parole chiave da noi immesse nella griglia di richiesta, che appaiono in nota ai risultati della ricerca.
Progressivamente, inoltre, saranno introdotte nuove funzioni, volte a far emergere i contenuti dei social network, che al momento risultano essere un magma abbastanza confuso, ma che presto saranno oggetto di catalogazione.
Per ora, i social network integrati sono Twitter, Quora e Flickr: presto però, potrebbe arrivare anche Facebook, per ora monitorabile solo tramite Bing e limitatamente alla funzione “mi piace”.
Ora sono di moda i software “antisociali” per combattere Facebook
Era inevitabile che qualcuno ne sentisse, prima o poi, l’esigenza: uscire da Facebook, Twitter, MySpace, e dal mondo dei cosiddetti social network. Dopo l’esplosione di questo nuovo modo di comunicare, molti utenti del web si affidano ai programmi “antisociali”. I nomi già rendono l’idea della loro funzione: Anti-Social, Leechblock, Isolator.
Tutti software che con la loro azione di filtraggio, non inducono l’individuo nella tentazione d’iscriversi a un social network, o a perdere tempo durante l’orario di lavoro.
Molti studiosi considerano la partecipazione a Facebook, o a qualsiasi altra rete sociale del web, una sorta di tossicodipendenza, specialmente nella patria della tecnologia telematica, gli Stati Uniti d’America!
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