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Social Network come Strumenti di Lavoro
Se fino a non molto tempo fa le aziende avevano avviato una feroce lotta contro i social network, che venivano inibiti ai dipendenti attraverso i filtri informatici, in quanto ritenuti fonte di distrazione e deconcentrazione sul lavoro, sembra che adesso qualcosa stia cambiando.
Dismessi i panni del divertimento e della superficialità, ora vestono i panni business e si propongono come strumento di cooperazione aziendale.
Non si tratta, ovviamente di Facebook, Twitter e simili, ma di social netwotrk specificamente orientati al business, che permettono di sapere su quali progetti sta lavorando il collega, quali sono le mansioni di un altro dipendente della nostra stessa azienda, o addirittura di conoscere a che punto è la presentazione a cui sta lavorando il nostro fornitore.
I business social network più accreditati sono attualmente Jive, Jammer e Flowr e siamo certi che ne sentiremo parlare sempre di più.
Aziende Web sopravvalutate: Social Network verso la crisi?
Qualche tempo fa era stato diffuso il “valore” di ciascun utente dei più famosi social network e si erano viste cifre da capogiro.
Nei giorni scorsi, Goldman Sachs ha valutato Facebook a 50 miliardi di dollari mentre il valore di mercato di Twitter sarebbe tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari.
Prendendo spunto da tali valutazioni, il Wall Street Journal è andato a fondo, esaminando i ricavi di questi preziosissimi siti web ed ha scoperto che nel 2010 Twitter avrebbe ricavato dagli inserzionisti pubblicitari “solo” 45 milioni di dollari: pochini, rispetto all’esorbitante valore dichiarato.
Dal canto suo, LinkedIn, per rimanere in tema, ha annunciato la propria quotazione in Borsa entro l’anno, proprio a rafforzare l’idea che non più di semplici siti si tratti, ma di veri e propri colossi.
Certo, al momento non si vedono grandi ricchezze emergere dai social network, se non un grande interesse da parte delle aziende commerciali, per “razziare” dati: ed ecco allora che la tanto temuta “bolla” non è più così lontana”.
I regimi censurano i Social Network
La comunicazione è nemica della democrazia: logico quindi che i regimi dittatoriali o comunque autoritari siano volti a potenziare i sistemi di censura.
In particolare, ai giorni nostri, il massimo pericolo viene dalla Rete e in particolare dai social network.
Ecco dunque, che arriva l’oscuramento del web o dei siti più “pericolosi”, come è accaduto, per esempio in Siria o in Cina, dove è stata predisposta la nota Grande Muraglia Digitale, una sorta di filtro “statale” dei siti accessibili.
C’è da dire che la mera censura dei social network non esaurisce le possibilità di diffusione di notizie non gradite: analogo effetto megafono potrebbe avere YouTube o il microcosmo dei blog.
E’ chiaro che -salvi casi limite- non sarà mai possibile oscurare l’intera Rete internet, con buona pace dei Capi di Stato meno democratici.
Quanto vale un Social Network
Recentemente, è balzata agli onori della cronaca la notizia che la banca americana Goldman Sachs ha valutato 50 miliardi di dollari Facebook: già qualche anno fa Microsoft aveva effettuato una valutazione di 15 miliardi di dollari del sito creato da Mark Zuckerberg, destando molta sorpresa negli investitori.
Invece, ancora una volta, Bill Gates non si sbagliava: i social network sono per le aziende una grande ricchezza, una miniera in cui trovare dati e abitudini di milioni di utenti: ragione per cui è corretto dire che ogni utente ha un valore.
Per Facebook, a fronte di una valutazione di 50 miliardi per una community di 500 milioni di utenti attivi, il valore di ogni iscritto è pari quindi a 100 dollari.
Seguono, applicando analoghi parametri, LinkedIn (con un valore pro capite degli utenti stimato sui 43 dollari), Badoo (in cui ogni utente vale 23 dollari) e –a pari merito- Twitter e Myspace (dove ogni utente è stimato 21 dollari).
Cifre assolutamente da capogiro, se pensiamo al nostro quotidiano utilizzo non retribuito di questi social network.
Il nuovo servizio di Facebook integra E-mail, SMS, Instant Messaging e Chat
“Abbiamo lavorato a lungo per realizzare un sistema di comunicazione moderno e siamo qui per parlare di questo”; Mark Zuckerberg lancia la posta di Facebook, il nuovo sistema di messaggistica che integra posta elettronica, sms, messaggi brevi e chat.
Non è una semplice e-mail, dunque, come ha tenuto a precisare il giovane numero uno di Facebook, il social network più popolare al mondo.
Da San Francisco Zuckerberg lancia ufficialmente la sua sfida a Google, Yahoo, Gmail e Hotmail sulla posta elettronica; lui però nega e spiega che il nuovo prodotto non è un e-mail killer, ma un servizio di messaggeria di cui la posta è solo una delle componenti.
Parole che di certo non hanno rassicurato la concorrenza, visto che la nuova web mail targata Facebook può contare già su 500 milioni di potenziali utenti, tanti quanti sono gli iscritti a Facebook.
Zuckerberg ha spiegato che ogni utente del social network avrà un indirizzo di posta Facebook.com integrato con gli altri servizi come chat e instant messaging, ognuno potrà poi decidere come comunicare con gli amici e questi lo riceveranno nel modo che preferiscono, senza dover accedere al sito.
Il servizio non sarà attivo da subito, ma solo nei prossimi mesi, attraverso un sistema di inviti.
La “prima mossa” su Badoo è delle donne spagnole
Secondo una ricerca condotta dal popolare social network Badoo.com su 90 milioni di contatti, le donne spagnole sono le più propense a fare la “prima mossa”, a vantaggio degli uomini, rispetto alle donne degli altri Paesi del mondo. Le donne polacche e le italiane, sempre secondo lo studio di Badoo, seguono quelle spagnole.
Arriveranno pure qui le Next Generation Network?
In Inghilterra BT è pronta ad investire qualche milioncino di euro per creare un rete a banda larghissima per gli utenti residenziali entro il 2012. In Italia sembra che a Telecom non interessi per ora, mentre gli altri operatori non hanno risorse per farlo.
Ricordiamo che in Inghilterra la rete è di BT ma una forte authority la obbliga a garantirne l’accesso equo a tutti gli operatori. In Italia l’authority ci prova ma l’accesso per gli operatori alla rete Telecom non è poi così equo.
E’ disponibile la relazione 2008 del Garante delle Comunicazioni.
Neurona, la novità del momento
Neurona sembra essere la piattaforma di social networking del momento. Uns sorta di Linkedin in lingua italiana.
Purtroppo non ho molto tempo per parlarne. Vi rimando a Giuseppe, Andrea e Dario.
Qui trovate il mio profilo su Neurona. Qui quello di Linkedin.
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