Volunia: un motore di ricerca tutto italiano
Ne hanno parlato i telegiornali italiani i giorni scorsi, sia per la novità nel campo dell’informatica che per il tocco di creatività tutto italico. Si tratta del lancio del nuovo motore di ricerca, Volunia, presentato in quel di Padova dall’ideatore Massimo Marchiori. Colui che ha inventato l’algoritmo PageRank di Google, tanto per intenderci.
Volunia vuole essere una novità assoluta nel web, non soltanto un competitor del più famoso motore di ricerca contraddistinto dalla “G”. Anche perché, detto in tutta onestà, l’impresa sarebbe ardua anche per Marchiori e con risultati destinati a essere deludenti in partenza. L’idea è quella di coniugare la ricerca vera e propria con il tema della socialità virtuale, caro a milioni di persone che si trovano costantemente su Facebook e in altri social network simili. Un modo, insomma, per uscire dalla logica con cui finora tutti noi abbiamo cercato delle informazioni su internet.
Il concetto base della sperata “rivoluzione” di internet si chiama “Seek & Meet”, un’espressione che può sembrare di difficile comprensione anche se non lo è. La prima parola riguarda il fatto di poter fare una normale ricerca sul web, attraverso delle parole chiave da noi fornite, scovando così i siti e le informazioni richieste. Fin qui nulla di strano o di sconvolgente, specialmente per un utente abituato a consultare Google decine di volte al giorno.
La parte “Meet”, invece, è alquanto interessante e decisamente innovativa! Sempre con riferimento alle pagine web trovate e ritenute attinenti ai nostri scopi, sarà possibile vedere chi in quel momento sta navigando nel sito corrispondente, con la possibilità di interagire con costui. Cosa sconvolgente e al tempo stesso utile in particolari ricerche di informazioni.
Per ora Volunia è solo nella fase di sperimentazione. Infatti, possono registrarsi “soltanto” cinquemila navigatori ogni dieci minuti. Cifra non certamente bassa, ma destinata a crescere vertiginosamente quando il motore di ricerca sarà completamente disponibile nella rete web. Questo scandagliamento degli utenti è necessario per mettere a punto anche i più piccoli dettagli.
Massimo Marchiori, si diceva, non ambisce a diventare l’artefice e il protagonista di un improbabile anti-Google, essenzialmente per due motivi. Il primo riguarda l’impossibilità di combattere contro un gigante, ormai padrone del web e arciconosciuto in tutto il mondo; almeno sul suo stesso terreno di sfida. Il secondo tocca l’idea di fondo di Volunia, cioè rivoluzionare il modo di ricercare e contemporaneamente connettersi ad altri utenti, secondo la logica della condivisione di interessi comuni, che sta alla base di ogni social network a partire da Facebook.
Insomma, un grande merito va riconosciuto all’ideatore di Volunia, per la tenacia con cui ha perseguito questo obiettivo e per l’aver dimostrato che anche in Italia si possono raggiungere grandi risultati di portata mondiale! Ora speriamo che i frutti di tanto lavoro possano premiare la ricerca italiana.
Storie di “cinguettii” con Twitter Stories
La nascita, la vita e l’evoluzione dei social network, pur nelle loro profonde differenze, sembrano seguire le medesime tracce. Così, dopo Facebook, anche Twitter tenta di stregare i suoi utenti con Twitter Stories, una sorta di aggregatore che riunisce le storie più belle o bizzarre, raccolte direttamente tra i milioni di tweet scritti ogni giorno.
La decisione del social network di microblogging più famoso nel mondo, di fare una raccolta ragionata di messaggi, non è nuova per il sito creato nella Silicon Valley, poiché già nel 2010 venne proposto al largo pubblico Twitter Tale.
La particolarità di Twitter, come i milioni di utenti già sanno, sta nella ristrettezza del messaggio inviato, che rende il sito adatto a delle comunicazioni brevi, nelle più disparate situazioni. Twitter Stories, così, diventa uno strumento nuovo per leggere la società mondiale che cambia.
Tra le tante storie raccolte, ce ne sono alcune che mostrano l’utilità del microblogging in realtà particolari, come le rivolte del mondo arabo che hanno segnato il 2011. O per la denuncia delle violazioni dei diritti civili in Africa e nel continente asiatico. Situazioni in cui la democrazia può essere raggiunta grazie alla comunicazione globale.
L’utilità di Twitter è enfatizzata da storie di vita e di morte. Come per Chris Strouth, che lanciando un appello per la richiesta di un rene da trapiantare, ha trovato una risposta positiva grazie a un tweet.
Twitter Stories è destinato a consolidare il successo del social network, e del nuovo modo di comunicare in soli 140 caratteri!
Smartphone LG LinkMe GW620
“Androide” con l’anima social
Uno smartphone con cuore Android che non nasconde la sua inclinazione ai social network. Il tutto in una scocca compatta.
Completo per quanto riguarda la connettività. Compatto nelle scocche. Interessante anche il prezzo. E’ il LinkMe di LG, destinato agli amanti dei social network.
E la presenza della tastiera estesa ne dà una ulteriore prova. Il suo nome esteso è LG GW620 LinkMe, ed è un modello UMTS-GSM quadri band dal form factor slider. La connettività di questo smartphone è davvero completa: oltre all’Hsdpa e all’Hsupa, ci sono anche il Bluetooth stereo e il Wi-Fi. Nessuna brandizzazione, ma la versione 1.5 di Android come sistema operativo. Oltre all’organizzazione nel menu, e alle varie possibilità di personalizzazione offerte da Android, LG ha inserito un’ulteriore nuova modalità per visualizzare le funzioni, funzionale e di sicuro effetto. La parte telefonica di questo LinkMe si declina in un audio di tutto rispetto, e di un segnale di rete nella media. Ovviamente è possibile scambiare e-mail e anche aggiornare il proprio profilo sui social network.
Per gestire gli account Twitter e Facebook non ci sono link alle versioni mobile dei due social network, ma client integrati nel sistema operativo, che consentono un aggiornamento continuo e collegamenti rapidi ai contatti.
Il Social Network Google+ cresce in tempi da record
Exploit del nuovo social network, Google+, lanciato da Google il 28 giugno 2011 che ha già raggiunto l’incredibile numero di venticinque milioni di utenti registrati. Per raggiungere lo stesso risultato di utenti registrati Myspace dovette attendere circa due anni, Twitter due anni e mezzo, Facebook tre anni.
Di fatto, si tratta della crescita nel tempo di riferimento più veloce nella storia del World Wide Web e pone quindi ancora una volta Google un passo avanti rispetto ai propri concorrenti e come rinnovato punto di riferimento per gli utenti Internet.
Tanto successo in breve tempo di Google+ sembra spiegabile grazie al sistema di posta elettronica Gmail di Google che conterebbe oltre cento milioni di utenti registrati così da ottenere una via d’accesso preferenziale per l’iscrizione al nuovo social network.
Agatha, il Software dell’Hacker buono
Come nei migliori film, non tutti i cattivi hanno la maschera nera e il cuore di pietra: ci sono anche dei cattivi, che in fondo sono buoni.
Apparterrebbe a questa categoria Reda Cherqaoui, anni 22, di origine egiziana.
Questo ragazzo dal viso angelico, quatto quatto (è il caso di dirlo), avrebbe violato Facebook e la sua -a questo punto sempre più eterea- cortina di sicurezza per accaparrarsi dati personali, immagini e video di oltre 80.000 utenti.
Reda, che ha agito tramite un software da lui elaborato e chiamato Agatha, in ossequio ad uno dei personaggi principali del romanzo Minority Report, avrebbe violato il sito di Mark Zuckerberg per mero scopo dimostrativo: evidenziare, cioè, la profonda vulnerabilità del social network più cliccato, come già aveva fatto con Ebay ed Hotmail.
Il messaggio lanciato da Reda, peraltro, dovrebbe sensibilizzare non solo i proprietari dei siti, ma anche noi utenti, che dovremmo pensarci due volte prima di affidare i nostri dati a chiunque non è in grado di custodirli come meritano.
Social Network: fra i due litiganti potrebbe godere un terzo
Si parla molto della guerra innescata da Google+ contro Facebook, ma potrebbe esserci un terzo soggetto a complicare le cose.
Nella fattispecie, sul sito socl.com è comparsa per qualche minuto la schermata relativa a Tulalip, che potrebbe essere il social network di casa Microsoft.
Con una interfaccia simile a quelle di Windows Mobile 7 e Windows 8, rispettivamente il sistema operativo per i dispositivi mobili e per i pc, promette di aiutare l’utente a trovare tutto quello che cerca, sembrando più che altro in contrasto con lo storico ruolo svolto da Google.
Ad avvalorare questa tesi, ci sarebbero dei pulsanti di condivisione per pubblicare contenuti o notizie su Twitter e Facebook: segno del fatto che probabilmente tra questi due soggetti e Microsoft si sta materializzando un’alleanza contro il gigante del web.
Per adesso, l’azienda di Bill Gates si è affrettata a rimuovere la pagina e a pubblicare un messaggio di ringraziamento per la visita, assicurando che si trattava di un progetto interno di ricerca.
Il Lavoro corre sul Web
Se pensate che per trovare posto di lavoro, il curriculum sia tutto, vi sbagliate: le vostre competenze, infatti, continuano a contare, ma sono vane se non accompagnate dal giusto modo di proporsi e dal giusto giro di contatti.
Nulla di nuovo, direte voi: ma la Rete ormai offre possibilità pressochè infinite per moltiplicare le possibilità di farvi notare, tanto che la Kelly Services, società specializzata nella ricerca di lavoratori interinali, ha commissionato uno studio all’esito del quale si è scoperto che il 30% dei lavoratori in cerca di impiego trovano una sistemazione grazie al web.
Anzitutto, grazie ai social network qualificati come Linkedin: molti cacciatori di teste e dirigenti di aziende, dopo aver ricevuto la vostra candidatura, vi cercano lì, e se non vi trovano, per voi è un punto in meno.
Ma il web può diventare anche un’arma a doppio taglio, per cui, se proprio non potete fare a meno di rendere pubblico il vostro profilo su Facebook, quanto meno evitate di scrivere post razzisti o volgari.
Ancora: utilizzate le informazioni disponibili sul web e relative all’azienda presso cui vi candidate per personalizzare il vostro curriculum, ma occhio a non inventare nulla, perché la sincerità paga sempre e -soprattutto- le bugie hanno le gambe corte.
Google+ sempre più lanciata verso il Social
Google ci riprova a contrastare l’ascesa di Facebook ed ecco che lancia Google+, che si caratterizza per una serie di servizi sempre più orientati al social.
I servizi sono in particolare cinque: il primo è Circles, che consente di creare una piccola rete di amici con cui condividere documenti, foto e video. Per entrare in Circles, non occorre avere un account Google, ma basta un semplice indirizzo di posta elettronica.
Altro servizio è Sparks, che consente di scegliere un tema e di ricevere tutte le news, sia di testate giornalistiche che di blog, tutte le foto e tutti i video correlati a quell’argomento.
Hangouts, invece, è un servizio di condivisione di foto, video e documenti, che permette a più persone di lavorarci contemporaneamente e di comunicare tramite chat o videochat.
Instant Upload è un’applicazione che coopera con Circles e che consente di inviare foto e video dal proprio cellulare direttamente al circolo di amici.
Infine, Huddle consente di selezionare tra i nostri contatti un piccolo gruppo di persone a cui inviare lo stesso sms.
Si tratta, quindi, di funzionalità molto innovative, che certamente piaceranno ai social addicted e che metteranno un po’ in crisi Facebook, che tuttavia continua ad avere dalla sua parte la semplicità e l’immediatezza di utilizzo.
Myspace cambia proprietà e passa a Specific Media
E’ stato il primo social network ed un po’ ha cambiato il mondo di internet: poi è stato relegato ad un ruolo “di nicchia”, come vetrina per artisti più o meno famosi.
Infine, il declino, evidenziato da una notevole perdita di utenti nell’ultimo anno.
Molti dicono che sia stata colpa di Facebook, ma il dato di fatto è che Myspace si è rivelato per la News Corp di Rupert Murdoch un pessimo affare che, oggi, fa apparire davvero spropositata la cifra di 580 milioni di dollari pagata per l’acquisto nel 2005.
Si comprende, quindi, come il magnate dell’editoria smaniasse per disfarsene e come mai abbia accettato di svenderla per la cifra di 35 milioni di dollari.
Cosa farà Specific Media di Myspace non è dato saperlo: certo è che 35 milioni di utenti sono un buon bacino per veicolare pubblicità e già solo questo potrebbe giustificare l’investimento.
Cosa succede se il Social Network decide di suonare
Su Facebook si fa oramai di tutto: si chatta, si leggono notizie, si comunica, si condividono foto e video: ma cosa succederebbe se sul social network più famoso del mondo si ascoltasse musica?
Lo vedremo molto presto, anzi: lo vedranno, perché l’Italia al momento non sembra parte di questo progetto.
Facebook, in altre parole, ha deciso di rinverdire i fasti del suo servizio Music, originariamente dedicato ai musicisti emergenti, ma mai decollato nella realtà e, tramite una partnership con Spotify, servizio di streaming musicale, e altri siti simili, ha pensato di rendere possibile l’ascolto gratuito di brani musicali, mentre si è sul social network.
Il servizio dovrebbe essere gratuito e sovvenzionato dalla pubblicità e dovrebbe partire in estate, non appena Spotify, attualmente attivo in svariati Paesi, sbarcherà negli Stati Uniti.
Nulla si dice ancora dell’Italia, per adesso al di fuori del circuito Spotify e quindi dal nuovo Facebook Music.
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