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Storie di “cinguettii” con Twitter Stories
La nascita, la vita e l’evoluzione dei social network, pur nelle loro profonde differenze, sembrano seguire le medesime tracce. Così, dopo Facebook, anche Twitter tenta di stregare i suoi utenti con Twitter Stories, una sorta di aggregatore che riunisce le storie più belle o bizzarre, raccolte direttamente tra i milioni di tweet scritti ogni giorno.
La decisione del social network di microblogging più famoso nel mondo, di fare una raccolta ragionata di messaggi, non è nuova per il sito creato nella Silicon Valley, poiché già nel 2010 venne proposto al largo pubblico Twitter Tale.
La particolarità di Twitter, come i milioni di utenti già sanno, sta nella ristrettezza del messaggio inviato, che rende il sito adatto a delle comunicazioni brevi, nelle più disparate situazioni. Twitter Stories, così, diventa uno strumento nuovo per leggere la società mondiale che cambia.
Tra le tante storie raccolte, ce ne sono alcune che mostrano l’utilità del microblogging in realtà particolari, come le rivolte del mondo arabo che hanno segnato il 2011. O per la denuncia delle violazioni dei diritti civili in Africa e nel continente asiatico. Situazioni in cui la democrazia può essere raggiunta grazie alla comunicazione globale.
L’utilità di Twitter è enfatizzata da storie di vita e di morte. Come per Chris Strouth, che lanciando un appello per la richiesta di un rene da trapiantare, ha trovato una risposta positiva grazie a un tweet.
Twitter Stories è destinato a consolidare il successo del social network, e del nuovo modo di comunicare in soli 140 caratteri!
Tra Facebook e Google è guerra a colpi bassi
In guerra e in amore, si sa, tutto è permesso: ma se pensate che questo detto valga solo nei romanzi di cappa e spada, vi sbagliate, perché ai giorni nostri è sempre più attuale.
Protagonisti di una guerra senza precedenti, che scade sempre più spesso in colpi bassi sono Google e Facebook: e l’ultimo attacco, non proprio correttissimo sotto il profilo deontologico, è stato sferrato dal social network di Mark Zuckerberg.
Facebook, infatti, ha assoldato una società di PR americana, la Burston Marsteller, che avrebbe iniziato a diffondere tra i blogger e in generale sul web notizie diffamatorie, in merito alla presunta scarsa sicurezza di Google.
Colta sul fatto attraverso le rivelazioni di un blogger, che non ha voluto stare al gioco, la società di Mark Zuckerberg è stata smascherata ed ha potuto difendersi solo appellandosi alla presunta verità delle notizie diffuse, che però appare ancora tutta da dimostrare.
Inevitabile il ritorno di immagine negativo per Facebook ed il rafforzamento della posizione di Google, per effetto del proprio ruolo di vittima: un errore che rischia seriamente di pregiudicare la posizione di Facebook e la sua reputazione sul mercato.
Integrare un blog WordPress in Facebook
Per chi utilizza WordPress e Facebook potrebbe essere utile integrare i post che vengono scritti nel proprio blog all’interno del profilo Facebook.
Questo può essere fatto tramite la creazione di una applicazione su Facebook e l’installazione di un plugin in WordPress.
Il plugin si chiama WpBook e necessità di un piccolo setup. Per prima cosa dovete scaricare il plugin da qui e installarlo nella directory /wp-content/plugins.
A questo punto collegatevi alla url degli sviluppatori di Facebook: www.facebook.com/developers e andate a creare una nuova applicazione con Set Up New Application.
In Application Name dovrete settare il nome dell’applicazione così come apparirà, quindi dovrete accettare le condizioni.
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Censura continua sul web
Continua la repressione della libertà di espressione, preso di mira il web e i blogger:
Sono sempre di piu’ i blogger arrestati per aver scritto su Internet articoli critici contro governi e regimi: almeno 65 nel 2006. La denuncia e’ stata presentata oggi all’Onu,in una conferenza sul ruolo di Internet come nuovo strumento per la liberta’ di espressione.
(ansa)
Weblog
Fiat con una mossa astuta di marketing ha aperto un blog per promuovere la prossima versione della Bravo. Il blog si chiama “Quelli che Bravo“.
Credo che tra poco chiuderò il mio, di blog.
Blog-Bikerz

…Peccato che l’unico blogger del gruppo sono io.
Photoblog back
Ho quasi ripristinato il photoblog (penso si sia capito). Finirò di lavorarci nel week-end.
Grazie al plugin Galleryo.
Quel gran esperto di marketing: Beppe Grillo
Quanto parlare di Beppe Grillo, un comico che da sempre si è fatto paladino degli oppressi e degli indifesi.
Negli ultimi mesi è balzato alla cronaca per le sue sparate pubblicate regolarmente sul suo blog: il più letto in Italia.
La ricetta di Grillo è semplice. Ascolta, ascolta e ascolta in giro per la rete e riporta tutto sul suo blog, come se questo fosse tutta farina del suo sacco. Gli attacchi a Telecom, la pubblicità a Skype e tante altre questioni che cita sono risapute.
Personalmente a me sono tutte questioni note, ma si sa la maggior parte degli italiani non conoscono molto le potenzialità di informazione della rete.
Poi definire blog il sito di Beppe Grillo è un pò inopportuno. Questo perchè Grillo lancia il sasso, con qualche post d’effetto, lasciando scannare i visitatori nei commenti. Se visitate il blog di Grillo non troverete MAI una sua risposta nei commenti.
Giovanni mi fa notare come l’ultima pseudo-campagna di Grillo, quella di pubblicare una pagina sui giornaloi quotidiani, che esorti Fazio a dimettersi, è solo una trovata pubblicitaria per il proprio blog.
In effetti la pgina in questione:

Sia solo una grande sponsorizzazione del sito di Grillo. A vedere bene la pagina, spicca solo il sito di Grillo con la sua URL; mentre il messaggio per cui le persone stanno pagando (..e si stanno pagando): Fazio Vattene – è relegato in secondo piano.
Vi consiglio di leggere il post di Giovanni per approfondire meglio la questione.
Aggiornamento: Matteo aveva già anticipato l’argomento. Anche lui parla di manovra di marketing, nonchè di demagogia populista. Inoltre fa un raffronto con l’acquista della famosa pagina del NY Times da parte della Mozilla Foundation. Li lo scopo dichiarato era quello di pubblicizzare il browser Firefox. In quell’occasione la Fondation citò tutti i contribuenti a fondo pagina.
Bloggo quando posso
Visto che le brave blogstar lo dicono, lo annuncio pure io:
Post ridotti in questo periodo, causa nuovo lavoro.
Netstrike su Aruba
Il gruppo Autistici.org organizza un netstrike ai danni del provider Aruba, per protestare contro la singolare vicenda che ha visto la loro privacy protagonista. L’iniziativa avrà luogo l’11 luglio.
Anche se non è un grave disservizio, potreste non avere accesso (per vostra fortuna) a questo blog nel giorno indicato.
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