Android
Su Android arriva la Musica
Android diventa sempre più competitivo nei confronti dell’IOS di Apple: l’ultima novità è il debutto nel mondo della musica.
In particolare, nella conferenza Google I/O, dedicata agli sviluppatori, è stato presentato Music Service, un nuovo servizio che però non ha nulla a che vedere con Itunes.
Si tratta, infatti, di uno spazio web a disposizione dell’utente, che vi potrà caricare in upload i propri file musicali e così averli sempre a disposizione: nessun acquisto, quindi, ma un semplice sistema di memorizzazione online.
Le canzoni memorizzabili sono 20.000 e possono essere condivise con gli altri utenti.
In sintesi, il servizio è meno innovativo di quello che Google stessa aveva annunciato: colpa delle major discografiche, che hanno negato il proprio appoggio alla piattaforma.
Vedremo se avrà successo comunque, considerando anche che l’accesso sarà gratuito solo per un periodo iniziale.
Android tenta di raggiungere iOS
Forse la supremazia incontrastata di Apple nel mercato degli smartphone e soprattutto dei tablet sta per finire.
Google, infatti, riprogetta il sistema operativo Android con la versione 3 e potenzia il suo market, in aperta concorrenza con la Mela.
Il meccanismo di aggressione al mercato è semplice: studiato il fenomeno Apple, si è capito che le sue chiavi di forza sono il sistema operativo user friendly e il numero sterminato di applicazioni disponibili per gli utenti.
Google, quindi, ha reso Android molto più facile da usare, anche ai meno esperti ed anche piacevole e funzionale agli scopi di utilizzo quotidiano, orientandosi non tanto sullo scafato professionista, ma sul cittadino qualunque.
Il secondo passo è stato quello di arricchire il market con nuove applicazioni, aspetto su cui si lavorerà ancora nei prossimi mesi: sono infatti in programma ben seimila assunzioni in tutto il mondo a questo specifico scopo.
Google lancerà un rivoluzionario Metodo di Pagamento
Forse conscia del fatto che il sistema operativo Android è rimasto un po’ indietro rispetto all’IOS di Apple, Google sta testando un nuovo e rivoluzionario metodo di pagamento.
Si tratta della tecnologia Near Field Communication e consentirà di recarci in un negozio e, sfruttando il metodo radio -già disponibile per i terminali Android- si potrà mostrare un oggetto al nostro terminale, che lo “riconoscerà” e permetterà di perfezionare l’acquisto, senza utilizzare denaro contante e senza passare dalla cassa.
Il sistema per adesso è in attesa di completare l’acquisizione di un database completo con tutti i prodotti disponibili sul mercato: compito quasi immane, ma che dovrebbe già essere a buon punto, se si parla del Near Field Communication in termini così concreti.
Da Starbucks si paga con iPhone
Se siete dei fan di Starbucks e siete in uno dei tanti punti vendita all’estero, potreste sperimentare la nuova applicazione per Iphone, Starbucks Card Mobile, che permetterà di pagare usando il cellulare.
L’idea è molto semplice: scaricando l’applicazione, si apre un conto virtuale, che si può alimentare tramite carta di credito o PayPal.
Attivato il proprio conto, baserà recarsi alla cassa con il proprio Iphone e si pagherà mostrando il telefono, tramite un codice a barre, riconducibile univocamente al nostro account.
Il servizio è partito attualmente in fase sperimentale in 6.800 punti vendita e prossimamente sarà disponibile la versione per Android.
Sempre più Linux nel telefono cellulare
Articolo su Android e Ubuntu Mobile per Apogeo:
Sempre più Linux nel telefono cellulare – [download in PDF]:
“Linux on mobile!” sembra essere il motto preferito degli sviluppatori open-source, almeno ultimamente. Diciamo che l’argomento è stato più volte trattato e riassumendo possiamo dire che la storia di Linux come sistema operativo per telefoni cellulari è da sempre controversa. OpenMoko il candidato papabile a guidare la riscossa di Linux in questo settore ancora non ha prodotto niente di commercialmente valido. Nonostante questo gli analisti credono ancora nella crescita di Linux in questo mercato, che sfiorerà il 30% tra qualche anno. A spingere questa crescita sicuramente la sempre maggiore complessità applicativa dei nostri indispensabili cellulari. Da banali apparecchi per telefonare si stanno evolvendo in terminali in grado di gestire la nostra quotidianità. La prima carta prepagata in italia risale al 1996. In quel periodo i cellulari erano ancora lenti, goffi ed incredibilmente in bianco e nero. Ora sono diventanti organizer, terminali per navigare il web o per vedere la televisione. Senza elencare le applicazioni disponibili.
La crescita deriverà dalla maggiore diffusione dei cosiddetti “smartphones” ma anche dalla discesa in campo di alcuni big con due prodotti analoghi ma al tempo stesso simili: Android e Ubuntu Mobile. Si tratta di prodotti che in comune hanno qualcosa: sono entrambi open-source e la base è il kernel Linux.
Il primo sembra essere leggermente in vantaggio, almeno come tempistica. Lo sviluppo è capitanato da Google che ha costituito la vigorosa Open Handset Alliance, coinvolgendo diversi operatori mobili e vendor nello sviluppo. Android utilizza una distro Linux acquistata anni fa dalla Grande G e che ora è diventata la base di partenza per Android. Una piccola curiosità, al progetto partecipa anche Telecom Italia, quella della sim-card prepagata del 1996. Per saziare la fame di software applicativo del nuovo sistema operativo Google ha lanciato un contest che premierà la migliore applicazione sviluppata per Android. I primi apparecchi arriveranno tra qualche mese, visto che lo sviluppo è in stato avanzato. Il tanto vociferato G-Phone eccolo qua. Non è un apparecchio preconfezionato di papà Google ma una base che coinvolgerà tanti apparecchi differenti. Forse una mossa ancora migliore di Google. Fornire le proprie idee e il proprio modo di pensare a tanti apparecchi che raggiungeranno un grandissimo numero di utenti nel mondo. L’invasione dei googlefonini sta per iniziare. Piccola nota, l’installazione di Android ha già avuto successo su un Qtek 9090.
Ubuntu Mobile probabilmente sarà l’outsider che potrebbe sconvolgere i piani della Grande G. Quello che sappiamo di lui è ben poco. Abbiamo interpellato Canonical che ci ha riferito di non avere intenzione di rilasciare informazioni supplementari a quelle poche che sono apparse sul sito del progetto. Una delle certezze riguarda il supporto di Ubuntu Mobile della piattaforma hardware Intel Silverthorne, destinata ai dispositivi mobili come pc ultraportatili o cellulari di fascia alta. Il cuore sarà lo stesso della celebre distro Ubuntu, con ambiente grafico Gnome in versione Mobile. Al riguardo va sottolineato che Gnome Mobile equipaggia anche Neo1973 (prodotto della già citata OpenMoko) e il Nokia N800. Oltre alle capacità di connessione a diversi tipi di reti, lo sviluppo punterà anche al risparmio energetico. Ovviamente Canonical, che sviluppa Ubuntu, non ha i mezzi di Google ma può contare su un numero di sviluppatori e affezionati utenti che in crescita costante. Effettivamente Ubuntu è la distribuzione linux che ha sdoganato l’utilizzo di questo tipo di sistema operativo verso il grande pubblico. Probabilmente questo potrebbe giocare a favore del neonato Ubuntu Mobile. Grande capacità di personalizzazione e una comunità vastissima a supporto. Ancora non sappiamo quali applicazioni saranno inserite sui device ma la logica potrebbe essere quella di miniaturizzare e rendere portatili diversi programmi a cui siamo abituati. Uno su tutti Firefox, che presto arriverà in versione mobile. Aggiungendo un buon client e-mail e capacità di multimedia il gioco è fatto. Vedremo quando arriverà il primo terminale sperando che riesca a competere pienamente con i rivali.
La concorrenza, come ogni settore, può portare grandi vantaggi per gli utenti. Stimola la competizione spingendo ogni produttore a migliorarsi. E una vasta scelta di prodotti offrirebbe al consumatore la soluzione più adeguata alle proprie esigenze. L’avvento di Android e Ubuntu Mobile porterà una ventata di aria fresca in questo settore. Al riguardo citiamo il poco diffuso OS2008 sviluppato dalla nordica Maemo che è stato scelto da Nokia per il suo Internet Table N800.
Ricordiamo che di terminali con sistema operativo open-source o basato su piattaforma Linux se ne parla molto, ma purtroppo se ne vedeno pochi. Android e ubuntu Mobile hanno lanciato la sfida ai concorrenti che sono del calibro di: Windows Mobile, Symbian e il recente sistema operativo di casa Apple.
Android, quello che doveva essere Gphone
Google per il momento non lancerà alcun telefono cellulare, almeno per ora. Il tanto chiacchierato Gphone non arriverà.
Arriva però un s.o./firmaware gratuito per telefoni cellulari patrocinato proprio da Google.
Si chiama Android e la caratteristica migliore è l’essere open-source. Android deriva da un vecchio s.o. con kernel Linux acquistato da Google qualche anno fa. Ora diventa Android e confluisce e diventa il prodotto di punta della neonata Open Handset Alliance. Al consorzio aderiscono aziende di diverso tipo tra cui Telecom Italia e alcuni produttori di cellulari.
Mi sembra, così a occhio, che i produttori aderenti sono quelli che non hanno creduto al Symbian. Manca ad esempio Nokia e Sony Ericsson. L’idea del progetto si affianca a OpenMoko di cui ho già parlato (parlando anche della crescita imminente degli smartphones con s.o. Linux), ma sicuramente con qualche mezzo in più.
BLOG.officialSM





