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Web 2.0 & Digital Life

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Faceskin, un nuovo modo di concepire il Social Network

Faceskin il social network di Claudio Cecchetto

Da un po’ di giorni circola sul web la notizia del nuovo social network, realizzato dall’eterno Claudio Cecchetto e con un nome che rievoca la creatura di Zuckerberg: Faceskin. L’idea è di creare uno spazio virtuale in cui celebrità e persone sconosciute possano condividere liste di siti web consultati, per metterle a disposizione della comunità di internet. Al momento ci sono circa 18 mila account attivi.

Chi segue il programma de La7 Innovation, forse ne ha già sentito parlare dallo stesso Claudio Cecchetto, dichiaratamente innamorato della rete web e con un’idea che vuole soltanto labilmente emulare Facebook, del resto inarrivabile per l’enorme diffusione nel mondo. Faceskin, così, non vuole essere il tradizionale social network in cui si ritrovano milioni di persone a condividere foto, immagini, link e a cercare di connettersi tra loro per il solo gusto di avere più “amici”.

Faceskin tenta di conquistare una nuova frontiera, questa volta della conoscenza. Sì, perché ad accompagnare il termine “social” sarà la parola “search”! Ecco, in breve, la logica che sostiene il progetto visionario: ogni iscritto si caratterizzerà non per le immagini per lui più significative bensì per le weblist, ossia degli elenchi di siti che sono il frutto delle ricerche effettuate nel web.

Quando un utente della rete deve cercare delle informazioni che gli interessano, pur sapendo di trovarle, spesso si scoraggia per il tempo perso tra parole chiave da inserire nei motori di ricerca, verifica delle fonti trovate e confronto tra le stesse per avere una “risposta” adeguata alle domande iniziali. Faceskin, invece, permette di avere una traccia della ricerca da effettuare, arrivando alle informazioni con un notevole risparmio di tempo.

Da strumento per socializzare e conoscere nuove persone, e questa funzione è comunque garantita come sostiene lo stesso Claudio Cecchetto, ad ambiente in cui si mettono a disposizione i know out degli iscritti, per poterci aggirare bene nell’oceano di informazioni del web.

Tra i testimonial-iscritti d’eccezione ci sono pure Fiorello e Jovanotti. Il primo, in particolare, ha fatto parlare di sé per la quasi concomitante uscita dal sito di microblogging Twitter, in cui era stato grande protagonista con twitt che hanno fatto sorridere e discutere. Nella home page di Faceskin, invece, c’è Jovanotti che nel messaggio in occasione della presentazione ufficiale presso l’Università IULM, parla dell’esigenza di avere dei “dj della rete”, che sappiano fornire delle guide nel web.

Per il momento il sito è nella fase “beta”, cioè con una versione non definitiva. I prossimi mesi saranno il terreno di lotta di questa idea, semplice ma allo stesso modo innovativa, che potrebbe segnare una nuova fase dello sviluppo di internet e della sua massima usabilità.

L’ultima riflessione la merita Claudio Cecchetto, uomo di successo nel campo musicale poiché ha scoperto i migliori talenti che ora sono dei cantanti affermati. Ma anche fondatore di radio Deejay e ora pioniere di un nuovo modo di concepire il social network e la rete. Buona fortuna!

Il colosso Facebook sta per entrare in Borsa

L'entrata in borsa Wall Street di Facebook

La notizia di questa settimana, ma possiamo scommettere dell’anno, è l’imminente entrata in Borsa di Facebook. Ne avevamo già parlato tempo fa, ma la news sulla preparazione dei documenti da presentare a Wall Street, da parte del social network in assoluto più conosciuto, non passa inosservata e merita un approfondimento.

Ciò che colpiscono maggiormente sono le indiscrezioni sull’Ipo, cioè l’offerta pubblica iniziale, stimata per ben cinque miliardi di dollari: una cifra da far girare la testa anche ai broker più navigati della Borsa americana, e destinata a battere molti record. Con riferimento ai titoli di società operanti nel settore informatico, supera di gran lunga il primato stabilito da Google nel lontano 2004, quando l’Ipo fu poco inferiore ai due miliardi di dollari. Se, poi, sono vere le indiscrezioni su una cifra addirittura doppia, ciò costituirebbe un precedente difficile da battere!

Il social network, contraddistinto dalla “F” e che sta raggiungendo ogni continente del globo, potrebbe mettere sulla piazza titoli dal valore compreso tra i 34 e i 40 dollari. E c’è da scommettere che i compratori non mancheranno, se non altro per la soddisfazione di possedere un pezzettino della creatura di Mark Zuckerberg.

La domanda allora, nasce spontanea, soprattutto da parte di chi si limita ad avere un account su Facebook senza conoscere a fondo il suo funzionamento: dove si genera questo volume d’affari, tanto da far stimare il valore complessivo fino a 100 miliardi di euro?

La risposta si trova nell’enorme introito pubblicitario strettamente legato a Facebook. Chi gestisce una fan page e vuole renderla più popolare e ricca di amici, o coloro che possiedono un’azienda e vogliono farla conoscere agli utenti iscritti, possono decidere di acquistare una campagna pubblicitaria ad hoc. In pratica è lo stesso principio di funzionamento del pay per click di Google, seppur con le dovute differenze. È facilmente immaginabile il volume di sponsor che ruota attorno al social network, attualmente popolato da 800 milioni di account e con un trend in continua crescita.

Colui che curerà lo sbarco di Facebook nella Borsa valori più importante del mondo sarà Morgan Stanley, un decano di Wall Street che ha accumulato importanti esperienze nelle offerte pubbliche iniziali di almeno un’altra ventina di aziende blasonate. Per la gestione della delicata operazione, che presumibilmente porterebbe Facebook sui mercati azionari non prima di Maggio, si è anche fatto il nome della Goldman Sachs.

Per Mark Zuckerberg approdare sulle piazze affaristiche potrebbe significare un notevole salto di qualità nei già alti ricavi, per ora derivanti “soltanto” dalla pubblicità. Se il successo di Facebook continuerà come ora, riuscendo a mantenere distanziati gli altri social network, i titoli azionari non faranno che incrementare i guadagni; un risultato destinato a entrare nella storia americana e non solo. Vediamo come procederà nei prossimi mesi e quale altre novità ci ritroveremo a raccontare!

AlbaKiara.it è il nuovo sito di incontri online

Incontri online AlbaKiara.it

Tra i molti siti di incontri online si pone come nuovo punto di riferimento, per chi è alla ricerca di incontri con single e non solo, il sito web AlbaKiara.it che è ora online a disposizione di chiunque desideri cercare e farsi trovare in modo molto semplice e veloce usufruendo del relativo servizio di dating.

E’ possibile iscriversi gratuitamente e cercare tra i tantissimi profili di donne e uomini in tutte le località italiane, filtrando la ricerca per regione e città, visualizzando così le informazioni utili di ciascun utente registrato come sesso, età, città, profilo partner ricercato, segno zodiacale, interessi, caratterisitche ed altro ancora.

AlbaKiara.it offre strumenti interattivi tipici del Web 2.0 e consente agli utenti di entrare in Chat con gli altri membri registrati, aggiungere propri commenti ai profili e nel Guestbook, pubblicare foto e video per mostrarli agli interessati.

Il web 2.0 per gestire le situazioni di crisi

Il web 2.0

Non poteva essere altrimenti, e il trend era chiaro da tempo. Il web 2.0, cioè la seconda rivoluzione della Rete che ha consentito di utilizzare file multimediali, può mettersi al servizio della pubblica utilità in situazioni di estrema emergenza. Del resto, le recenti alluvioni della Lunigiana e i dissesti che hanno cancellato scorci unici delle Cinque Terre, hanno messo in evidenza la normale propensione dei proprietari di smartphone a filmare le immagini più critiche.

La possibilità che i social network, solitamente utilizzati per scopi ludici o per comunicare con gli amici, possano divenire di supporto alla Protezione Civile è più che un’ipotesi.

Ne parla Elisa Rapisaldi, esperta di Internet, che da anni si sta impegnando nello studio della comunicazione via web e dell’indirizzamento di questa nelle situazioni di crisi. Secondo la Rapisaldi, la prima cosa da fare è separare l’aspetto emotivo, quello che porta a scattare foto o filmare avvenimenti in maniera indiscriminata, dalla raccolta vera e propria di informazioni da inviare successivamente alle autorità competenti.

L’idea è quella di creare una rete di volontari, armati di telefonino, in grado di inviare in maniera funzionale le informazioni sensibili su una frana, piuttosto che su altre situazioni di crisi nel territorio. Fornendo le sufficienti informazioni che possano attivare la macchina organizzativa dei soccorsi.

Il web 2.0, così, può “esplorare” un terreno nuovo tra i tanti in cui è entrato prepotentemente negli ultimi anni.

TomTom Go Live 1005 World: il navigatore che Twitta

TomTom Go Live 1005 World il navigatore che comunica con Twitter

Che i social network avessero occupato quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana è cosa risaputa. Sorprende la fantasia dei costruttori di apparecchiature tecnologiche e la voglia sfrenata di coinvolgere, a tutti i costi, la comunicazione in rete. Oggi parliamo del nuovo Tom Tom Go Live 1005 World, la prima creatura del marchio olandese in grado di comunicare via Twitter gli spostamenti della vettura.

L’idea di poter dire, in qualsiasi momento, dove ci troviamo attraverso un messaggio è più adatta a chi ha fatto della comunicazione virtuale una ragione di vita. Se a questa opportunità aggiungiamo la possibilità di poter accedere alle informazioni di TripAdvisor ed Expedia, ecco allora che l’autista che usa questo navigatore si trova super informato in ogni aspetto del viaggio!

Torniamo per un attimo all’interazione tramite il microblogging Twitter. Grazie a delle applicazioni dedicate e collegate con l’account del guidatore, il Tom Tom Go Live 1005 World riesce, attraverso dei messaggi preimpostati, a comunicare la posizione in un determinato momento e l’eventuale orario di arrivo.

Se tutto ciò non bastasse, ecco che il navigatore è in grado di interagire attivamente con il sito Expedia. Grazie, infatti, ai servizi Live Search&Go, si possono confrontare i prezzi delle strutture ricettive in un determinato luogo, oltre a conoscere le attrazioni turistiche.

Altre opzioni da non trascurare sono: il comando vocale, la possibilità di effettuare chiamate in viva voce e un Fluid touch screen. Inoltre, nella versione italiana del Tom Tom Go Live 1005 World saranno compresi nel prezzo un anno di servizi Live. Non male!

L’eredità tecnologica lasciata da Steve Jobs

Steve Jobs e la sua eredità tecnologica

Riguardo all’ingente capitale lasciato da Steve Jobs dopo la morte, è difficile quantificarne il valore. Nelle ore che sono succedute alla morte del genio californiano, alcuni si sono prodigati in confronti inquietanti: sembra che il marchio della Apple eguagli il Pil di paesi come Austria e Sudafrica.

Quello che si chiedono i milioni di appassionati di iPhone, iPod e iPad è cosa succederà dopo il decesso di Jobs. Il timore dei fan è che non ci saranno più le sconvolgenti presentazioni di prodotti che, ogni volta, travalicano i limiti della realtà per tagliare nuovi traguardi nell’immaginazione.

I rumors mondiali parlano di un “patrimonio intellettuale” che durerà almeno quattro anni, facendo sentire meno la mancanza di Jobs. Innanzitutto c’è la nuova evoluzione dell’iPhone, inizialmente chiamato iPhone 5 ma poi cambiato con iPhone 4S, a ricordare il grande Steve.

Sugli altri prodotti che non dovrebbero tradire le aspettative, le voci sono discordanti e più vaghe. Alcune fanno riferimento a un dispositivo tecnologico che cambierà le regole della televisione, con modi che non possiamo neanche immaginare. Poi, probabilmente, ci saranno versioni aggiornate per gli strumenti già esistenti: iPod, iPhone e iPad prima di tutto.

Le voci rimangono tali quando si parla di Apple, azienda notoriamente serrata e previdente nel mantenere segreti gli “assi nella manica” tecnologici, poi abilmente tirati fuori ad arte.

Ciò che è certo è il vuoto che lascerà Steve Jobs nel mondo, non soltanto quello tecnologico.

Un B&B a Catania per un Sito Web 2.0

B&B Catania de Curtis

E’ online la nuova versione del sito web relativo al B&B a Catania De Curtis con un approccio 2.0 alla comunicazione e all’interazione verso gli utenti e potenziali ospiti della struttura ricettiva.

Un innovativo booking engine consente di effettuare le prenotazioni direttamente online con conferma delle disponibilità in tempo reale senza pagamento anticipato a garanzia degli utenti.

Un blog costantemente aggiornato consente ai visitatori del sito web di essere sempre informati sulle novità che riguardano il Bed and Breakfast e la città di Catania con notizie ed eventi.

Ovviamente non mancano le funzionalità collegate all’interazione con i principali social network, Twitter e Facebook, che permettono agli utenti di collegare le informazioni del sito ai propri account.

Se il TAG diventa un brevetto

Brevetto tag Facebook

I vocaboli ”tag” e “taggare” diventano sempre più utilizzati dal popolo di Facebook.

Per i neofiti del social network, il tag è il richiamo linkabile ad un utente di Facebook, che possiamo apporre in una foto, in un video o in qualunque elemento di condivisione, per creare un riferimento inequivocabile proprio a quell’utente.

La crescente importanza che il termine stava assumendo nell’eloquio quotidiano non è sfuggito a Mark Zuckerberg ed ai suoi soci Aaron Sitting e Scott Marlette, i quali cinque anni fa hanno chiesto all’US Patent and Trademark Office di brevettare il vocabolo “tagging”: ora quel brevetto è realtà e dunque inscindibilmente connesso alla piattaforma Facebook.

L’acquisizione non è di poco conto, se pensiamo che, da qualche tempo a questa parte, essendo possibile taggare anche pagine fan di marchi più o meno famosi, il famoso link è diventato anche uno strumento di pubblicità semplice quanto immediato.

Ancora una volta, dunque, si consolida graniticamente la crescita economica di Zuckerberg e del suo social network.

Quando il Gossip corre sul Web

Gossip sul Web

Si incrementa il successo dei siti internet dedicati al gossip e, se negli Stati Uniti è battaglia all’ultimo scandalo tra TMZ e Radar Online, anche in Italia non si scherza affatto.

Il punto è che il pettegolezzo attira fiumi di lettori e quindi di pubblicità: ma non solo.

Fatta eccezione, infatti, per le star che si autopromuovono, avvisando i giornalisti dei propri spostamenti o aggiudicando le proprie foto o gli scoop che li riguardano al miglior offerente, dietro gli informatori dei giornalisti ruota un vero e proprio mondo di personaggi strapagati, veramente pronti a rivelare per denaro qualunque cosa -possibilmente d’effetto- sulle star.

Non parliamo solo di improvvisati detective, ma sempre più spesso di persone vicine all’entourage dei divi: medici, assistenti, segretarie, persino tate, tutti pronti a trasformarsi in gole profonde, non proprio per amore della notizia.

Boom per Wikia: l’enciclopedia leggera

Wikia: l’enciclopedia

Tutti conoscono Wikipedia, l’enciclopedia gratuita on line ideata da Jimmy Wales, che ha una voce per tutto, liberamente accessibile e disponibile, sempre con contenuti completi e precisi, tanto da comparire sempre ai primi posti tra i risultati della ricerca su Google.

Non tutti, però, sanno che lo stesso ideatore di Wikipedia ha creato anche Wikia, un’enciclopedia altrettanto gratuita e liberamente accessibile, ma dedicata a temi molto più soft, come fiction e film e semplici guide (come pubblicare foto gratis on line, per esempio).

La vera particolarità, tuttavia, è che, a differenza della sorella maggiore, Wikia consente la pubblicità e quindi vive degli introiti da questa generati: in proposito, gli utenti hanno anche potuto lamentarsi, ritenendo che i contenuti pubblicitari fossero troppo invasivi: eppure, dopo i primi anni in sordina (il sito Wikia, infatti, è nato nel 2004), sembra che proprio la pubblicità sia una fonte di successo, mentre la povera Wikipedia naviga nelle ristrettezze economiche, che impongono a Wales la richiesta continua di finanziamenti ai suoi lettori.


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