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Tecnologia

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Huawei Ascend D2, Il potere della tecnologia

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Le novità del Ces 2013 di Las Vegas

Consumer Electronic Show di Las Vegas 2013

Da anni è considerato l’evento tecnologico che delinea le nuove tendenze per l’anno appena iniziato. Il Ces 2013, ancora in corso di svolgimento, riserva tante novità e un numero altissimo di espositori. Si va dai “big” delle multinazionali alle piccole aziende quasi sconosciute. Circa 20 mila prodotti che entreranno in commercio: cambieranno in meglio la nostra vita o infoltiranno la già lunga lista delle cose inutili?

Per approcciarsi al meglio al Consumer Electronic Show di Las Vegas, la miglior cosa è procedere per categorie. Il campo più battuto del 2013 è quello delle smart tv. Il termine che le contraddistingue è “grandezza”. Televisioni, quindi, sicuramente tecnologiche ma dalle dimensioni in qualche caso titaniche. I saloni espositivi del Ces abbondano in televisioni-pareti, dagli slogan che enfatizzano i miracoli dell’Ultra HDTV. Su tutte, la Samsung primeggia con i suoi maxi televisori che arrivano a 110 pollici!

A farla da padrone, come succede in questi ultimi anni a Las Vegas, è lo smartphone. I telefoni intelligenti tentano di superare loro stessi con chicche che possono fare la differenza. Gli schermi sempre più grandi, si arriva anche a 5 pollici, si alternano alle attese uscite: dovrebbe spiccare l’anteprima del Galaxy IV. La comunicazione tra smartphone e altri dispositivi elettronici, come i televisori, sarà garantita invece dal semplice avvicinamento.

Se si parla di smartphone la mente subito va al fenomeno di massa delle app. Al Ces edizione 2013 stiamo assistendo a ciò che molti speravano/temevano: l’invasione nella nostra vita quotidiana delle applicazioni. Così, se già oggi è possibile controllare tramite smartphone se abbiamo spento le luci di casa, sempre più elettrodomestici offrono queste interfacce. Il concetto di “touch”, poi, sta entrando nelle automobili sempre più in versione tablet da sfiorare con un dito!

Il notebook è morto, viva il notebook! No, con questa espressione ad hoc non vogliamo denigrare il computer portatile, ma segnalarne il lento declino. Sopraffatto dai tablet di ultima generazione, se vuole sopravvivere deve adeguarsi. Ecco, quindi, che troviamo ultrabook che sfoggiano schermi chiari e rigorosamente touchscreen. Della migliore specie sono i cosiddetti enetbook, cioè notebook i cui schermi possono essere estratti per fungere da tablet.

Concludendo questa breve rassegna sul Ces di Las Vegas, risaltano altre due tendenze: l’ossessione per i comandi e la connettività. Forse perché stufi del già citato touch su tablet e smartphone, si tende a “impartire” ordini tramite la voce o i semplici movimenti della mano. Abbiamo già parlato del concetto di touchless, ideato dalla startup Leap Motion e che farà sicuramente capolino tra gli spazi espositivi.

Sul fronte della connettività, invece, si nota la tendenza a collegare gli oggetti della vita quotidiana al web, per renderli accessibili anche a distanza. Non c’è da sorprendersi se da qui a qualche anno sorprenderemo la nostra automobile a “dialogare” con il forno a microonde o a interagire con la lavatrice. Il tutto nell’effimera illusione di poter controllare tutto.

Riflessioni “Tecnologiche” di fine anno

OfficialSM 2013

Dopo le festività natalizie, ci si prepara tutti per l’arrivo del nuovo anno. Tempo di nostalgie, riflessioni e progetti per il futuro. L’anno che tra qualche giorno ci lasceremo alle spalle è stato caratterizzato da grandi novità tecnologiche, qualche inevitabile “flop hi-tech” ed eclatanti annunci per rendere il 2013 ancor più entusiasmante.

Tra i principali fatti che sono avvenuti in questi dodici mesi non possiamo dimenticare Facebook in Borsa. Dopo mille tentennamenti da parte di Mark Zuckerberg, il social network più famoso del mondo si è concesso al mercato azionario, ma senza il successo sperato. Anzi, nelle prime settimane ha visto un crollo sensibile delle azioni targate “F”, a dimostrazione del fatto che il successo acquisito sugli schermi del pc non sempre si traduce in un valore borsistico.

Volgendo lo sguardo a un altro colosso della tecnologia, Apple, il 2012 è stato il primo anno senza la presenza del fondatore Steve Jobs. L’azienda di Cupertino è vissuta in parte con l’eredità intellettuale di Jobs, come per l’iPhone 5, ma senza perdere il passo in fatto di vendite. Gli iPad sono ancora i tablet più diffusi tra gli internauti, sebbene incalzati dai nuovi arrivati.

La guerra combattuta in tribunale tra la Apple e la Samsung, lo scorso agosto ha visto la vittoria della multinazionale americana, costringendo i coreani a versare più di un miliardo di dollari per le avvenute clonazioni. Tuttora è in atto un altro capitolo dell’eterna lotta tra i due colossi, e siamo certi che tra i due litiganti ci saranno molti “terzi” a goderne!

Continuando con questa panoramica sui principali fatti che hanno caratterizzato il 2012 tecnologico, non possiamo dimenticare le vicissitudini di Google. Tra novità, nuove funzioni per affinare la ricerca nel web e passi concreti per entrare nel mercato di computer e smartphone, si inseriscono le varie dispute legali. In molti Paesi l’ingerenza del motore di ricerca è sempre più mal tollerata, causando dispute serrate con i vari governi. Fino al totale bando della “G” nelle realtà dittatoriali, Cina in testa!

Questo blog si è occupato più volte di scienza. Quando tutti i media ne parlavano, forse con eccessiva enfasi, anche noi abbiamo apprezzato gli enormi passi in avanti con la scoperta del bosone di Higgs, presso i laboratori al confine tra Svizzera e Francia.

E c’è stato spazio perfino per alcuni cambiamenti epocali che potrebbero riguardare anche l’Italia. Se i primi esperimenti della radio digitale prenderanno piede in tutto il territorio nazionale, dovremmo abbandonare le vecchie scatoline parlanti per far posto ad aggeggi sempre più computerizzati. L’approvazione dell’Agenda digitale, poi, appena prima dello scioglimento delle Camere ha dato il via alla tanto auspicata modernizzazione anche in Italia.

Dopo tanta “amarcord”, e con un filo di commozione mentre stiamo scrivendo questo post, urge una riflessione sull’anno che verrà. Per il 2013 prevediamo un sempre maggior peso della tecnologia nelle abitudini quotidiane. Protagonisti saranno ancora smartphone, tablet e computer di ultimissima generazione. Con altri concorrenti che faranno capolino nell’affollatissimo mercato hi-tech.

Nel frattempo vi facciamo i migliori auguri per il 2013!

SMAU 2012: un evento atteso dagli amanti della Tecnologia

Edizione 2012 delo SMAU

Per noi, irriducibili appassionati di nuove tecnologie, è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno nel contesto italiano: stiamo parlando dello SMAU 2012 che si terrà dal 17 al 19 ottobre presso il Fieramilanocity. La 49° edizione sarà, come sempre, all’altezza delle aspettative e con novità che riguarderanno, principalmente, gli smartphone e la comunicazione mobile.

L’edizione del 2012 segue una lunga tradizione che è iniziata nel 1964 e che nel corso dei decenni è stata lo specchio della società che cambiava: dai primi calcolatori elettronici delle originarie edizioni, si è passati alla tecnologia più avanzata, in particolare degli smartphone e dei tablet, ultima frontiera della comunicazione digitale.

Sono già state tracciate le linee guida dello SMAU 2012. Un capitolo principale dell’esposizione sarà dedicato alla cosiddetta agenda digitale. In particolare allo sviluppo, necessario, della banda larga nel territorio italiano dove ci sono zone non ancora coperte da questo servizio. Tra i punti più importanti ci sono anche il cloud computing e l’opera di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Gran parte di questi temi, in realtà, sono già stati esaminati dal governo che, seppur con mille difficoltà, hanno finalmente compreso i settori su cui far leva per migliorare il paese.

Intanto, in attesa che si aprano i battenti dello SMAU 2012 sono già uscite delle previsioni sullo sviluppo di Internet nei prossimi tre anni, partendo dai dati attualmente disponibili. Nel 2015, infatti, gli smartphone posseduti dagli italiani passeranno da circa 32 milioni attuali a 50 milioni. Stesso andamento di crescita si riscontra per i tablet, con un aumento di un milione rispetto agli undici già presenti quest’anno.

Altra novità che ci riguarda da vicino è l’intenzione della Telecom di affrettare il passo sul progetto Impresa Facile dedicato alle imprese di piccola e media dimensione. Si tratta di una serie di servizi volti, anche in questo caso, a dare una sterzata in senso digitale al tessuto produttivo del nostro paese, in linea con le altre realtà occidentali. Come hanno già preannunciato i vertici dell’azienda di comunicazione, presso il Village Impresa Facile dello SMAU sarà possibile sperimentare in prima persona i sistemi che permetteranno la firma digitale, la rilevazione dei veicoli commerciali tramite la geolocalizzazione e l’archiviazione di dati sensibile per un’impresa.

Lo SMAU 2012, per il resto, non mancherà di sorprendere chi è in cerca di novità nella tecnologia più avanzata, grazie alla partecipazione di aziende straniere e all’organizzazione di conferenze ad hoc sui temi d’attualità.

Del resto, i numeri dello scorso anno lasciano ben sperare nella riuscita dell’esposizione, nonostante i tempi di forte crisi economica.

Nella scorsa edizione, infatti, sono state circa 480 le esposizioni presenti su una superficie di 35 mila metri quadrati. Bisognerà soltanto attendere l’apertura del Fieramilanocity per capire le nuove tendenze e cosa ci aspetterà il prossimo anno per quanto riguarda la tecnologia.

L’Hitachi e la conservazione eterna dei dati digitali

Dati digitali Hitachi

Presi dalle continue novità tecnologiche, negli ultimi anni abbiamo quasi perso la concezione del tempo. Anzi, per essere più precisi il futuro è divenuto un concetto astratto e non definibile, senza preoccuparci delle prossime generazioni e dei milioni di dati, generati ogni giorno, che potrebbero andare persi per sempre. L’inizio di questo post non vuole essere una pesante riflessione “filosofica”, piuttosto un modo per inquadrare le ultime ricerche portate avanti dalla Hitachi, intenta a studiare un sistema per immagazzinare dati che possano durare anche milioni di anni!

Già, perché forti delle continue uscite di nuovi hard disk, sempre più capienti e allo stesso tempo ristretti nelle dimensioni, non siamo pienamente consapevoli che questi stupendi supporti digitali per le memorie di massa si deteriorano nel tempo, non consentendo ai nostri posteri di visionarli.

Paradossalmente, nonostante l’indubbio salto tecnologico degli ultimi decenni, in fatto di conservazione della memoria non siamo migliorati rispetto ai nostri avi del Medioevo!

Vista in quest’ottica, l’idea della multinazionale giapponese di “tornare all’età della pietra” non è una pazzia, ma soltanto il tentativo di studiare nuovi sistemi per la memorizzazione che possano attraversare i secoli. Alla base del nuovo metodo ci sarebbe il quarzo, minerale abbondante sul nostro pianeta e che notoriamente non subisce facili deterioramenti dagli agenti atmosferici.

L’Hitachi in questo progetto, che potrebbe essere rivoluzionario, si avvale delle conoscenze tecniche e scientifiche dell’Università di Tokyo, in particolare del laboratorio Kiyotaka Miura.

Andando più nello specifico, le similitudini con i primi uomini sulla terra, che incidevano sulla pietra, sono sconvolgenti. Il progetto consisterebbe nella scrittura dei dati in forma binaria, 1 e 0 come per i computer, su piccole lastre di quarzo dello spessore di soli due millimetri. L’incisione del puntino, corrispondente al valore 1 e alternativo rispetto al vuoto che rappresenta lo 0, sarà possibile grazie a un incisore laser: stesso strumento utilizzato per la masterizzazione dei comunissimi cd e dvd.

La differenza, invece, sta nella durata delle informazioni, garantite da questo minerale anche in condizioni estreme: finora i test di laboratorio che hanno sottoposto la “povera” lastra di quarzo a temperature alte e a stress tramite l’acqua, lasciano ben sperare.

L’amministratore dell’Hitachi, Hiroaki Nakanishi, sostiene che il progetto, se andrà in porto, porrebbe finalmente fine alle preoccupazioni circa l’immagazzinamento dei dati più sensibili, come quelli culturali o di massima sicurezza, da trasmettere alle generazioni future. Ma è indubbio che la nuova memoria al quarzo porterà a una rivoluzione anche negli usi comuni.

Attualmente gli hard disk anche di ultima generazione garantiscono un’integrità dei dati conservati per dieci anni, mentre i dvd possono arrivare al massimo a un secolo di vita.

Come dire, anche nella società globalizzata e ipertecnologica, per comunicare con il futuro si ritornerà all’età della pietra, anzi del quarzo!

Canon EOS 6D, la nuova Reflex della casa nipponica

Macchina fotografica Canon EOS 6D

È uscita quasi a sorpresa la nuova creatura della Canon, la reflex EOS 6D, gioiello tecnologico che lancia la sfida alla concorrente Nikon e che per la prima volta ha un prezzo quasi abbordabile anche per i non addetti ai lavori. Alla consueta precisione e affidabilità nello scattare foto, si aggiungono delle qualità tecnologiche che la rendono conforme con l’hi-tech degli ultimi anni.

La Canon EOS 6D è una macchina fotografica full frame di grandissimo livello, che non tradisce le aspettative di chi la attendeva, e che quasi si era rassegnato al fatto che sarebbero trascorsi altri mesi per la presentazione e l’uscita ufficiale.

La sfida con la Nikon, in particolare con il modello di punta D600, si gioca su vari livelli, compreso il prezzo. Il costo in Europa, che non è troppo dissimile da quello in dollari o in yen, si avvicina ai due mila euro. Cifra ancora notevole ma decisamente abbassata e che può riuscire ad accostare sempre più “non addetti ai lavori” della fotografia professionale a questo mondo, e soprattutto ad allontanarsi dall’eterna rivale Nikon.

Il nuovo modello EOS 6D, inoltre, riesce a coniugare perfettamente le innovazioni strettamente tecniche, quelle per intenderci che servono a fare delle ottime fotografie anche in condizioni difficili, con la tecnologia legata ai nuovi tablet e agli smartphone.

Riguardo al primo aspetto, la macchina monta un sensore ottico da 20,2 megapixel. Certamente una definizione maggiore rispetto all’EOS 1DX ma leggermente inferiore alla “caposcuola” della Canon 5D Mark III. Insomma, un ottimo punto di incontro tra il sacrosanto desiderio di avere una macchina fotografica di alto livello, e i limiti imposti da prezzi troppo alti.

La sensibilità ISO nominale della EOS 6D è di 100-25600, con possibilità di espanderla anche a 50 e a 102.400. Sono possibili fino a 4,5 scatti al secondo, mentre il risultato delle foto si può visionare su uno schermo da 1,040 milioni di pixel. Si possono riprendere dei video con una durata massima di trenta minuti, con la registrazione massima di trenta fotogrammi al secondo.

Fin qui le caratteristiche che più interessano gli amanti della fotografia. Ora vediamo le funzioni aggiuntive legate al mondo dei social network e delle tecnologie di largo consumo. La scheda wi-fi automaticamente annessa, consente alla macchina di caricare direttamente una foto o un filmato nel noto portale You Tube. Il tutto grazie a un’applicazione inclusa nel software.

Ma non solo: è assolutamente garantita la comunicazione con i tablet e gli smartphone, per modificare le inquadrature prima di uno scatto e comandarne lo stesso. Oltre alla capacità di trasmettere le immagini appena immortalate al computer.

La Canon EOS 6D, insomma, è una macchina fotografica dalle enormi potenzialità ma con un occhio anche alla “tecnologia di massa”, per renderla accattivante anche ai non professionisti del settore. Il fatto stesso che i prezzi siano, per la prima volta, vicini ai 2000 euro ne è un chiaro segnale.

Greenway: l’applicazione per evitare gli ingorghi automobilistici!

L’applicazione Greenway

La tecnologia, unita alla rete internet, permette di non avere più segreti per quanto riguarda le mappe stradali e gli itinerari da seguire per raggiungere un luogo prescelto. Dietro la grande novità, rappresentata molti anni fa da Google Maps, si sono succeduti altri siti che scandagliano le strade alla ricerca del percorso più breve, sia in auto sia a piedi. Grazie a Greenway, e a un gruppo di universitari con le loro ricerche, da oggi sarà possibile evitare gli ingorghi automobilistici, indicando un percorso stradale alternativo. Ancora una volta, il Web è al servizio di una maggiore vivibilità!

E per una volta questa idea, che potrebbe essere rivoluzionaria, non proviene da un remoto laboratorio della Silicon Valley, e neanche dalla mente geniale di qualche ingegnere al servizio delle multinazionali. L’ideatore è un giovane universitario tedesco, Christian Brüggemann, che con l’aiuto di altri due amici ha pensato di creare un’applicazione ad hoc per far “morire sul nascere” le code automobilistiche.

Già il contesto in cui l’idea è comparsa nella testa del ragazzo ha dell’incredibile. Secondo i racconti di Brüggemann, infatti, costui si trovava a Londra e mentre stava seduto in un locale della metropoli, osservava l’estrema problematicità del traffico londinese. Al ritorno in Germania, si è messo al lavoro per elaborare questa applicazione.

È bene precisare che Greenway non è soltanto un segnalatore di code e ingorghi, come già se ne trovano sul mercato. Basando il suo funzionamento su algoritmi cervellotici, e contando sull’adesione di molti altri automobilisti in quel momento alla guida, è in grado di suggerire il percorso alternativo dove non si creeranno i medesimi problemi di circolazione.

Greenway, infatti, si serve di un programma elaborativo capace di calcolare, più precisamente pronosticare, dove e in che numero gli altri automobilisti si dirigeranno. Un sistema che fa gola alle compagnie assicurative, che potrebbero utilizzarlo per stilare dei contratti ad hoc con gli automobilisti, in base al grado di rischio di incidenti.

Attualmente Greenway è in prova nei pressi della città di Monaco, con alcuni patentati “cavia” che dovrebbero dare delle conferme sull’effettivo funzionamento. Questa applicazione funziona su Windows Phone e prevede due versioni: una più semplice, o standard, e l’altra che riesce a calcolare anche il tempo di percorrenza e il consumo di carburante. In entrambe le versioni, i segnali sulla geolocalizzazione dell’auto vengono inviati ogni mezzo minuto al server centrale.

Greenway può essere davvero la svolta per ridurre l’inquinamento da anidride carbonica nelle città, ed eliminare lo stress delle persone che ogni giorno si mettono alla guida nel traffico impazzito dei grandi centri urbani.

La Microsoft ha riconosciuto il valore dell’applicazione, conferendole un premio in tema con il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità. La sfida all’inquinamento e alla caoticità nelle metropoli è stata lanciata: ora Greenway deve vincere quella sul mercato degli smartphone e delle migliaia di applicazioni in circolazione!

Genova come la Silicon Valley grazie ad Ericsson!

Centro di ricerca di Ericsson a Genova

Chi l’ha detto che la ricerca tecnologica che conta sia soltanto sinonimo di Silicon Valley, o appannaggio dei “cervelloni” indiani? In una realtà come quella italiana che tendenzialmente agevola la fuga di cervelli a causa degli scarsi fondi statali, e soprattutto in tempi di crisi nera, c’è chi crede che il nostro paese possa divenire il tempio della tecnologica mondiale. La Ericsson, multinazionale svedese famosa per cellulari e sistemi di telecomunicazione avanzata, ha appena inaugurato un centro di ricerca all’avanguardia proprio nel capoluogo ligure, per la gioia delle autorità locali e perfino del Presidente della Repubblica.

L’occasione è di quelle che segnano quasi una svolta nel mondo della ricerca scientifica italiana. Non a caso, l’inaugurazione del nuovo centro presso il Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli è stata l’occasione per la prima uscita pubblica del nuovo sindaco Marco Doria, che ha accolto con entusiasmo la decisione della Ericsson di investire nelle risorse umane del Belpaese.

Venendo ai campi di ricerca su cui si concentrerà la nuova sede, verrà approfondito il tema della banda larghissima, che permetterà la trasmissione di dati telematici a velocità non confrontabili con quelle attuali. Come ha dichiarato Alessandro Pane, responsabile del centro appena aperto a Genova, la nuova tecnologia si baserà sulle reti ottiche di nuovissima generazione.

Alcuni esempi rendono meglio l’idea di quanto sia rivoluzionaria la nuova comunicazione negli anni a venire: soltanto in un secondo, attraverso queste “autostrade telematiche” ad altissima velocità, potrà essere scaricato l’equivalente di 20 film in alta definizione! Dei mille dipendenti nel nuovo centro di ricerca Ericsson, poi, più della metà dedicheranno il loro tempo e le competenze acquisite nel contesto universitario proprio alla banda larghissima.

La buona notizia è che oltre all’azienda svedese, altre realtà internazionali sono intenzionate a trasferirsi a Genova per avviare nuovi ambiziosi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico. Del resto, gli ultimi dati statistici testimoniano la propensione degli italiani alla ricerca, con decine di brevetti usciti dai laboratori e diffusi in tutto il mondo. Un dato sorprendente che non serve, purtroppo, a scuotere lo Stato italiano a investire sui “geni in erba”, i quali inevitabilmente fuggono verso altri paesi.

Il progetto della Ericsson, che inevitabilmente prevederà dei forti investimenti di denaro, va nell’ottica delle stime di crescita dello sviluppo telematico nei prossimi anni. Come afferma lo stesso Alessandro Pane, infatti, nel 2020 tutto sarà connesso alla rete internet: non soltanto tablet o smartphone, ma elettrodomestici e apparecchiature sanitarie che saranno in grado di salvare delle vite umane.

Insomma, tra le tante brutte notizie che tempestano la realtà economica nazionale, sapere che c’è un colosso multinazionale che crede in noi non può che farci felici e orgogliosi di essere italiani!

Smartwatch: quali marche scegliere?

Sony Smartwatch

È una moda che ancora non ha toccato il nostro paese in maniera sostanziale, ma le previsioni lasciano pensare che tra pochissimo tempo anche da noi sarà diffuso lo smartwatch: un piccolo computer da indossare al polso, che tramite il collegamento con uno smartphone garantirà prestazioni ben superiori ai tradizionali orologi. Meglio scegliere i modelli in uso in America, o affidarsi al consueto design italiano? Vediamo le differenze e i costi.

Prima di tutto facciamo una breve scheda introduttiva dello smartwatch e delle prestazioni in grado di dare a chi lo indossa. Si tratta di un dispositivo elettronico ad alto contenuto tecnologico, in grado di fornirci i dati e utilizzare le applicazioni normalmente disponibili sull’iPhone o nei telefoni Android; l’unica differenza è che sono indossati al polso della persona.

Non è del tutto infrequente, così, vedere in giro per New York o nelle altre metropoli-simbolo dell’hi-tech, uomini e donne che portandosi il polso all’altezza degli occhi stanno chattando o consultando la mail!

Gli smartwatch in uso nell’altra sponda dell’Atlantico sono prodotti da diverse marche. La Sony, ad esempio, potrebbe essere la prima a far indossare i loro “gioielli tecnologici da polso” agli abitanti del Vecchio continente, con il suo modello di smartwatch che si connette allo smartphone tramite la comunicazione Bluetooth. Con uno schermo da 1,3 pollici, ovviamente touchscreen, garantisce una risoluzione video 128×128 pixel e tutti gli applicativi normalmente appannaggio dei “telefoni intelligenti”: social network, mail, ascolto di musica e altro ancora.

Sempre negli Stati Uniti sono particolarmente utilizzati orologi supertecnologici della Texas Instruments, con uno schermo leggermente più piccolo rispetto alla Sony e lo stesso funzionamento di base: collegamento allo smartphone con Bluetooth e una serie di programmi open source che si possono modificare ad hoc dai programmatori più esperti. InPulse, infine, garantisce degli smartphone di ultima generazione a dei prezzi contenuti.

Come stiamo messi con le aziende italiane? Pur non essendo ancora diffuso anche per il prezzo non propriamente accessibile, i’m Watch, questo è il nome dello smartwatch, unisce un alto contenuto tecnologico con delle forme accattivanti. È prodotto dall’omonima azienda con sede a Vicenza, e al posto del consueto supporto in plastica nera offre un design in alluminio con vetro zaffiro. Lo schermo ha una grandezza di 1,55 pollici con una risoluzione di 240×240 pixel. La memoria dello smartwatch “made in Italy” è di 4 Gbyte mentre la compatibilità è assicurata con i principali telefonini: iPhone, Blackberry e Android. L’unico neo è il prezzo, ma sembra che finora non abbia impedito l’acquisto da parte degli appassionati: si va dai 349 euro del modello base fino ai 15000 euro degli smartwatch lussuosi. Insomma, la qualità non ha prezzo, almeno per chi i soldi ce l’ha anche in tempo di crisi!

I prossimi mesi in Italia vedremo se il tradizionale orologio da polso, con il solo e primario scopo di fornire l’ora, verrà sbaragliato dagli smartwatch, o se sapranno resistere ai colpi delle moderne tecnologie.

Finalmente la Stampante che Scrive e Cancella!

Stampante per scrivere e cancellare

Che il mondo tecnologico sforni in continuazione strumenti e apparecchiature di ultima generazione, talvolta inutili, è cosa ormai risaputa. I blog e i siti dedicati al settore vengono continuamente aggiornati per stare dietro alle novità. Ciò di cui vogliamo parlare oggi, invece, ha tutte le carte in regola per diventare una rivoluzione ecologica. Un gruppo di ricercatori legato alla prestigiosa Università di Cambridge ha messo a punto il prototipo della prima stampante in grado di cancellare l’inchiostro presente sui comuni fogli di carta, rendendoli così utilizzabili più volte. Si tratta di un’invenzione che, se avrà un riscontro sul mercato, potrebbe mutare le abitudini in molti uffici e abitazioni!

La realizzazione del prototipo di questa stampante, che a quanto pare funziona “al contrario”, fa riflettere sui vantaggi che doveva portare il processo di digitalizzazione: un modo per velocizzare le più comuni pratiche burocratiche, riducendo contemporaneamente il materiale cartaceo. Se la prima promessa è stata mantenuta, lo stesso non può dirsi per l’aspetto ecologico: la carta utilizzata negli uffici è ancora tanta!

Tornando alla stampante che prima scrive e poi cancella i caratteri impressi, a illustrare la nuova “creatura” è stato lo stesso direttore del gruppo di ricercatori di Cambridge, il Dr. Allwood. L’apparecchio funzionerebbe abbinando contemporaneamente la tecnologia laser con il comune toner per stampanti che si trova in commercio.

Utilizzando un impulso laser, con una lunghezza d’onda pari a 532 nanometri, la stampante è in grado di cancellare lo stesso inchiostro con cui è stato stampato un documento. I colori, così, verrebbero letteralmente vaporizzati senza recare danno al foglio di carta bianca.

I primi esperimenti di questa strana “stampante del futuro” hanno dimostrato che la stessa carta può essere utilizzata almeno tre volte. Nulla vieta che, in futuro e con le dovute migliorie, la “vita media” di un foglio di carta si allunghi ulteriormente.

La notizia, divulgata dai laboratori universitari di Cambridge, non è tardata a comparire in tutti i giornali del mondo. Con particolare gioia, poi, è stata accolta dalle associazioni ecologiste che si battono da anni per la difesa degli alberi da cui si ottiene la cellulosa.

Un po’ meno contenti, forse, sono i vertici della Toshiba. La multinazionale con sede a Tokyo aveva già sviluppato una stampante che usa un inchiostro particolare, eliminabile dal foglio di carta grazie all’utilizzo del laser!

Le previsioni del gruppo di ricercatori sono ottimistiche riguardo alla riduzione di anidride carbonica conseguente alla stampante che cancella i colori. Secondo le stime più prudenti, con un foglio che potrebbe essere usato anche venti volte prima di finire nel cestino, si ridurrebbe la CO2 del 50% nel processo di produzione della carta. Ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: dovrà passare qualche anno prima di poter acquistare questa stampante “miracolosa” a prezzi abbordabili.