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Sportivamente

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Illuminante

Elio e le Storie Tese, nel lontano ’98, era già illuminante:

Blog-Bikerz


…Peccato che l’unico blogger del gruppo sono io.

Torino 2006: olimpiadi mon amour

t2006.jpg

Ad oggi mancano 35 giorni alla tanto attesa (per l’italietta) olimpiade invernale di Torino. Avrei potuto partecipare seppur in maniera molto marginale alla buona riuscita dei giochi, cosa a cui ho rinunciato per i motivi che vi spiegeherò. Prima però dovete sapere che questi sono i Worldwide Partner dei giochi, questi sono gli Sponsor Principali dei giochi, e questi sono invece gli Sponsor Ufficiali.

Da qui potete facilmente rendervi conto del giro di soldi e di affare che sta dietro ad una competizione del genere. Ma andiamo con ordine.

Verso la fine del 2004, senza speranze invio il mio curriculum vitae al TOROC, il comitato che si occupa di organizzare i giochi olimpici di Torino. A Giugno 2005 mi telefona una ragazza affermando che ero stato scelto come volontario (sottolineando il termine). Chiedendomi a quale funzione preferivo partecipare e chiedendomi se avessi qualche amico o parente che potesse ospitarmi per il periodo dei giochi. La richiesta di un alloggio comincia a farmi insospettire. La ragazza molto gentile infatti afferma che i volontari devono trovare in maniera autonoma un posto dove dormire. Io affermo di non conoscere nessuno. Lei mi dice di stare tranquillo e che sarò contattato dal personale TOROC dopo l’estate e che avrei potuto parlare con loro dei dettagli e delle mie problematiche (come l’alloggio). Durante il colloquio affermo che sono un tecnico informatico e che mi piacerebbe un lavoro nel campo. vengo quindi assegnato alla funzione delle telecomunicazioni.
Dopo qualche giorno invio una mail alla ragazza della telefonata chiedendo se per i volontari fosse prevista una qualche retribuzione. Potete immaginare la risposta, implicita nel termine “volontario”.

Passa il tempo ed a settembre 2005 mi chimama uno dei responsabili delle telecomunicazioni affermando che erano disponibili su un portale dei tutorial di formazione. Con la persona avviene anche uno scambio di mail e di chiarimenti.

Continua a dirmi che chi organizza i giochi olimpici non ha previsto nessun alloggio per i volontari, che i volontari non sono retribuiti ed altre amenità. Io in varie e-mail sottolineo che possono anche scordarsi che io mi paghi un alloggio o vada ad elemosinare ospitalità da qualcuno. La cosa finisce li.

Qualche settimana fa mi arriva una mail in cui mi viene chiesto di confermare le date in cui avrei potuto partecipare come volontario. Mi viene detto che in extremis è disponibile un alloggio, tipo ostello, per i volontari che non sanno dove dormire. Mi viene detto che mi sarebbe stata fornita una divisa ufficiale (tipo tuta imbottita) e una giacca da neve ( e le scarpe???).

A quel punto sono stato tentato ad accettare. mi sarei visto qualche gara lavorando come volontario, avrei portato a casa un completino da neve e sicuramente avrei fatto una bella esperienza umana. Quindi mi viene chiesto quando sarei potuto andare a Torino a ritirare la divisa e quando avrei cominciato la mia attività di volontario (gratuita). Io chiedo ancora spiegazioni.

La tuta con giaccone da neve non è fornita di scarponi adatti (almeno così si capisce dal sito), il viaggio fino a Torino dovevo pagarmelo da solo. Poi gli spostamenti all’interno delle aree olimpiche erano organizzate dal TOROC per i volontari. Avrei ricevuto un pasto al giorno (quindi il secondo pasto avrei dovuto pagarmelo) e avrei dormito in un ostello in una stanza doppia o tripla. Tutto questo assentandomi dal lavoro (avrei dovuto prendere circa 2 settimane di ferie).

Come si evince dal post ho rinunciato ad essere un intrepido volonatrio delle olimpiadi, ho rinunciato sicuramente ad crescita umana. Non ho rinunciato a nulla dal punto di vista professionale (perchè al massimo mi avrebbe fatto attaccare qualche cavo di alimentazione). Ho rinunciato ad una olimpiade dove ci sono decine e decine di psonsor internazionali, dove le televisioni di tutto il mondo pagano per le dirette; ma anche dove i volontari devono trovarsi da dormire, pagarsi il viaggio e mangiare a poco.

Che dite ho fatto bene?

Contro

Contro Di Canio o al suo fianco. Mentre magari si potrebbe discutere di qualcosa di più utile.

Giovani trekker

Ieri prima uscita di vero trekking alle Gole di Celano, con partenza da Ovindoli. Fantastico canyon scavato nei millenni, con massima altezza fino a 100 metri.
Più di due ore e mezza di camminata nei boschi e nel greto del torrente.
Tra qualche giorno le foto, appena le recupero.

Ferrari FXX: vi bastano 800 CV?

E soprattutto, avete 2 milioni di euro da versare alla casa di Maranello? ..Per una vettura non omologata per l’uso stradale?
L’idea è di quelle folli. Una Ferrari Enzo, fortemente modificato con meccanica e cambio quasi uguale ad una F1. Motore V12 di 6262 cc da 800 CV a 8500 giri/minuto e tempi di cambiata inferiore ai 100 ms. La telemetria registra numerosi parametri della vettura, che serviranno poi alla Ferrari per lo sviluppo delle vettura future.
Un apposito comitato deciderà i 20 fortunati che potranno aggiudicarsi il gioiellino. Nei 2 milioni di euro sono incluso un corso di pilotaggio (…almeno quello), ed la partecipazione ad una serie di eventi sui circuiti internazionali di mezzo mondo. Anzi la partecipazione a questi eventi è obbligatoria! questo perchè il gioiellino è una macchina esclusivamente da pista, gestita come una Formula 1, con i possessori portati nel mondo delle corse come protagonisti.

Praticamente la cosa più snob che possa permettersi un super riccone è questa, non credete?

Commedianti da stadio

Lo scenario non è tanto difficile da immaginare. Se una delle due squadre avesse vinto il derby, la perdente avrebbe ricevuto una spinta all’indietro in classifica, arrivando pericolosamente ai margini della zona B. Questo avrebbe creato tafferugli, scontri, problemi di ordine pubblico? Sicuramente.
Allora che fare? Un bell’accordo politico. Un pareggio stabilito a tavolino con tanto di attori illustri e commediografi di contorno. Ci siamo capiti bene: mi riferisco all’ultimo derby Roma – Lazio. Vorrei sottolineare come un punto in classifica, frutto dell’accordo, sia poco utile ad entrambe le squadre. Ma l’ordine pubblico e l’immagine di una città come Roma e dei suoi abitanti viene prima.
L’ideale per rendere vincente una città. Ovvero di offrire un’immagine concreta e matura fallisce. Qui ha perso lo sport e con essa tutta la città di Roma. Città assoggettata ad un gruppo di mercenari schiavi della politica e del sistema calcio.

Sui giornali non ho trovato nessuno che abbia sottolineato questa situazione. Accordi che vanno difesi. Anche se poi diventano lampanti perchè gli attori recitano male. Attori invischiati in manovre a centro campo, passaggi svogliati e pochi lanci in avanti; come una grossa melina alternata tra le squadre. Tiri in porta deboli e ridicoli, errori grossolani.

E tutto lo stadio, le due curve unite come mai è successo, a gridare indignati “Buffoni”, “Mercenari”…

La Repubblica:

Il derby numero 124 tra Roma e Lazio lo vince la paura di non perdere e dall’Olimpico esce fuori un pareggio senza reti abbastanza noioso quanto utile per la classifica delle due squadre che si mantengono fuori dalla zona pericolo, ma non certamente salve. Non c’è neanche da restare troppo delusi perché al momento le due squadre romane non sono in condizione di offrire una partita diversa. Non si è visto spettacolo, ma è stato un derby comunque corretto sia in campo che sugli spalti uniti dai fischie e dalle grida di “buffoni” rivolte ai giocatori in campo.

La Gazzetta dello Sport:

È stato un derby giocato a ritmi bassissimi, più consoni ad un’amichevole estiva che a una gara di campionato. Se ne sono accorti anche i tifosi sugli spalti, che da metà secondo tempo hanno provato a spingere (eufemismo) i giocatori all’attacco. Il fischio finale di Collina è stato accompagnato da altri, rumorosissimi fischi: quelli in tribuna. La sensazione è che le due squadre, seppur molto timidamente, abbiano provato a giocare il primo tempo: la Lazio ha fatto la partita, la Roma provava a ripartire in contropiede. Nel secondo tempo il nulla.

Di Canio è ancora più ridicolo. L’idolo della curva, il guerriero che non lotta. Il coraggio delle sue affermazioni è ancora più sensazionale:

“Sono amareggiato, ce l’ho messa tutta in campo”

“Queste accuse mi amareggiano molto”

Di Canio, a fine partita, si è rivolto polemicamente verso i suoi tifosi. “Sono andato a tirargli la maglietta per fargli vedere che era sudata…”, spiega il laziale. “Non vado li sotto solo a prendermi gli applausi”.

Meglio un derby sospeso per “Voce metropolitana”

Faccia-a-faccia

Repubblica anticipa quello che vedremo stasera a “Le Iene”. Ovvero l’intervista doppia a Lucarelli e Di Canio.
Uomini uniti per l’amore della maglietta che indossano, per il carattere forte e la determinazione ma divisi da altre idee.
Un piccolo estratto che mi ha fatto pensare:

Qual è l’esultanza che ti ha creato più problemi quest’anno?
Di Canio: “Il saluto romano ha creato problemi ad altri, non certo a me”.
Lucarelli: “Quando ho levato il pugno al cielo”.

Hai subìto conseguenze disciplinari economiche?
Di Canio: “Sì, 10.000 euro”.
Lucarelli: “No”.

Secondo te c’è una disparità di giudizio tra i saluti?
Di Canio: “Direi proprio di sì”.
Lucarelli: “Se non sbaglio, la Costituzione valuta in modo diverso i due saluti”

Uno stadio per la Playstation

La mia squadra di calcio del cuore, la romana S.S. Lazio, insegue da anni l’idea di costruire un proprio stadio. Il sogno iniziato con l’era Cragnotti si scontra con i problemi economici e le vicende della società.
Il sindaco di una delle cittadine alle porte di Roma vorrebbe rendere propria l’idea e patrocinare il nuovo stadio: lo Stadio delle aquile.
Lo stato di avanzamento del progetto è fermo al gradino “videogioco Fifa 2004 su Playstation“:

(Amagroup)

Una fiamma ad alta velocità

E’ stata presentata la fiamma olimpica delle olimpiadi invernali di Torino 2006. Il design è firmato, in maniera quasi ovvia, da Pininfarina.
La fiaccola risponde alle esigenze del CIO. Non si spegne nemmeno sotto la pioggia, resiste a neve e vento fino a 120 chilometri all’ora e il fuoco che sprigiona non deve superare i dieci centimetri d’altezza con un’autonomia di 15 minuti. La torcia è alta 765 millimetri e pesa 1,850 chili, prodotta in alluminio con equipaggiamento interno in acciaio, rame e tecnopolimeri. Sarà prodotta in 12 mila esemplari numerati.