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Casino su Facebook

La moda dei casino su Facebook

Hai già sentito parlare dell’ultima moda di Facebook? Le piattaforme che offrono giochi del casino sono diventate un grande affare su Facebook, e ogni volta che dai un’occhiata trovi un nuovo casino o un’applicazione per giocare. I tipi di giochi da casino che sono offerti variano da applicazione ad applicazione, ma spesso includono giochi come slot machine, poker, roulette, bingo, blackjack, tornei, video poker, e Texas Hold’em.

I casino su Facebook sono legali?

Alcuni di voi si chiederanno come mai se il gioco d’azzardo online è illegale negli Stati Uniti, ci si può giocare su Facebook. Il motivo è che non si gioca con soldi veri nei casino su Facebook. Invece di soldi veri, si gioca con dei crediti o con soldi senza valore invece del denaro reale. La maggior parte dei casino di Facebook ti darà una certa quantità di denaro o di gettoni per l’iscrizione e ciò ti consente di giocare con i loro giochi. Dopo questa fase iniziale riceverai liquidità o crediti ogni giorno, quando accedi per giocare di nuovo. Se sei a corto di denaro o di crediti e desideri continuare a giocare, puoi guadagnare o acquistare altri crediti.

Come vincere dei crediti per i casino su Facebook

Per poter guadagnare altri crediti per giocare puoi completare offerte o sondaggi, oppure puoi scaricare delle app per il tuo cellulare. Ci sono diversi tipi di offerte da completare, come sottoscrivere un abbonamento a Netflix o entrare nel club film Disney. Puoi inoltre acquistare prodotti da fornitori specifici per guadagnare crediti. Ci sono poi dei sondaggi che puoi completare per guadagnare altri crediti, e c’è una sezione per le offerte nella tua zona. Le offerte locali sono spesso provenienti da siti come Groupon.com. Le app che si possono scaricare per i crediti sono per iPhone e telefoni Android. Ci sono attualmente 199 offerte fra cui puoi scegliere per guadagnare crediti di gioco.

Se completare le offerte non ti interessa, allora puoi anche semplicemente acquistare crediti su Facebook. La quantità di crediti ricevuti e quanto si deve spendere per averli varia per ogni applicazione di gioco.

Graph Search, l’anti-Google firmato Facebook

Facebook Graph Search

È il colpo a lungo atteso dalla rete e da chi nutre una fisiologica antipatia nei riguardi di Google: Graph Search sarà il nuovo motore di ricerca che tenterà di rompere il monopolio della “G”. A porre la firma della prima vera novità del 1013 è Mark Zuckerberg, patron di Facebook. Vediamo come funziona e i vantaggi del suo utilizzo.

Ormai le presentazioni delle novità in campo tecnologico e del web si svolgono con una coreografia studiata ad hoc, per sorprendere anche l’ultimo degli scettici e rendere il momento indimenticabile. Più o meno in questo ambiente si è presentato Zuckerberg, che ha sfoderato il Facebook Graph Search, mentre i giornalisti di tutto il mondo si aspettavano ben altro. Girava voce, infatti, dell’imminente uscita del Facebook-phone. Delusione per molti!

Il Graph Search è un motore di ricerca parallelo a Google che sbircerà tra i fitti meandri del social network più potente del mondo. Rivalità con il rivale di Mountain View, ma anche volontà di distinguersi da esso fin dal nome, con quel “Graph” a sottolineare le differenze.

Le chiavi di ricerca più gettonate, così, saranno relative agli utenti registrati nel social network, mentre i risultati seguiranno una scala gerarchica che vedrà al primo posto gli amici, poi gli amici degli amici e così via.

La domanda, a questo punto è più legittima: cosa si potrà mai cercare tramite Graph Search? Ovviamente dati su persone. Se, ad esempio, ci vien voglia di sapere quanti amici single hanno i nostri amici, il motore di ricerca interno darà una risposta perentoria e precisa. Chissà poi se questo ci aiuterà a trovare la nostra anima gemella!

Scherzi a parte, ricercare in Facebook può dare utili indicazioni per trovare luoghi turistici o scorci della nostra città più gettonati. In base al gradimento espresso nel social network, così, si potrà scovare il ristorantino poco famoso ma che ha guadagnato più “Like” tra gli iscritti a Facebook. Oppure la città europea più cliccata nella quale vale la pena organizzare una vacanza.

I detrattori di Facebook, a questo punto, potranno obiettare che la ricerca di Graph Search è piuttosto limitata rispetto all’orizzonte sconfinato che offre Google. Non hanno tutti i torti, e le critiche su questo punto sono già feroci. Tuttavia, il progetto di Zuckerberg va inquadrato in prospettiva: nel giro di cinque anni saranno ben maggiori gli utenti registrati al social network, rispetto al già nutrito gruppo di oltre un miliardo.

Ma il fondatore di Facebook ha tirato fuori un altro asso nella manica, questo sì capace di far tremare i polsi alla “G” più gettonata del web. La sinergia con il motore di ricerca Bing può veramente mutare il destino per ora segnato di Internet, e dominato da Google!

Non sono mancate le critiche di chi vede nel nuovo progetto un altro assalto alla già precaria privacy nel web. Per ora il problema non è nostro, visto che la versione di prova di Graph Search interesserà il mondo americano. Ma Zuckerberg ha messo le mani avanti, sostenendo che i dati delle ricerche saranno disponibili soltanto per gli utenti che non hanno posto limiti alla loro riservatezza. C’è da crederci?

Myspace ci riprova con un nuovo look

Il social network Myspace si rinnova

Vi ricordate quando a metà dello scorso decennio esplose la moda di Myspace, e tutti sentivano l’esigenza di creare un account su questa piattaforma sociale? Il declino di uno dei siti più visitati, se consideriamo che negli Stati Uniti aveva superato per visite uniche perfino Google, sembra essere finito grazie a un’opera di restyling che ambisce a rilanciare il social un tempo preferito dagli artisti.

Appena giunta la notizia sul web, si sono subito create due “scuole di pensiero” riguardo alla possibilità di Myspace di risalire la china e competere con i giganti Facebook e Twitter. La parte più pessimista tra gli internauti ha immediatamente gelato l’idea, dichiarando che è quasi impossibile rilanciare un sito già in declino da anni, e che il semplice “cambiar faccia” non catturerà l’attenzione dei più. Altri, invece, sono entusiasti e, perché no, anche un po’ nostalgici all’idea di ritrovarsi sul primo esperimento di “social networking” del Web 2.0.

Prima di vedere le nuove caratteristiche, così tanto enfatizzate, che riguardano Myspace, è bene ricordare che nel 2005 fu il grande editore Murdoch che, stregato dalla grandezza del portale e proiettato in un futuro di sicuri guadagni, lo acquistò per la non indifferente cifra di 580 milioni di dollari. Salvo poi doverlo vendere nel 2011 a un prezzo stracciato, soli 35 milioni di dollari, per le evidenti perdite di visibilità e l’incapacità di competere con Facebook. Il tentativo estremo fu di modificarlo secondo i canoni della creatura di Zuckerberg, senza ottenere grandi miglioramenti. Oggi Myspace è di proprietà dello Specific Media Group, società detenuta dal cantante Justin Timberlake.

Ed era inevitabile che il rilancio del social network musicale puntasse maggiormente sulle “sette note” e su un target di riferimento settoriale, interessato alla musica di ogni tipo. Partendo dall’aspetto grafico, vediamo che il layout è molto più ordinato e sobrio, finalmente con un’attenzione particolare ai contenuti.

Si vuole ritornare alle origini di Myspace, quando ogni artista o aspirante tale doveva per forza comparire nel portale creato da Tom Anderson e Chris DeWolfe, per sperare in un posto al sole e ambire al successo internazionale. Addirittura sono state create delle sezioni in cui si possono conoscere le ultime novità musicali, gli artisti e i gruppi emergenti, oltre a vedere i videoclip più gettonati.

Ovviamente non si poteva tener fuori da Myspace quella che è la comunicazione sociale. Per questo motivo si potranno importare foto e aggiornamenti di stato già presenti in Facebook o su Twitter, e ci sarà spazio per le comunicazioni virtuali. In altre parole si potrà continuare a scambiarsi messaggi!

Non ci resta che fare i migliori auguri a Myspace, che ha imboccato una strada in salita e con molti fattori non favorevoli. Il successo potrebbe venire dalla volontà di molti frequentatori della rete che, vista l’abbondanza di strumenti sociali non sempre coincidenti con la qualità, desiderino riappropriarsi di spazi nella rete ben delimitati, come quelli della nobile arte della musica.

Tutte le principali novità su Google

Google evento I/O 2012

La scorsa settimana ci siamo occupati di Facebook, tra novità e punti oscuri del social network più famoso al mondo. Oggi tocca al gigante Google, il motore di ricerca che tutti noi utilizziamo per le ricerche nel web. Negli ultimi giorni la multinazionale di Mountain View ha richiamato l’attenzione per il lancio del primo tablet, seriamente in grado di mettere in difficoltà la Apple e gli altri marchi blasonati. Oltre alla notizia secondo cui in Italia potrebbe essere sanzionato per monopolio, in fatto di raccolta di pubblicità digitale.

Partiamo proprio dalle novità tecnologiche che potrebbero dare una svolta a Google, trasformandolo così da “semplice” strumento di ricerca delle informazioni, a valido antagonista nella furibonda guerra tra tablet. In occasione dell’evento I/O 2012, cui hanno partecipato i programmatori di tutto il mondo nella città di San Francisco, è uscito fuori il nome del prossimo dispositivo tecnologico targato Google, Nexus 7. Gli amanti dei dettagli nonché i profondi conoscitori degli applicativi mobili, troveranno pane per i loro denti.

Il prezzo è alquanto invitante, appena 199 dollari, mettendo in seria difficoltà coloro che avevano basato il loro successo di vendite sul low cost, a partire dall’economico Kindle Fire di Amazon. Andando più nello specifico, il Nexus possiede uno schermo da sette pollici, con applicata una telecamera frontale per le videochiamate. Il processore montato è un quad-core Tegra 3, supportato da una memoria abbastanza capiente da un Gbyte, mentre il peso è di poco superiore ai 300 grammi.

Altra novità lanciata dal motore di ricerca a San Francisco sono gli occhiali Google Glasses, particolari dispositivi che saranno disponibili al prezzo di 1500 dollari, ma soltanto dal prossimo anno e per un gruppo ristretto di sviluppatori. Secondo alcune indiscrezioni, questi particolari occhiali permetteranno di fare ricerche nel web senza dover necessariamente disporre di un computer sotto gli occhi!

Proprio in questi giorni cade il primo anno del lancio di Google Plus, l’applicazione che doveva lanciare la sfida a Facebook e Twitter, portando il motore di ricerca a invadere il campo dei social network. Il bilancio, mostrato agli sviluppatori sempre in occasione dell’I/O 2012, è molto più che soddisfacente, poiché nel mondo conta circa 250 milioni di iscritti e un tasso di crescita che porterà la “G” a competere alla pari con la creatura di Zuckerberg.

Veniamo ora alle note dolenti di Google, in particolar modo nel nostro paese. Il noto predominio del motore di ricerca anche in fatto di raccolta pubblicitaria potrebbe diventare troppo invadente, fino a spingere le istituzioni competenti, cioè l’Antitrust, a denunciare il rischio di mancata concorrenza per quanto riguarda la pubblicità digitale. Secondo il presidente Giovanni Pitruzzella, complice una mancanza strutturale di regole, Google potrebbe soffocare il sano principio di distribuzione delle inserzioni pubblicitarie, a discapito dei concorrenti più deboli. La dichiarazione dinanzi ad alcuni componenti del Senato italiano ha indotto i portavoce del motore di ricerca a reagire istantaneamente, sminuendo le preoccupazioni dell’autority.

Dopo questa ampia panoramica, possiamo concludere dicendo che Google gode sicuramente di ottima salute, ma il suo predominio rischia di far arrabbiare i competitor minori, che vedono sempre più nella rete un’opportunità di fare business.

Facebook, tra novità e difficoltà in Borsa

Le ultime novità di Facebook

È quasi d’obbligo parlare nuovamente del social network più famoso del mondo, poiché nelle ultime settimane, e anche in questi giorni, è tornato al centro dell’attenzione seppur con notizie non confortanti. Dopo il mezzo flop nel mercato azionario, la creatura di Mark Zuckerberg tenta di rinnovarsi con Face.com, l’applicazione per il riconoscimento delle foto.

Facciamo un passo indietro e torniamo ai primi giorni in cui la “F” più famosa del web è entrata in borsa. Molti avrebbero scommesso un sicuro successo, vista la crescita costante degli account nel mondo. Invece, gli “amici virtuali” hanno tradito le aspettative e il valore delle azioni è crollato di molti punti percentuali, salvo poi riprendersi a fatica. A quanto pare, le titubanze di Zuckerberg nel fare questo grande balzo in avanti erano fondate, specialmente nel pieno della crisi economica occidentale, in cui nulla viene dato per scontato.

Probabilmente sulla scia dei primi giorni non certamente felici di Facebook quotato a Wall Street, si è diffusa la voce, poi risultata infondata, secondo cui il portale sarebbe diventato a pagamento. Una mossa che, se vera, sarebbe stata semplicemente suicida per il social network, già alle prese con le difficoltà di rinnovamento e con l’esigenza di dover far fronte a nuovi concorrenti.

Del tutto vera, invece, è la notizia secondo cui ci sarà la possibilità di riconoscere le foto degli utenti in Facebook, al fine di facilitare il “taggaggio” delle immagini e dare così un nome ai volti raffigurati. Il servizio è fornito da Face.com, già partner del quasi omonimo social network. L’azienda ha sede in Israele, precisamente a Tel Aviv, e sembra essere l’asso nella manica per il rilancio di Facebook dopo le difficoltà citate.

In pratica, Face.com sarà in grado di suggerire il nome del volto raffigurato nelle foto caricate. Non solo: grazie all’elaborato algoritmo che sta alla base di questa applicazione, una volta individuata la persona della foto, si potrà fare una ricerca per capire dove e quando compare all’interno delle immagini visionate. Insomma, per buona pace della privacy, chiunque potrà ricostruire dettagliatamente il profilo sociale di un individuo!

A testimonianza del particolare periodo che il team di Zuckerberg sta attraversando, questa volta non sono stati resi noti i termini dell’accordo, né si conosce la quantità di denaro che Facebook sborserà per inglobare Face.com. A differenza di altre acquisizioni, che solitamente prevedevano la chiusura del sito acquistato e l’assunzione del personale impiegato, questa volta la segretezza getta il sospetto sul fatto che ci siano delle serie difficoltà. Del resto, non è facile accettare che una multinazionale che sbarca nel mercato azionario con un’Offerta Pubblica Iniziale superiore al miliardo di dollari, si trovi a dover recuperare dopo un mese il tonfo iniziale. Gli analisti del settore tecnologico prevedono dei forti mutamenti nei prossimi mesi, per far sì che Facebook possa “crescere” e affrontare le sfide del mondo reale, comprese quelle finanziarie, per non accontentarsi della supremazia “virtuale”.

SocialTrends, l’Auditel per i Social Network!

Consiglio Nazionale delle Ricerche Social Trend

La comunicazione in Rete sta sostituendo progressivamente i media tradizionali, e anche gli strumenti per misurare il successo in termini di popolarità si rifanno senza dubbio a quelli per la televisione o la radio. Ci ha pensato il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che con un’applicazione ad hoc può misurare il tasso di gradimento e la diffusione di una fan page di Facebook, o di un “cinguettio” di Twitter. Per buona pace di chi vedeva nel web un’opportunità di “convivenza” senza competizione.

Il nome di questo nuovo modo di misurare i social network è SocialTrends, ed è stato creato da un gruppo di ricercatori che hanno deciso di analizzare il successo dei personaggi famosi, che popolano i principali portali dedicati alla comunicazione su internet. Lo studio rientra nelle ricerche che l’istituto italiano sta svolgendo sulla telematica e l’informatica, a cura della sede di Pisa.

Altri termini ricorrenti in questo progetto, che hanno una certa importanza in Internet, sono “web reputation”, “influenza” e “interattività”. Espressioni che non lasciano del tutto ininfluenti chi con Internet ci vive e comunica quotidianamente. E dati preziosi per coloro che hanno un’immagine pubblica da preservare.

I siti di riferimento per le rilevazioni quotidiane del SocialTrends coincidono con quelli più utilizzati da persone di ogni età: Facebook, Twitter e Youtube. Strumenti di comunicazione efficaci che, osservando la recente storia, hanno rivestito un ruolo preminente nel contesto internazionale: ad esempio in quella che è stata definita la “primavera araba”.

Andando più nello specifico, i dati aggiornati si possono visitare al sito www.social-trends.it, che con una estrema chiarezza fornisce i dati aggiornati sui tre social network appena citati, dividendoli in base alle zone geografiche e ad altri paramenti di riferimento.

Partendo dall’Italia, in termini assoluti vince Valentino Rossi per quanto riguarda la popolarità in Facebook, con una cifra che si sta avviando verso i 5 milioni di “like” diretti al profilo del noto motociclista. Twitter, invece, vede come leader il cantante Jovanotti, poiché vanta più di un milione di follower. Infine, il noto portale di video Youtube conferma la prevedibile leadership di Beppe Grillo, con più di 90 mila iscritti al suo canale.

SocialTrends fornisce dati ancor più dettagliati, dividendo i vari profili in base a categorie prefissate: si va dai quotidiani ai partiti politici, senza trascurare i personaggi famosi dello spettacolo e della musica. Gli artefici di questo interessante progetto, poi, vanno al di là dei semplici dati sulla diffusione, cercando attraverso degli algoritmi elaborati anche l’influenza che i profili hanno sull’opinione pubblica.

Infine, per chi è curioso di sapere come vanno le cose nel “mondo virtuale” al di fuori dei confini nazionali, si possono conoscere i dati sulla popolarità e altri fattori negli Stati Uniti, piuttosto che in Francia o in Gran Bretagna.

Insomma, SocialTrends dà per la prima volta uno spaccato obiettivo di come stanno andando le cose nel mondo dei social network; con una metodologia precisa all’altezza del Cnr.

Tumblr, il Social Network che fa esprimere i “punti di vista”

Il social network Tumblr

I social network stanno mutando la vita delle persone e soprattutto il loro modo di comunicare, anche a distanze geografiche immense. Fin qui nulla di nuovo: sono anni ormai che si discute del ruolo di Facebook e Twitter nella società moderna, attribuendo loro perfino dei significati politici. Poco, invece, si è parlato di Tumblr, l’antagonista di Twitter che in più permette all’utente di fornire il proprio “punto di vista” su immagini, video e documenti. L’autore è David Karp, che spiega il valore aggiunto della sua creatura, rispetto ai giganti della comunicazione online.

Vediamo prima come funziona Tumblr e quali sono i vantaggi del suo utilizzo. Rispetto agli altri social network che spopolano nel web, questa piattaforma consente di pubblicare un link, piuttosto che una foto o un video già postati da altri utenti, con la possibilità di modificarne alcune parti, in base ai gusti personali.

In altre parole, mentre su Facebook possiamo limitarci a condividere un link, aggiungendo al massimo un commento, in Tumblr si può andare oltre. La stessa piattaforma, infatti, fornisce tutti gli strumenti necessari per evidenziare una frase, nel caso di un documento, o modificare i layout e ancora intervenire sullo stesso codice di programmazione; il tutto in maniera relativamente semplice.

A detta del creatore di Tumblr, David Karp, si tratta di una vera e propria rivoluzione nella comunicazione online. Infatti, la possibilità di modificare qualsiasi contributo multimediale a proprio piacimento permette all’utente di esprimere il punto di vista su una particolare questione, facendosi di fatto conoscere nell’intimo.

Quella che potremmo definire la “condivisione ragionata” in base alla propria sensibilità, fa da contraltare ad alcune limitazioni che Tumblr pone rispetto agli altri social network. Come quella di non poter commentare post di altri utenti. Il motivo ce lo spiega lo stesso David Karp, affermando che questa opzione avrebbe richiesto un ulteriore sforzo di “moderazione”, sottraendo del tempo alla creazione di contenuti.

Altra particolarità di Tumblr è che solo una piccola parte degli utenti crea dei contenuti, mentre gli altri si “limitano” a modificarli secondo i propri gusti personali e le convinzioni più intime. Anche questo, sottolinea David Karp, è un punto di forza del sito di microblogging da lui creato nel 2007. Il content curation, questa è l’espressione in voga nel mondo di internet, è nato con il blog e nel tempo si è evoluto come un tratto peculiare della rete.

Sebbene in Italia è praticamente sconosciuto, Tumblr vanta dei numeri di tutto rispetto: ogni mese vengono visualizzate circa sedici miliardi di visite mensili nei cinque continenti, superando di gran lunga l’antagonista Twitter e perfino il mondo di Wikipedia nel suo complesso.

David Karp, il creatore, è uno dei tanti geni statunitensi in erba, avendo appena 26 anni. Non a caso, la prestigiosa rivista Technology Review due anni fa lo ha inserito tra i più importanti “rivoluzionari” nel terzo millennio sotto i 35 anni di età. Scusate se è poco!

Faceskin, un nuovo modo di concepire il Social Network

Faceskin il social network di Claudio Cecchetto

Da un po’ di giorni circola sul web la notizia del nuovo social network, realizzato dall’eterno Claudio Cecchetto e con un nome che rievoca la creatura di Zuckerberg: Faceskin. L’idea è di creare uno spazio virtuale in cui celebrità e persone sconosciute possano condividere liste di siti web consultati, per metterle a disposizione della comunità di internet. Al momento ci sono circa 18 mila account attivi.

Chi segue il programma de La7 Innovation, forse ne ha già sentito parlare dallo stesso Claudio Cecchetto, dichiaratamente innamorato della rete web e con un’idea che vuole soltanto labilmente emulare Facebook, del resto inarrivabile per l’enorme diffusione nel mondo. Faceskin, così, non vuole essere il tradizionale social network in cui si ritrovano milioni di persone a condividere foto, immagini, link e a cercare di connettersi tra loro per il solo gusto di avere più “amici”.

Faceskin tenta di conquistare una nuova frontiera, questa volta della conoscenza. Sì, perché ad accompagnare il termine “social” sarà la parola “search”! Ecco, in breve, la logica che sostiene il progetto visionario: ogni iscritto si caratterizzerà non per le immagini per lui più significative bensì per le weblist, ossia degli elenchi di siti che sono il frutto delle ricerche effettuate nel web.

Quando un utente della rete deve cercare delle informazioni che gli interessano, pur sapendo di trovarle, spesso si scoraggia per il tempo perso tra parole chiave da inserire nei motori di ricerca, verifica delle fonti trovate e confronto tra le stesse per avere una “risposta” adeguata alle domande iniziali. Faceskin, invece, permette di avere una traccia della ricerca da effettuare, arrivando alle informazioni con un notevole risparmio di tempo.

Da strumento per socializzare e conoscere nuove persone, e questa funzione è comunque garantita come sostiene lo stesso Claudio Cecchetto, ad ambiente in cui si mettono a disposizione i know out degli iscritti, per poterci aggirare bene nell’oceano di informazioni del web.

Tra i testimonial-iscritti d’eccezione ci sono pure Fiorello e Jovanotti. Il primo, in particolare, ha fatto parlare di sé per la quasi concomitante uscita dal sito di microblogging Twitter, in cui era stato grande protagonista con twitt che hanno fatto sorridere e discutere. Nella home page di Faceskin, invece, c’è Jovanotti che nel messaggio in occasione della presentazione ufficiale presso l’Università IULM, parla dell’esigenza di avere dei “dj della rete”, che sappiano fornire delle guide nel web.

Per il momento il sito è nella fase “beta”, cioè con una versione non definitiva. I prossimi mesi saranno il terreno di lotta di questa idea, semplice ma allo stesso modo innovativa, che potrebbe segnare una nuova fase dello sviluppo di internet e della sua massima usabilità.

L’ultima riflessione la merita Claudio Cecchetto, uomo di successo nel campo musicale poiché ha scoperto i migliori talenti che ora sono dei cantanti affermati. Ma anche fondatore di radio Deejay e ora pioniere di un nuovo modo di concepire il social network e la rete. Buona fortuna!

Il colosso Facebook sta per entrare in Borsa

L'entrata in borsa Wall Street di Facebook

La notizia di questa settimana, ma possiamo scommettere dell’anno, è l’imminente entrata in Borsa di Facebook. Ne avevamo già parlato tempo fa, ma la news sulla preparazione dei documenti da presentare a Wall Street, da parte del social network in assoluto più conosciuto, non passa inosservata e merita un approfondimento.

Ciò che colpiscono maggiormente sono le indiscrezioni sull’Ipo, cioè l’offerta pubblica iniziale, stimata per ben cinque miliardi di dollari: una cifra da far girare la testa anche ai broker più navigati della Borsa americana, e destinata a battere molti record. Con riferimento ai titoli di società operanti nel settore informatico, supera di gran lunga il primato stabilito da Google nel lontano 2004, quando l’Ipo fu poco inferiore ai due miliardi di dollari. Se, poi, sono vere le indiscrezioni su una cifra addirittura doppia, ciò costituirebbe un precedente difficile da battere!

Il social network, contraddistinto dalla “F” e che sta raggiungendo ogni continente del globo, potrebbe mettere sulla piazza titoli dal valore compreso tra i 34 e i 40 dollari. E c’è da scommettere che i compratori non mancheranno, se non altro per la soddisfazione di possedere un pezzettino della creatura di Mark Zuckerberg.

La domanda allora, nasce spontanea, soprattutto da parte di chi si limita ad avere un account su Facebook senza conoscere a fondo il suo funzionamento: dove si genera questo volume d’affari, tanto da far stimare il valore complessivo fino a 100 miliardi di euro?

La risposta si trova nell’enorme introito pubblicitario strettamente legato a Facebook. Chi gestisce una fan page e vuole renderla più popolare e ricca di amici, o coloro che possiedono un’azienda e vogliono farla conoscere agli utenti iscritti, possono decidere di acquistare una campagna pubblicitaria ad hoc. In pratica è lo stesso principio di funzionamento del pay per click di Google, seppur con le dovute differenze. È facilmente immaginabile il volume di sponsor che ruota attorno al social network, attualmente popolato da 800 milioni di account e con un trend in continua crescita.

Colui che curerà lo sbarco di Facebook nella Borsa valori più importante del mondo sarà Morgan Stanley, un decano di Wall Street che ha accumulato importanti esperienze nelle offerte pubbliche iniziali di almeno un’altra ventina di aziende blasonate. Per la gestione della delicata operazione, che presumibilmente porterebbe Facebook sui mercati azionari non prima di Maggio, si è anche fatto il nome della Goldman Sachs.

Per Mark Zuckerberg approdare sulle piazze affaristiche potrebbe significare un notevole salto di qualità nei già alti ricavi, per ora derivanti “soltanto” dalla pubblicità. Se il successo di Facebook continuerà come ora, riuscendo a mantenere distanziati gli altri social network, i titoli azionari non faranno che incrementare i guadagni; un risultato destinato a entrare nella storia americana e non solo. Vediamo come procederà nei prossimi mesi e quale altre novità ci ritroveremo a raccontare!

Facebook offre lavoro in Italia anche in tempi di crisi!

In Italia offerte di lavoro con Facebook

A volte escono dei dati, riportati dai giornali i quali prestano loro la massima attenzione, sulle opportunità che la rete web offre per il lavoro in Italia. In tempi di crisi, non è cosa da poco! Con riferimento a Facebook, poi, di questo social network è stato esaminato ogni aspetto: il ruolo nella comunicazione sociale in particolari aree del mondo, specialmente nella cosiddetta “primavera araba”; si è detto della facilità con cui i giovani e anche i meno esperti ritrovano persone lontane e perse di vista; ma non si sono risparmiate critiche al social network creato da Mark Zuckerberg.

Uno studio uscito in questi giorni entra, invece, nel dettaglio dei vantaggi economici e occupazionali. Lo ha commissionato lo stesso Facebook alla nota agenzia di consulenze Deloitte & Touche sul volume economico in Europa, sia direttamente che tramite l’indotto. I dati sono stati a dir poco sconvolgenti: più di 230 mila occupati con un giro affaristico di circa 15,3 miliardi di euro.

I numeri si fanno ancor più interessanti se consideriamo la sola Italia. Nella torta complessiva del grafico, il 16% riguarda il nostro paese con un vantaggio occupazionale che si aggira sui 35 mila posti di lavoro. Il dettagliato dossier mette in luce altri dati interessanti. Come il collocamento dell’Italia appena dietro gli altri grandi “big” del vecchio continente, nella classifica degli Stati più aperti verso i social network.

A pensarla così è anche il responsabile di Facebook per l’Europa Richard Allen, che ha speso belle parole per la penisola riguardo alla predisposizione degli italiani verso i nuovi media telematici. Altre considerazioni sul dossier sono una vera lezione di marketing alle parti produttive italiane, come imprese e agenzie di servizi: avere una fan page con il logo aziendale è diventato quasi d’obbligo in un mondo che sempre più si sta spostando sul web.

Nel conteggio generale del volume di affari legato a Facebook, che va ad aumentare un Pil italiano in forte difficoltà, rientrano varie voci. La pubblicità che si può fare per pubblicizzare profili o fan page occupa forse un ruolo di primo piano. Seguono lo sviluppo di applicazioni dedicate al social network e gli investimenti per le cosiddette “infrastrutture tecnologiche”.

Il rapporto consegnato da Deloitte va oltre le mere cifre economiche, soprattutto quando parla del contesto europeo nel suo complesso. Si conferisce a Facebook, ma indirettamente anche ai diretti competitor come Twitter, il futuro dell’economia europea e la spina dorsale di un nuovo modo di produrre. Allen, poi, forse travolto dall’entusiasmo dei dati forniti dalle ricerche, si spinge oltre e annuncia un nuovo modo di dire “Mi piace” che ha a che fare con il denaro. Nell’immediato futuro quel semplice click potrà corrispondere a molto più di una manifestazione di interesse verso foto e link; uno strumento per far conoscere cosa si desidera ed eventualmente cosa abbiamo comprato per soddisfare i nostri desideri.

In conclusione, sia che siamo appassionati di Facebook o che lo detestiamo tanto da non avere un profilo personale, dovremo farci sempre più i conti!