Il colosso Facebook sta per entrare in Borsa
La notizia di questa settimana, ma possiamo scommettere dell’anno, è l’imminente entrata in Borsa di Facebook. Ne avevamo già parlato tempo fa, ma la news sulla preparazione dei documenti da presentare a Wall Street, da parte del social network in assoluto più conosciuto, non passa inosservata e merita un approfondimento.
Ciò che colpiscono maggiormente sono le indiscrezioni sull’Ipo, cioè l’offerta pubblica iniziale, stimata per ben cinque miliardi di dollari: una cifra da far girare la testa anche ai broker più navigati della Borsa americana, e destinata a battere molti record. Con riferimento ai titoli di società operanti nel settore informatico, supera di gran lunga il primato stabilito da Google nel lontano 2004, quando l’Ipo fu poco inferiore ai due miliardi di dollari. Se, poi, sono vere le indiscrezioni su una cifra addirittura doppia, ciò costituirebbe un precedente difficile da battere!
Il social network, contraddistinto dalla “F” e che sta raggiungendo ogni continente del globo, potrebbe mettere sulla piazza titoli dal valore compreso tra i 34 e i 40 dollari. E c’è da scommettere che i compratori non mancheranno, se non altro per la soddisfazione di possedere un pezzettino della creatura di Mark Zuckerberg.
La domanda allora, nasce spontanea, soprattutto da parte di chi si limita ad avere un account su Facebook senza conoscere a fondo il suo funzionamento: dove si genera questo volume d’affari, tanto da far stimare il valore complessivo fino a 100 miliardi di euro?
La risposta si trova nell’enorme introito pubblicitario strettamente legato a Facebook. Chi gestisce una fan page e vuole renderla più popolare e ricca di amici, o coloro che possiedono un’azienda e vogliono farla conoscere agli utenti iscritti, possono decidere di acquistare una campagna pubblicitaria ad hoc. In pratica è lo stesso principio di funzionamento del pay per click di Google, seppur con le dovute differenze. È facilmente immaginabile il volume di sponsor che ruota attorno al social network, attualmente popolato da 800 milioni di account e con un trend in continua crescita.
Colui che curerà lo sbarco di Facebook nella Borsa valori più importante del mondo sarà Morgan Stanley, un decano di Wall Street che ha accumulato importanti esperienze nelle offerte pubbliche iniziali di almeno un’altra ventina di aziende blasonate. Per la gestione della delicata operazione, che presumibilmente porterebbe Facebook sui mercati azionari non prima di Maggio, si è anche fatto il nome della Goldman Sachs.
Per Mark Zuckerberg approdare sulle piazze affaristiche potrebbe significare un notevole salto di qualità nei già alti ricavi, per ora derivanti “soltanto” dalla pubblicità. Se il successo di Facebook continuerà come ora, riuscendo a mantenere distanziati gli altri social network, i titoli azionari non faranno che incrementare i guadagni; un risultato destinato a entrare nella storia americana e non solo. Vediamo come procederà nei prossimi mesi e quale altre novità ci ritroveremo a raccontare!
Facebook offre lavoro in Italia anche in tempi di crisi!
A volte escono dei dati, riportati dai giornali i quali prestano loro la massima attenzione, sulle opportunità che la rete web offre per il lavoro in Italia. In tempi di crisi, non è cosa da poco! Con riferimento a Facebook, poi, di questo social network è stato esaminato ogni aspetto: il ruolo nella comunicazione sociale in particolari aree del mondo, specialmente nella cosiddetta “primavera araba”; si è detto della facilità con cui i giovani e anche i meno esperti ritrovano persone lontane e perse di vista; ma non si sono risparmiate critiche al social network creato da Mark Zuckerberg.
Uno studio uscito in questi giorni entra, invece, nel dettaglio dei vantaggi economici e occupazionali. Lo ha commissionato lo stesso Facebook alla nota agenzia di consulenze Deloitte & Touche sul volume economico in Europa, sia direttamente che tramite l’indotto. I dati sono stati a dir poco sconvolgenti: più di 230 mila occupati con un giro affaristico di circa 15,3 miliardi di euro.
I numeri si fanno ancor più interessanti se consideriamo la sola Italia. Nella torta complessiva del grafico, il 16% riguarda il nostro paese con un vantaggio occupazionale che si aggira sui 35 mila posti di lavoro. Il dettagliato dossier mette in luce altri dati interessanti. Come il collocamento dell’Italia appena dietro gli altri grandi “big” del vecchio continente, nella classifica degli Stati più aperti verso i social network.
A pensarla così è anche il responsabile di Facebook per l’Europa Richard Allen, che ha speso belle parole per la penisola riguardo alla predisposizione degli italiani verso i nuovi media telematici. Altre considerazioni sul dossier sono una vera lezione di marketing alle parti produttive italiane, come imprese e agenzie di servizi: avere una fan page con il logo aziendale è diventato quasi d’obbligo in un mondo che sempre più si sta spostando sul web.
Nel conteggio generale del volume di affari legato a Facebook, che va ad aumentare un Pil italiano in forte difficoltà, rientrano varie voci. La pubblicità che si può fare per pubblicizzare profili o fan page occupa forse un ruolo di primo piano. Seguono lo sviluppo di applicazioni dedicate al social network e gli investimenti per le cosiddette “infrastrutture tecnologiche”.
Il rapporto consegnato da Deloitte va oltre le mere cifre economiche, soprattutto quando parla del contesto europeo nel suo complesso. Si conferisce a Facebook, ma indirettamente anche ai diretti competitor come Twitter, il futuro dell’economia europea e la spina dorsale di un nuovo modo di produrre. Allen, poi, forse travolto dall’entusiasmo dei dati forniti dalle ricerche, si spinge oltre e annuncia un nuovo modo di dire “Mi piace” che ha a che fare con il denaro. Nell’immediato futuro quel semplice click potrà corrispondere a molto più di una manifestazione di interesse verso foto e link; uno strumento per far conoscere cosa si desidera ed eventualmente cosa abbiamo comprato per soddisfare i nostri desideri.
In conclusione, sia che siamo appassionati di Facebook o che lo detestiamo tanto da non avere un profilo personale, dovremo farci sempre più i conti!
Facebook è tra le prime cause di divorzio in Gran Bretagna
Saranno felici i nemici giurati del computer, che finalmente potranno additare questa tecnologia come causa di tanti problemi di coppia. Un po’ meno chi usa Facebook per tradire il proprio partner, partendo da semplici messaggi per poi continuare con incontri non più “virtuali”. Alcune ricerche effettuate in Gran Bretagna attribuiscono al social network con il celebre marchio “F” un terzo dei divorzi. Un dato a dir poco sconvolgente che deve mettere in guardia sul buon uso del computer.
Chi si intende di comunicazione virtuale non si sorprenderà più di tanto nel leggere i risultati della ricerca di Divorce-Online, un portale britannico che si è occupato di raccogliere i dati sull’infedeltà dovuta a Facebook.
La creatura di Mark Zuckerberg, utilizzata in molti settori produttivi e anche dalle giovani generazioni per cercare l’anima gemella, sembra non essere proprio il toccasana dei matrimoni. Tra le cause più ricorrenti che portano alle richieste di divorzio c’è la tendenza a cercare, tra i profili, quello dell’ex partner. E si finisce con instaurare una nuova relazione amorosa.
Per sua natura, poi, Facebook non è il migliore strumento per mantenere nascosta una storia d’amore. Gli amici in comune, presto o tardi, scoveranno la tresca! In Gran Bretagna e in altri paesi, i messaggi lasciati allo spasimante iniziano a essere portati nei tribunali come prova dell’infedeltà. Niente di più efficace per mettere con le spalle al muro chi tenta disperatamente di nascondere il tradimento.
Facebook entra in Borsa
La notizia del prossimo ingresso di Facebook nel mercato azionario, è di quelle destinate a riempire le pagine finanziarie dei quotidiani nelle prossime settimane. Il fatidico passo che intende compiere Zuckerberg si inserisce nei dibattiti di ogni giorno su crisi finanziaria, crollo delle borse e debiti pubblici. Insomma, la dimostrazione che il settore internet sta comunque crescendo, destinato a divenire il traino nell’economia mondiale del futuro.
La notizia dell’entrata in borsa di Facebook è stata lanciata dal prestigioso quotidiano Wall Street Journal. Secondo il giornale, il social network dovrebbe compiere questo passo nella prima metà del 2012. Gli esperti stimano l’ipo, cioè l’offerta pubblica iniziale, per circa 10 miliardi di dollari, mentre il valore totale della famosa “F” dovrebbe attestarsi sui 100 miliardi.
L’idea di Mark Zuckerberg di entrare nel mercato finanziario di Wall Street è una svolta anche dal punto di vista personale. È nota agli operatori del settore la riluttanza del padre di Facebook di dividere l’azienda in milioni di azioni, cercando il più a lungo di mantenerla privata.
In queste settimane abbiamo assistito all’entrata in borsa di altre società legate al mondo di internet: prime tra tutte Groupon o Zynga. Facebook, per dimensioni (circa 700 milioni di utenti registrati) e valore globale è ben superiore a entrambe.
Staremo a vedere i prossimi passi di Facebook e le decisioni che verranno prese sul fronte borsistico. C’è da scommettere che gli investitoti non mancheranno. Assisteremo a una ressa per l’acquisto delle prime azioni!
Buffy, il futuro smartphone di Facebook
Dobbiamo collocare le indiscrezioni su Buffy, il progetto del primo smartphone plasmato totalmente su Facebook, sul piano delle news tecnologiche piuttosto che su quello di una recensione vera e propria, in quanto il prodotto firmato Zuckerberg sarà disponibile sul mercato almeno tra un anno. Suscita, tuttavia, una certa curiosità, se non altro perché il futuro della tecnologia e dei social network si sta delineando e settorializzando, con la nascita di inevitabili faziosità tra gli utenti di tutto il mondo.
Basando la nostra analisi sulle voci ufficiose che rimbalzano tra i forum, il telefonino “intelligente” su cui punta Facebook è creato dalla High Tech Computer Corporation, compagnia tecnologica con sede a Taiwan e leader nella produzione di smartphone.
Il sistema operativo è ovviamente Android: fin qui nulla di particolare, se non fosse che le modifiche apportate sono state indotte dal social network più famoso del mondo, appunto per renderlo conforme alle innumerevoli applicazioni targate “F”.
Buffy è l’ultima frontiera della telefonia e del mondo di internet in generale. Non dobbiamo immaginarci il solito cellulare con il tasto “Facebook”; cosa che, del resto, avviene già ora. Come già anticipato, siamo destinati ad assistere a delle divisioni di campo tra Facebook, Twitter e Google+. Tre colossi della comunicazione sociale in rete, che legittimamente cercheranno di conquistare larghe fette del mercato su internet; con guerre senza esclusioni di colpi, anzi di smartphone!
Casino, tempi duri per il Poker su Facebook
Facebook oltre a permettere di chattare con persone care ed amici, presenta anche una serie di applicazioni molto interessanti, di cui le più famose recanti il celebre marchio Zynga. Se avete mai giocato a Mafia Wars, Farmville, Cafè Wolrd, sapete di cosa sto parlando. C’è però un’altra applicazione degna di nota, che richiama moltissimi iscritti al celebre social network portandoli a giocare attivamente e spesso anche all’acquisto. Sto parlando di Texas HoldEm Poker, l’applicazione di Zynga più giocata se si parla di casino, il cui successo fino a poco tempo fa era molto affermato e non accennava a diminuire.
Se avete seguito qualche news riportata ultimamente riguardo alla Zynga, forse avrete ben chiaro quello a cui mi sto riferendo, parlo infatti del recente utilizzo dei Bot, dei software con i quali molti utenti sono stati ingannati. Il codice ingannevole, abbinato ad una buona conoscenza della matematica e pochi scrupoli ha permesso a molti utenti di giocare e occupare virtualmente una sedia ad un qualsiasi tavolo di gioco senza essere lì fisicamente e questo ha tratto in inganno molti giocatori che, dopo aver scoperto il trucco, non hanno esitato a scagliarsi contro la Zynga e a giudicare pesantemente il pessimo livello di prevenzione da attacchi di questo tipo.
Per questo motivo ora la Zynga non potrà fare altro che abbassare la testa e cercare di rimediare al danno fatto scusandosi e cercando di ripristinare l’applicazione com’era all’inizio e, molto probabilmente, provvederà ad adottare misure di sicurezza più avanzate per avere una protezione in più di fronte a tutti i “furbi” che tradiscono la fiducia di onesti player. Questo rischio per fortuna difficilmente colpirà i veri Poker Online, dal momento che godono di sistemi di copertura e di controllo molto più sicuri, con firewall decisamente meno accessibili rispetto a quelli normali di un’applicazione di Facebook: non abbiate paura quindi, e continuate a giocare come sempre, i vostri risparmi e la vostra sicurezza saranno garantiti.
Da Hacker a dipendente di Facebook il passo è breve
Dici George Francis Hotz e il nome non dice nulla.
Guardi la foto di questo ragazzino di vent’anni e ti domandi chi sia.
Fai una ricerca su Google con il nome GeoHot e viene gù una caterva di risultati, con alcuni siti che lo osannano come il dio del Jailbreak, il procedimento che è in grado di sbloccare l’Iphone e l’Ipad, installando addirittura un App Store parallelo.
La novità però è che questo ventunenne, che vanta già una causa intentata dalla Sony per aver indicato come scaricare software non originale sulla Playstation, recentemente è stato assoldato da Facebook per sviluppare l’applicazione per Ipad.
Del resto, pare che il ragazzo non sia stato immune da illustri contatti: nel recente passato, infatti, anche Google si era interessata alle sue capacità di programmatore, per poi cedere il passo al social network di Mark Zuckergerg.
Facebook ci tagga a go-go
E’ arrivata anche in Italia la nuova funzione di Facebook che ha fatto tanto discutere negli Stati Uniti: il riconoscimento automatico dei volti.
In pratica, ogni volta che qualcuno caricherà una foto sul social network, tutti i volti presenti nella foto saranno confrontati con i milioni di volti di utenti Facebook: se sarà trovata una corrispondenza, sarà suggerito il relativo tag all’utente.
Le applicazioni di questa funzione sono diverse: da un lato, infatti, potremo scoprire chi era quel ragazzo carino che passava per caso mentre scattavamo la foto; dall’altra, però, potremo trovarci taggati in foto che ci sono state scattate a nostra insaputa.
Per evitare problemi di privacy, potremo modificare le impostazioni di questa funzione, andando in Account, Impostazioni privacy, Personalizza impostazioni e deselezionando la funzione di suggerimento dei tag. Il problema, ovviamente, si contiene anche impedendo a chiunque di taggarci, ma riservando tale funzione solo ai nostri contatti.
In ogni caso, è sempre bene tenere ciclicamente sotto controllo le impostazioni privacy di Facebook, perché spesso vengono modificate a nostra insaputa.
Texas Hold’Em Poker per Facebook
Zynga prima di lanciare il conosciutissimo FarmVille ha raggiunto il successo mondiale con il suo Texas Hold’Em Poker! L’interessantissimo gioco per Facebook, adatto agli amanti del Poker e non, che ha fatto molto parlare di sè! Il gioco si presenta con una bella grafica e con una giocabilità intuitiva. Non si gioca con soldi veri, ma con chip virtuali, a meno che non vogliate acquistare le chip aggiuntive. Sarete voi contro gli altri giocatori online, questa è l’interazione sociale con gli altri utenti, oltre ad avere la possibilità di chattare e offrire drinks virtuali! Se vi piace il poker allora questo gioco fa per voi!
Tra Facebook e Google è guerra a colpi bassi
In guerra e in amore, si sa, tutto è permesso: ma se pensate che questo detto valga solo nei romanzi di cappa e spada, vi sbagliate, perché ai giorni nostri è sempre più attuale.
Protagonisti di una guerra senza precedenti, che scade sempre più spesso in colpi bassi sono Google e Facebook: e l’ultimo attacco, non proprio correttissimo sotto il profilo deontologico, è stato sferrato dal social network di Mark Zuckerberg.
Facebook, infatti, ha assoldato una società di PR americana, la Burston Marsteller, che avrebbe iniziato a diffondere tra i blogger e in generale sul web notizie diffamatorie, in merito alla presunta scarsa sicurezza di Google.
Colta sul fatto attraverso le rivelazioni di un blogger, che non ha voluto stare al gioco, la società di Mark Zuckerberg è stata smascherata ed ha potuto difendersi solo appellandosi alla presunta verità delle notizie diffuse, che però appare ancora tutta da dimostrare.
Inevitabile il ritorno di immagine negativo per Facebook ed il rafforzamento della posizione di Google, per effetto del proprio ruolo di vittima: un errore che rischia seriamente di pregiudicare la posizione di Facebook e la sua reputazione sul mercato.
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