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GooHoliday.com è il nuovo portale turistico realizzato dalla Persefone.it

Portale di prenotazioni online gooholiday.com
Per tutti coloro che desiderano per la propria vacanza alloggiare presso strutture ricettive turistiche al di fuori del solito hotel, c’è una buona notizia! Infatti chi ama pernottare presso case vacanza, bed and breakfast o agriturismo è ora disponibile una nuova risorsa utile che consente di effettuare le prenotazioni online con facilità, in tutta comodità e soprattutto in modo sicuro per la protezione dei propri dati personali e sensibili.

Stiamo parlando del portale turistico GooHoliday.com dedicato alle prenotazioni online delle streutture ricettive extra-alberghiere di tutto il mondo che è stato appena pubblicato online e quindi da ora disponibile per essere consultato da tutti gli utenti interessati ai viaggi ed al booking online diretto degli alloggi turistici desiderati.

GooHoliday.com è stato realizzato dalla web agency e software house Persefone.it specializzata da anni nella progettazione e realizzazione di portali turistici completi multilingua per la gestione dinamica delle prenotazioni online dei servizi e delle strutture ricettive turistiche. La piattaforma è stata realizzzata utilizzando il linguaggio di programmazione PHP e come database MySQL.

E’ possibile visitare il sito e portale turistico GooHoliday.com all’indirizzo www.gooholiday.com/html/it-index.php e poi selezionare la propria lingua di interesse potendo scegliere oltre all’italiano anche tra inglese, spagnolo, francese e tedesco. Un sistema multilingua quindi che consente l’accesso ai diversi utenti e proprietari di strutture turistiche di tutto il mondo.

Convertire Pdf, guardare video e aggiornare i driver: i programmi che servono

Ci sono programmi che sul pc non possono mancare. Per l’intrattenimento, per il lavoro, ci sono programmi che rendono più facili le cose e in modo del tutto gratuito. Nel mondo del lavoro, ad esempio, la gestione dei documenti è semplificata dai text editor che permettono di creare documenti in modo semplice e intuitivo. Ma lo standard Pdf, Portable Document Format,  che ha uniformato la condivisione di tali file ha richiesto l’uso di un Pdf Creator per creare e convertire Pdf gratis a partire da un file di testo. Il Pdf Converter permette di convertire file word, txt, doc in formato Pdf in pochi click.
Per guardare, invece, tutti i filmati su internet senza avere problemi di compatibilità, è opportuno scaricare Vlc Media Player, un player multimediale davvero straordinario e in grado di garantire compatibilità massima con formati diffusi come DivX, Xvid, Mpeg, Ogg, Mp3 e molti altri ancora. Il Vlc download è completamente gratuito e può essere effettuato dai tanti siti che permettono di scaricare il software gratis sul pc.
Per mantenere il vostro pc sempre aggiornato e stabile, esistono software driver in grado automaticamente di cercare i drivers più adatti al vostro sistema e di installarli dopo averne verificato la compatibilità con le versioni precedenti.

Appello al Parlamento per approvare l’Agenda Digitale

Agenda Digitale e decreto Crescita 2.0

Con l’imminente fine anticipata della legislatura, molti provvedimenti del governo rischiano di non convertirsi in legge dello Stato. Tra questi c’è l’Agenda Digitale, fiore all’occhiello della linea tracciata da Monti per modernizzare l’Italia e renderla più competitiva sui mercati internazionali. Facciamo un appello a tutti i parlamentari affinché non decada il decreto legge che aiuta la diffusione di una nuova cultura digitale.

Il termine ultimo del decreto Crescita 2.0 è il prossimo 18 dicembre. Dopo quella data il decreto decadrà, vanificando tutti gli sforzi degli ultimi mesi per rendere il nostro Paese più “europeo” e meno dispendioso per le famiglie italiane.

Tra i principali provvedimenti che aiuterebbero le aziende a produrre di più, e i giovani a intraprendere nuove imprese economiche, favorendo più in generale la comunicazione, c’è la banda larga. Purtroppo, alle soglie del 2013, molte parti del Belpaese non dispongono della connessione internet veloce. Le più recenti statistiche attestano che l’Italia si trova ai piani bassi della classifica mondiale, con appena 23 contratti di banda larga ogni cento utenze telefoniche. Mentre le realtà più virtuose vantano oltre il 70% di contratti per avere internet ad alta velocità. Dati che lasciano poco spazio a interpretazioni ottimistiche!

Altro punto forte dei provvedimenti da approvare velocemente in Parlamento riguarda i vari servizi disponibili nel web, come pagare una bolletta o richiedere documenti alla pubblica amministrazione. Attualmente, per sbrigare molte pratiche burocratiche si devono ancora subire ore di file agli sportelli, con tutti gli svantaggi che ne conseguono.

Infine, tra le novità che propone il decreto Crescita 2.0 c’è la svolta nell’insegnamento scolastico. Con la digitalizzazione tra i banchi di scuola e l’introduzione degli e-book al posto dei libri tradizionali, molte famiglie avevano finalmente intravisto un risparmio sugli acquisti di inizio anno scolastico, oltre al vantaggio per i ragazzi di non portare sulle spalle pesanti fardelli.

Vediamo ora, dal punto di vista tecnico, quali sono i rischi concreti che impediscono al provvedimento di tramutarsi in legge. Attualmente il decreto Crescita 2.0 ha riscosso l’approvazione del Senato con un voto di fiducia. La stessa votazione in cui il Popolo della Libertà non ha dato il suo appoggio, sancendo di fatto l’uscita dalla maggioranza di governo.

Ora si trova negli uffici della Camera, insidiato da centinaia di emendamenti proposti da singoli deputati. Se soltanto uno di questi, durante l’iter parlamentare, dovesse passare, tutto il provvedimento dovrebbe ritornare al Senato per la nuova approvazione. Insomma, una situazione precaria che soltanto grazie alla buona volontà dei singoli politici si può superare.

Rinnovando l’appello per l’approvazione prima del 18 dicembre, ricordiamo uno studio effettuato sui benefici economici che le famiglie italiane trarrebbero dalla digitalizzazione del Paese, quantificati in circa 200 euro. Non poco, considerando i tempi magri che stanno attraversando i nostri connazionali.

Dove Internet non è libero…

Censura preventiva su Internet

Non hanno certamente l’imbarazzo della scelta molti internauti che, per loro sfortuna, vivono in paesi dove la censura ha fatto capolino nel Web. Non sorprende di certo la nuova legge in Russia che ha creato una black list di siti non visitabili, con il pretesto di proteggere i minori da portali pornografici o in grado di ledere la loro sensibilità. Il Paese guidato da Putin, così, prende la strada della censura preventiva formato 2.0, sulla stessa scia di altri Stati autoritari come la Repubblica Iraniana.

Diciamo che non sorprende affatto l’iniziativa, specialmente dopo la notizia giunta qualche giorno fa, secondo cui i principali oppositori dello “zar Putin” hanno indetto una sorta di elezione primaria virtuale, dove è stato eletto il blogger Alexei Navalni come guida, oltre a un Consiglio di coordinamento che riunisca le varie forze contrarie alla politica governativa.

L’entrata in vigore della legge nel mese di novembre segue l’approvazione avvenuta in luglio che prevede, tra l’altro, una sorta di registro in cui compariranno tutti i link “pericolosi”. La lunga lista può essere consultata sul portale governativo, e la chiusura di nuove pagine web avverrà secondo una procedura rapida che esclude l’intervento della magistratura locale. In pratica, dopo la segnalazione di un sito sospetto da parte di qualsiasi cittadino, cui seguirà una denuncia ufficiale, le autorità governative potranno bloccare il relativo Url in maniera rapida.

I primi provvedimenti hanno interessato siti di natura pedo-pornografica, e non poteva essere altrimenti. Ma c’è da scommettere che nei prossimi mesi entreranno nel mirino della censura russa portali o blog che fanno capo a voci dissidenti o contrari alla linea politica di Putin.

La Russia, così, si unisce ad altri paesi in cui la libertà di navigazione nel web non è un diritto riconosciuto, a partire dalla vicina Bielorussia, il cui leader Lukašenko è considerato l’ultimo dittatore d’Europa.

Sul ruolo minaccioso che assume Internet in realtà non propriamente democratiche si è parlato molto, specialmente dopo la cosiddetta Primavera araba che nel 2011 ha portato al soverchiamento di vecchi regimi dittatoriali nell’Africa settentrionale, come in Tunisia e in Egitto, lasciando tuttora una cruenta guerra civile in Siria.

Un simile esito poteva esserci anche in Iran nel 2009, quando in occasione delle elezioni presidenziali che confermarono Ahmadinejad si scatenò una violenta rivolta degli oppositori, che videro nei social network e nella comunicazione istantanea tramite il web un efficace strumento per veicolare i moti di protesta.

La stretta sul web in queste realtà, compresa la Cina, non deve sorprendere, pur creando un naturale sentimento di indignazione, visto che anche nel democratico Occidente, periodicamente si sente parlare di iniziative governative volte a regolamentare il libero accesso alla rete. Tentativi, questi, fortunatamente il più delle volte bloccati dalle proteste degli internauti, che non rischiano per questo la vita o la libertà come gli amici russi o cinesi!

La Germania vuole tassare Google News

Una tassa per Google News da parte della Germania

Tempi duri per il più grande motore di ricerca: la Germania, rivelandosi ancora una volta il paese più rigido per quanto riguarda la rete internet, ha in progetto una legge che vorrebbe tassare Google ogni qualvolta riporta news dei portali tedeschi dedicati all’informazione. Un colpo duro che potrebbe creare un precedente in tutto il mondo, e accentuare la tendenza a limitare l’informazione online.

La notizia ha subito fatto il giro del web, cioè del mondo, perché stigmatizza un concetto finora non considerato: il diritto d’autore per le informazioni tratte da quotidiani e periodici online, più volte rivendicato dagli stessi editori.

A dire il vero era da tempo che il progetto legislativo, ora ufficialmente varato e che dovrà essere tramutato in legge dello Stato dopo le dovute discussioni parlamentari, minacciava il colosso di Mountain View.

Vediamo in cosa consiste questo provvedimento legislativo che, per il contenuto ritenuto grave, sta già scatenando la protesta nei social network teutonici. Il punto riguarda Google News, cioè quella sezione che si occupa delle news in internet. In particolare di quelle microinformazioni legate ai titoli degli articoli che vengono indicizzate, una volta effettuata la ricerca in base a una o più parole chiave, e dalle quali la multinazionale ottiene ingenti introiti economici.

I detrattori di Google, comprensibilmente gli editori dei suddetti giornali online, chiedono una parte dei guadagni sulle indicizzazioni sottoforma di diritti d’autore. Ed è indubbio che le loro pressioni, esercitate sui membri del governo e sulle autorità politiche, abbiano portato a questo disegno di legge.

Google, saputo del provvedimento, ha subito reagito duramente con un comunicato in cui si parla di “giorno nero per internet”, in quanto il riconoscimento della richiesta economica da parte degli editori equivarrà a una limitazione delle pubblicazioni, oltre che a una minore libertà nel web.

Si schierano dalla sua parte alcune compagini politiche attualmente all’opposizione del governo guidato da Angela Merkel. Tra questi, ha una forza particolare il cosiddetto partito dei pirati, che ha fatto della rete il suo cavallo di battaglia. I milioni di “militanti” del web, d’altro canto, stanno studiando delle forme di protesta, coordinandosi sui social network e scrivendo ai membri dell’esecutivo affinché facciano un passo indietro con la proposta, da loro considerata liberticida.

Un discorso a parte vale, però, per alcune categorie di blog e portali web. A differenza di Google, che svolge un’attività sulla rete di tipo commerciale, i blog e i siti che fanno capo a gruppi no profit potranno continuare a pubblicare le anteprime delle notizie, senza dover riconoscere alcun diritto d’autore.

Questo duro scontro tra il governo tedesco e Google da una parte rischia di scatenare un effetto domino anche in altri paesi europei e del mondo, con leggi simili; dall’altra ripropone lo spinoso tema della libertà di espressione in rete, e il labile confine tra una sana regolamentazione e i tentativi di censura.

SocialTrends, l’Auditel per i Social Network!

Consiglio Nazionale delle Ricerche Social Trend

La comunicazione in Rete sta sostituendo progressivamente i media tradizionali, e anche gli strumenti per misurare il successo in termini di popolarità si rifanno senza dubbio a quelli per la televisione o la radio. Ci ha pensato il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che con un’applicazione ad hoc può misurare il tasso di gradimento e la diffusione di una fan page di Facebook, o di un “cinguettio” di Twitter. Per buona pace di chi vedeva nel web un’opportunità di “convivenza” senza competizione.

Il nome di questo nuovo modo di misurare i social network è SocialTrends, ed è stato creato da un gruppo di ricercatori che hanno deciso di analizzare il successo dei personaggi famosi, che popolano i principali portali dedicati alla comunicazione su internet. Lo studio rientra nelle ricerche che l’istituto italiano sta svolgendo sulla telematica e l’informatica, a cura della sede di Pisa.

Altri termini ricorrenti in questo progetto, che hanno una certa importanza in Internet, sono “web reputation”, “influenza” e “interattività”. Espressioni che non lasciano del tutto ininfluenti chi con Internet ci vive e comunica quotidianamente. E dati preziosi per coloro che hanno un’immagine pubblica da preservare.

I siti di riferimento per le rilevazioni quotidiane del SocialTrends coincidono con quelli più utilizzati da persone di ogni età: Facebook, Twitter e Youtube. Strumenti di comunicazione efficaci che, osservando la recente storia, hanno rivestito un ruolo preminente nel contesto internazionale: ad esempio in quella che è stata definita la “primavera araba”.

Andando più nello specifico, i dati aggiornati si possono visitare al sito www.social-trends.it, che con una estrema chiarezza fornisce i dati aggiornati sui tre social network appena citati, dividendoli in base alle zone geografiche e ad altri paramenti di riferimento.

Partendo dall’Italia, in termini assoluti vince Valentino Rossi per quanto riguarda la popolarità in Facebook, con una cifra che si sta avviando verso i 5 milioni di “like” diretti al profilo del noto motociclista. Twitter, invece, vede come leader il cantante Jovanotti, poiché vanta più di un milione di follower. Infine, il noto portale di video Youtube conferma la prevedibile leadership di Beppe Grillo, con più di 90 mila iscritti al suo canale.

SocialTrends fornisce dati ancor più dettagliati, dividendo i vari profili in base a categorie prefissate: si va dai quotidiani ai partiti politici, senza trascurare i personaggi famosi dello spettacolo e della musica. Gli artefici di questo interessante progetto, poi, vanno al di là dei semplici dati sulla diffusione, cercando attraverso degli algoritmi elaborati anche l’influenza che i profili hanno sull’opinione pubblica.

Infine, per chi è curioso di sapere come vanno le cose nel “mondo virtuale” al di fuori dei confini nazionali, si possono conoscere i dati sulla popolarità e altri fattori negli Stati Uniti, piuttosto che in Francia o in Gran Bretagna.

Insomma, SocialTrends dà per la prima volta uno spaccato obiettivo di come stanno andando le cose nel mondo dei social network; con una metodologia precisa all’altezza del Cnr.

Genova come la Silicon Valley grazie ad Ericsson!

Centro di ricerca di Ericsson a Genova

Chi l’ha detto che la ricerca tecnologica che conta sia soltanto sinonimo di Silicon Valley, o appannaggio dei “cervelloni” indiani? In una realtà come quella italiana che tendenzialmente agevola la fuga di cervelli a causa degli scarsi fondi statali, e soprattutto in tempi di crisi nera, c’è chi crede che il nostro paese possa divenire il tempio della tecnologica mondiale. La Ericsson, multinazionale svedese famosa per cellulari e sistemi di telecomunicazione avanzata, ha appena inaugurato un centro di ricerca all’avanguardia proprio nel capoluogo ligure, per la gioia delle autorità locali e perfino del Presidente della Repubblica.

L’occasione è di quelle che segnano quasi una svolta nel mondo della ricerca scientifica italiana. Non a caso, l’inaugurazione del nuovo centro presso il Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli è stata l’occasione per la prima uscita pubblica del nuovo sindaco Marco Doria, che ha accolto con entusiasmo la decisione della Ericsson di investire nelle risorse umane del Belpaese.

Venendo ai campi di ricerca su cui si concentrerà la nuova sede, verrà approfondito il tema della banda larghissima, che permetterà la trasmissione di dati telematici a velocità non confrontabili con quelle attuali. Come ha dichiarato Alessandro Pane, responsabile del centro appena aperto a Genova, la nuova tecnologia si baserà sulle reti ottiche di nuovissima generazione.

Alcuni esempi rendono meglio l’idea di quanto sia rivoluzionaria la nuova comunicazione negli anni a venire: soltanto in un secondo, attraverso queste “autostrade telematiche” ad altissima velocità, potrà essere scaricato l’equivalente di 20 film in alta definizione! Dei mille dipendenti nel nuovo centro di ricerca Ericsson, poi, più della metà dedicheranno il loro tempo e le competenze acquisite nel contesto universitario proprio alla banda larghissima.

La buona notizia è che oltre all’azienda svedese, altre realtà internazionali sono intenzionate a trasferirsi a Genova per avviare nuovi ambiziosi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico. Del resto, gli ultimi dati statistici testimoniano la propensione degli italiani alla ricerca, con decine di brevetti usciti dai laboratori e diffusi in tutto il mondo. Un dato sorprendente che non serve, purtroppo, a scuotere lo Stato italiano a investire sui “geni in erba”, i quali inevitabilmente fuggono verso altri paesi.

Il progetto della Ericsson, che inevitabilmente prevederà dei forti investimenti di denaro, va nell’ottica delle stime di crescita dello sviluppo telematico nei prossimi anni. Come afferma lo stesso Alessandro Pane, infatti, nel 2020 tutto sarà connesso alla rete internet: non soltanto tablet o smartphone, ma elettrodomestici e apparecchiature sanitarie che saranno in grado di salvare delle vite umane.

Insomma, tra le tante brutte notizie che tempestano la realtà economica nazionale, sapere che c’è un colosso multinazionale che crede in noi non può che farci felici e orgogliosi di essere italiani!

Tumblr, il Social Network che fa esprimere i “punti di vista”

Il social network Tumblr

I social network stanno mutando la vita delle persone e soprattutto il loro modo di comunicare, anche a distanze geografiche immense. Fin qui nulla di nuovo: sono anni ormai che si discute del ruolo di Facebook e Twitter nella società moderna, attribuendo loro perfino dei significati politici. Poco, invece, si è parlato di Tumblr, l’antagonista di Twitter che in più permette all’utente di fornire il proprio “punto di vista” su immagini, video e documenti. L’autore è David Karp, che spiega il valore aggiunto della sua creatura, rispetto ai giganti della comunicazione online.

Vediamo prima come funziona Tumblr e quali sono i vantaggi del suo utilizzo. Rispetto agli altri social network che spopolano nel web, questa piattaforma consente di pubblicare un link, piuttosto che una foto o un video già postati da altri utenti, con la possibilità di modificarne alcune parti, in base ai gusti personali.

In altre parole, mentre su Facebook possiamo limitarci a condividere un link, aggiungendo al massimo un commento, in Tumblr si può andare oltre. La stessa piattaforma, infatti, fornisce tutti gli strumenti necessari per evidenziare una frase, nel caso di un documento, o modificare i layout e ancora intervenire sullo stesso codice di programmazione; il tutto in maniera relativamente semplice.

A detta del creatore di Tumblr, David Karp, si tratta di una vera e propria rivoluzione nella comunicazione online. Infatti, la possibilità di modificare qualsiasi contributo multimediale a proprio piacimento permette all’utente di esprimere il punto di vista su una particolare questione, facendosi di fatto conoscere nell’intimo.

Quella che potremmo definire la “condivisione ragionata” in base alla propria sensibilità, fa da contraltare ad alcune limitazioni che Tumblr pone rispetto agli altri social network. Come quella di non poter commentare post di altri utenti. Il motivo ce lo spiega lo stesso David Karp, affermando che questa opzione avrebbe richiesto un ulteriore sforzo di “moderazione”, sottraendo del tempo alla creazione di contenuti.

Altra particolarità di Tumblr è che solo una piccola parte degli utenti crea dei contenuti, mentre gli altri si “limitano” a modificarli secondo i propri gusti personali e le convinzioni più intime. Anche questo, sottolinea David Karp, è un punto di forza del sito di microblogging da lui creato nel 2007. Il content curation, questa è l’espressione in voga nel mondo di internet, è nato con il blog e nel tempo si è evoluto come un tratto peculiare della rete.

Sebbene in Italia è praticamente sconosciuto, Tumblr vanta dei numeri di tutto rispetto: ogni mese vengono visualizzate circa sedici miliardi di visite mensili nei cinque continenti, superando di gran lunga l’antagonista Twitter e perfino il mondo di Wikipedia nel suo complesso.

David Karp, il creatore, è uno dei tanti geni statunitensi in erba, avendo appena 26 anni. Non a caso, la prestigiosa rivista Technology Review due anni fa lo ha inserito tra i più importanti “rivoluzionari” nel terzo millennio sotto i 35 anni di età. Scusate se è poco!

La possibile crescita economica in Italia grazie alla Banda Larga

Banda larga Internet in Italia

I dibattiti che interessano l’opinione pubblica circa lo scarso, anzi assente, sviluppo economico in Italia non tiene sufficientemente in considerazione un problema di vecchia data nel nostro paese: il potenziamento della banda larga. A farlo, però, in queste ore ci ha pensato il Garante per le telecomunicazioni Corrado Calabrò, il quale ha rilanciato l’idea di uno sviluppo capillare della comunicazione in rete, che potrebbe aiutare notevolmente la crescita del prodotto interno lordo, creando al contempo nuovi posti di lavoro.

L’occasione per fare queste considerazioni è stata la relazione di fine mandato di Corrado Calabrò, ancora per poco a capo dell’Autorità Garante per le Telecomunicazioni. Durante gli anni che ha trascorso in questo importante organismo autonomo dello Stato, ha potuto toccare con mano la realtà delle comunicazioni nel nostro paese, evidenziando i lenti ma irreversibili cambiamenti, segnati soprattutto da Internet.

Chi segue questo blog di tecnologia conosce perfettamente gli infiniti vantaggi che il web porta nelle abitazioni italiane: maggior facilità nel reperire informazioni, la possibilità di comunicare nei cinque continenti e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro.

Quest’ultimo punto è stato sottolineato da Calabrò, il quale senza mezzi termini ha attribuito ai ritardi nello sviluppo della banda larga una perdita di Pil che si assesta sull’1,5 %. Seppur indirettamente, poi, ha puntato il dito contro una classe politica che a fronte di blande promesse per il potenziamento della rete in Italia, non ha fatto seguire degli investimenti concreti per la fibra ottica, piuttosto che per coprire l’intero territorio nazionale con l’Adsl. Sembra incredibile, ma ci sono ancora aree del Bel Paese che non possono connettersi alla banda larga!

Prendendo spunto dalle riflessioni del Garante Calabrò, si possono incrociare le stime di “non-crescita” causata dalla rete internet inefficiente, con i numerosi esempi di utilizzo del web. Il più eclatante riguarda il booking online, ossia la possibilità di prenotare le proprie vacanze direttamente dal computer, bypassando le tradizionali agenzie di viaggi. E poi c’è l’e-commerce, che in Italia fa girare circa 8 miliardi di euro, con un trend decisamente in crescita. Infine abbiamo lo sviluppo di software legati soprattutto alla telefonia mobile, che dà lavoro a migliaia di giovani ingegneri e appassionati di programmazione.

Calabrò ha posto, quindi, un problema che andrebbe affrontato da parte del nuovo governo tecnico, nella continua ricerca di modelli di sviluppo economici, in una fase difficile per l’Italia. La realtà è che dietro un’ipocrita cecità dei parlamentari verso le potenzialità della rete, si celino interessi occulti affinché si mantenga lo status quo, specialmente in un periodo in cui la televisione generalista è in forte calo di audience.

Insomma, scommettere sulla banda larga può portare a dei vantaggi economici quasi immediati, e rifondare un modello culturale e democratico negli anni a venire, troppo spesso legato a stereotipi televisivi ormai superati!

Anonymous: dalla protesta alla condivisione di file

Condivisione file Anonymous

È tutt’altro che infrequente sentire di attacchi informatici verso siti governativi o di multinazionali, con lo scopo di “punire” quanti agiscono contro i principi di democrazia e libertà della rete. Molto spesso, dietro alle azioni di hackeraggio si celano gli attivisti di Anonymous. La notizia che sotto questa sigla, che genera terrore nel mondo virtuale per le conseguenze nefaste delle loro azioni, si stanno organizzando due servizi web “costruttivi” richiede alcune riflessioni a riguardo.

Anonymous, infatti, sta mettendo a punto Anontune e Anonpaste, rispettivamente per la condivisione di file musicali e testi online in forma anonima; ciò segna una sorta di “passaggio” determinante nella storia del web. Vediamo in cosa consiste e quali sono i vantaggi per gli utenti.

Partiamo da Anontune. Secondo le notizie divulgate in queste ultime ore dalle agenzie stampa di tutto il mondo, questo servizio consisterebbe nella creazione di un unico canale per la musica attualmente disponibile in rete. I file musicali, così, presenti sia nel conosciutissimo Youtube sia negli altri portali dedicati, potranno essere ascoltati in streaming e con una modalità di accesso più semplice rispetto allo stato attuale.

Anontune, poi, è nella fase di start-up e deve essere ancora integrato per permettere la massima accessibilità alle canzoni desiderate. C’è da scommettere che l’idea sia anche conseguente alla chiusura di Megaupload, con la fuga dagli Stati Uniti del creatore Kim Dotcom e lo sforzo dell’Fbi di incriminarlo: proprio in questi giorni si parla di un processo penale difficile, fortemente voluto dalle multinazionali della musica, le stesse che Anonymous ha più volte preso di mira con attacchi informatici. Tornando a Anontune, bisognerà attendere lo sviluppo del servizio da parte dei capacissimi hacker, per vedere l’effettiva funzionalità e la possibile svolta nel web.

L’altro servizio lanciato da Anonymous, Anonpaste, esce dal campo musicale per occuparsi di testi. In realtà non si tratta di una vera e propria novità in quanto sostituisce completamente Pastebin, la piattaforma già usata dagli hacker come luogo di condivisione, ma ultimamente a “rischio” per via di alcuni IP finiti nelle mani delle autorità governative.

Anonpaste, invece, permetterà l’accesso a tutti, con la possibilità tra l’altro di lasciare online i documenti per il tempo desiderato. I testi potranno avere una grandezza massima di 2 Megabyte, protetti da un sistema crittografico da 256 bit!

Con queste due iniziative, Anonymous sembra voler tracciare un nuovo modo di “interferire” con il mondo di internet, oltre a quello consueto legato alla protesta e ad azioni di hackeraggio che fanno tremare i polsi ai governi di tutto il mondo. Certi che tale azione sabotativa non finirà mai, sembra che il gruppo di “eretici” del web voglia dettare le regole di una nuova modalità di accesso alla rete, che costringa i potenti e le multinazionali a ragionare diversamente, per non esserne tagliati fuori. L’hacker, del resto, ormai è più temuto di un normale terrorista, per gli effetti devastanti che può causare a colpi di click!