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Linux

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Tianhe-1A: è Cinese il Computer più Potente e Veloce del Mondo

Tianhe-1A, il super computer cinese

Ha una potenza equivalente a 175.000 PC portatili il supercomputer cinese Tianhe-1A, subito indicato dagli esperti internazionali come il computer più veloce del mondo.

Il nuovo “mostro” informatico installato al National Supercomputing Center of Tianjin ha scalato rapidamente, fino alla vetta, la classifica annuale dei 500 mega PC più potenti del pianeta, mettendo in fila le produzioni concorrenti di computer  di Giappone, Stati Uniti e Germania.

Il computer Tianhe-1A è costato circa 70.000.000 di Euro e raggiunge una velocità massima di 2,57 petaFLOPS (numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo dalla CPU), equivalente di 1.000 trilioni di calcoli al secondo.

Il sistema operativo è Linux, preferito a Windows, e sarà utilizzato dagli scienziati cinesi in ambiti differenti come le previsioni meteo, l’individuazione di giacimenti petroliferi sottomarini e potrebbe essere disponibile in futuro anche per altri Paesi.

Ubuntu linux: utilizzare PRELINK

I programmi che usiamo quotidinamente per poter funzionare devono sfruttare delle librerie relative al linguaggio con cui sono scritte. Queste librerie vengono caricate in memoria all’avvio dei programmi e contribuiscono al tempo del loro caricamento.

Prelink è un programma disponibile per la totalità delle distribuzioni Linux che agisce in modo da precaricare le librerie in memoria tramite dei link dinamici. Sembra che sia abbastanza efficace per velocizzare l’uso del sistema operativo.

In Ubuntu 9.10 è possibile installarlo dal repository Universe con il comando: sudo apt-get install prelink
Quindi va configurato editando il file /etc/default/prelink e modificando la stringa PRELINKING da:
PRELINKING=unknown
a
PRELINKING=yes

Quindi va lanciato con il comando sudo /etc/cron.daily/prelink
che lo eseguirà ad intervalli di tempo periodici automaticamente.

Al primo avvio potrebbe impiegare parecchi minuti per ottimizzare il sistema ma poi i risultati si vedranno.

Sempre più Linux nel telefono cellulare

Articolo su Android e Ubuntu Mobile per Apogeo:
Sempre più Linux nel telefono cellulare – [download in PDF]:

“Linux on mobile!” sembra essere il motto preferito degli sviluppatori open-source, almeno ultimamente. Diciamo che l’argomento è stato più volte trattato e riassumendo possiamo dire che la storia di Linux come sistema operativo per telefoni cellulari è da sempre controversa. OpenMoko il candidato papabile a guidare la riscossa di Linux in questo settore ancora non ha prodotto niente di commercialmente valido. Nonostante questo gli analisti credono ancora nella crescita di Linux in questo mercato, che sfiorerà il 30% tra qualche anno. A spingere questa crescita sicuramente la sempre maggiore complessità applicativa dei nostri indispensabili cellulari. Da banali apparecchi per telefonare si stanno evolvendo in terminali in grado di gestire la nostra quotidianità. La prima carta prepagata in italia risale al 1996. In quel periodo i cellulari erano ancora lenti, goffi ed incredibilmente in bianco e nero. Ora sono diventanti organizer, terminali per navigare il web o per vedere la televisione. Senza elencare le applicazioni disponibili.

La crescita deriverà dalla maggiore diffusione dei cosiddetti “smartphones” ma anche dalla discesa in campo di alcuni big con due prodotti analoghi ma al tempo stesso simili: Android e Ubuntu Mobile. Si tratta di prodotti che in comune hanno qualcosa: sono entrambi open-source e la base è il kernel Linux.

Il primo sembra essere leggermente in vantaggio, almeno come tempistica. Lo sviluppo è capitanato da Google che ha costituito la vigorosa Open Handset Alliance, coinvolgendo diversi operatori mobili e vendor nello sviluppo. Android utilizza una distro Linux acquistata anni fa dalla Grande G e che ora è diventata la base di partenza per Android. Una piccola curiosità, al progetto partecipa anche Telecom Italia, quella della sim-card prepagata del 1996. Per saziare la fame di software applicativo del nuovo sistema operativo Google ha lanciato un contest che premierà la migliore applicazione sviluppata per Android. I primi apparecchi arriveranno tra qualche mese, visto che lo sviluppo è in stato avanzato. Il tanto vociferato G-Phone eccolo qua. Non è un apparecchio preconfezionato di papà Google ma una base che coinvolgerà tanti apparecchi differenti. Forse una mossa ancora migliore di Google. Fornire le proprie idee e il proprio modo di pensare a tanti apparecchi che raggiungeranno un grandissimo numero di utenti nel mondo. L’invasione dei googlefonini sta per iniziare. Piccola nota, l’installazione di Android ha già avuto successo su un Qtek 9090.

Ubuntu Mobile probabilmente sarà l’outsider che potrebbe sconvolgere i piani della Grande G. Quello che sappiamo di lui è ben poco. Abbiamo interpellato Canonical che ci ha riferito di non avere intenzione di rilasciare informazioni supplementari a quelle poche che sono apparse sul sito del progetto. Una delle certezze riguarda il supporto di Ubuntu Mobile della piattaforma hardware Intel Silverthorne, destinata ai dispositivi mobili come pc ultraportatili o cellulari di fascia alta. Il cuore sarà lo stesso della celebre distro Ubuntu, con ambiente grafico Gnome in versione Mobile. Al riguardo va sottolineato che Gnome Mobile equipaggia anche Neo1973 (prodotto della già citata OpenMoko) e il Nokia N800. Oltre alle capacità di connessione a diversi tipi di reti, lo sviluppo punterà anche al risparmio energetico. Ovviamente Canonical, che sviluppa Ubuntu, non ha i mezzi di Google ma può contare su un numero di sviluppatori e affezionati utenti che in crescita costante. Effettivamente Ubuntu è la distribuzione linux che ha sdoganato l’utilizzo di questo tipo di sistema operativo verso il grande pubblico. Probabilmente questo potrebbe giocare a favore del neonato Ubuntu Mobile. Grande capacità di personalizzazione e una comunità vastissima a supporto. Ancora non sappiamo quali applicazioni saranno inserite sui device ma la logica potrebbe essere quella di miniaturizzare e rendere portatili diversi programmi a cui siamo abituati. Uno su tutti Firefox, che presto arriverà in versione mobile. Aggiungendo un buon client e-mail e capacità di multimedia il gioco è fatto. Vedremo quando arriverà il primo terminale sperando che riesca a competere pienamente con i rivali.

La concorrenza, come ogni settore, può portare grandi vantaggi per gli utenti. Stimola la competizione spingendo ogni produttore a migliorarsi. E una vasta scelta di prodotti offrirebbe al consumatore la soluzione più adeguata alle proprie esigenze. L’avvento di Android e Ubuntu Mobile porterà una ventata di aria fresca in questo settore. Al riguardo citiamo il poco diffuso OS2008 sviluppato dalla nordica Maemo che è stato scelto da Nokia per il suo Internet Table N800.
Ricordiamo che di terminali con sistema operativo open-source o basato su piattaforma Linux se ne parla molto, ma purtroppo se ne vedeno pochi. Android e ubuntu Mobile hanno lanciato la sfida ai concorrenti che sono del calibro di: Windows Mobile, Symbian e il recente sistema operativo di casa Apple.

Coming su ApogeOnLine – Libera il telefono: il matrimonio tra Linux e cellulare

Dopo qualche mese torno a esprimere qualche baggianata su Apogeonline:

Libera il telefono: il matrimonio tra Linux e cellulare.

Linux e il nostro amato telefono cellulare. Un binomio ricorrente che ha vissuto momenti alterni negli ultimi anni; con l’evoluzione della tecnologia e del mondo open-source si sono susseguiti diversi smartphones con sistema operativo Linux, ma con poca fortuna. Alcuni produttori hanno tentato questa strada, ma purtroppo è più facile ricordare questi prodotti come uno scarso successo, piuttosto che come un innovativa idea da seguire nel futuro.
Le poche possibilità di diffusione erano da cercarsi nella scarsità delle applicazioni, nell’impossibilità degli sviluppatori di scrivere applicazioni utili e nel funzionamento non proprio ottimale. Tanto per citarne uno dei più recenti cellulari con s.o. Linux, il Motorola A1200, offre la possibilità di sincronizzazione solo con Exchange, quindi qualcosa che ha a che fare con Microsoft e non con Linux.
Ma perchè comprare un cellulare basato su Linux? Per molti, come gli utilizzatori abituali di Linux e del software open-source rappresenterebbe un modo per svincolarsi dai firmware proprietari. Ovvero la capacità virtuale di aggiungere funzionalità al propri cellulare con nuove applicazioni scritte dalla comunità open-source. Il software libero è uno stile di vita, che va vissuto anche nella scelta del telefono cellulare. Malauguratamente abbiamo visto che di aperto nei cellulari basati su Linux, fino ad ora, si è visto ben poco. Per altri l’opzione Linux potrebbe rappresentare una particolare stravaganza. Avere semplicemente un cellulare particolare, magari un pò più personalizzabile nei colori e nei suoni. Questo forse è l’approccio sbagliato che ha determinato la scarsa diffusione di linux nel mondo degli smartphones. A questo punto meglio puntare sul più user-friendly Symbian o sul neonato e affascinante Iphone.

Fatte queste premesse riuscireste a credere che Linux è il secondo più popolare sistema operativo per smartphones. Il mercato dei s.o. per smartphones è frazionato tra Microsoft e Symbian seguiti da soluzioni maggiormente proprietarie come Blackberry, Palm e lo stesso Iphone. La diffusione di Linux sui sistemi cellulari è merito particolarmente dei mercati emergenti come India o Cina, che vedono nel kernel Linux una possibilità di sviluppo autonomo.
Stando ad un recente studio la percentuale di crescita di Linux in questo mercato sarà a doppia cifra. La previsione quadruplica da qui al 2010 le vendite di smartphones con s.o. Linux. Nel 2012 il picco di vendita sarà di 128 milioni di terminali (contro i meno di 20 attuali), con una quota di mercato del 27%.
Motorola ha in previsione di ampliare la gamma di smartphones basati su Linux appoggiandosi al framework Qtopia con maggiore possibilità di sviluppo da parte degli sviluppatori.
Nokia, tradendo parzialmente il proprio Symbian, ha presentato un internet-table basato su Linux ma derivato proprio da Symbian. Samsung non sta a guardare, è previsto un terminale basato su Linux per la metà del prossimo anno.

La situazione è in evoluzione. Forse l’esempio attuale più chiaro delle possibilità di uno smartphones derivato su Linux è rappresentato dal progetto OpenMoko.
L’idea di base è quella di creare un sistema operativo per device mobili realmente open-source e realmente libero: “L’obiettivo a lungo termine di OpenMoko è che il software per il telefono non sia appannaggio di un singolo telefono. Puoi comprare un qualsiasi telefono compatibile e installare qualsiasi software su tutti i telefoni. Se cambi il telefono, non perdi il software. I difetti corretti su un telefono sono corretti su tutti.”
La filosofia sembra quindi più nobile rispetto ai terminali commerciali disponibili al momento e si basa sul vero concetto di open-source. Attualmente è disponibile una versiona alpha del firmware. Non è ancora adatta gli utenti finali ma il team di sviluppo prevede di realizzare qualcosa di concreto in un periodo di tempo medio. Il sistema OpenMoko è stato già installato su un cellulare sviluppato appositamente e su uno smartphone Treo680.
Infatti il progetto prevede lo sviluppo di un terminale con hardware apposito chiamato Neo1973, gia disponibile per l’acquisto. Anch’esso non per gli utenti finali ma per gli sviluppatori che avessero intenzione di creare applicazioni per questa piattaforma. Perchè probabilmente la forza di una piattaforma del genere, oltre al concetto di open-source, sarà proprio la futura disponibilità di applicazioni e soprattutto l’intercambiabilità tra device di diversi produttori. Altre caratteristiche allettanti saranno un prezzo più basso dei terminali (la licenza del s.o. non si paga), e le possibilità infinite di hackeraggio. Speriamo che il progetto possa approdare a qualcosa di concreto visto che il motto del team di sviluppo è “free the phone”. Staremo a vedere.

Anche in versione PDF per gli amanti del genere

Hannibal: media center su Ubuntu Linux

Hannibal è un media-center da salotto come tanti altri. La particolarità risiede nel sistema operativo, basato su Ubuntu Linux. Inoltre il costo è abbastanza sotto la media. Circa la mketà di un sistema tradizionale basato su Windows. Con 500 euro vi portate a casa la versione base con queste caratteristiche:

# Connects to any TV using either composite, component, S-video, VGA, or DVI
# Play any format including DVD, AVI, MPEG, DIVX, XVID, and a thousand others
# Pause, Rewind, Fast Forward, and record live TV
# Automatically takes commercials out of recorded programs
# 500 GB Hard drive
# 7.1 Digital Audio
# Built in DTS and Dolby Digital Decoding
# Linksys 802.11 B/G wireless