Informatica
Anonymous: dalla protesta alla condivisione di file
È tutt’altro che infrequente sentire di attacchi informatici verso siti governativi o di multinazionali, con lo scopo di “punire” quanti agiscono contro i principi di democrazia e libertà della rete. Molto spesso, dietro alle azioni di hackeraggio si celano gli attivisti di Anonymous. La notizia che sotto questa sigla, che genera terrore nel mondo virtuale per le conseguenze nefaste delle loro azioni, si stanno organizzando due servizi web “costruttivi” richiede alcune riflessioni a riguardo.
Anonymous, infatti, sta mettendo a punto Anontune e Anonpaste, rispettivamente per la condivisione di file musicali e testi online in forma anonima; ciò segna una sorta di “passaggio” determinante nella storia del web. Vediamo in cosa consiste e quali sono i vantaggi per gli utenti.
Partiamo da Anontune. Secondo le notizie divulgate in queste ultime ore dalle agenzie stampa di tutto il mondo, questo servizio consisterebbe nella creazione di un unico canale per la musica attualmente disponibile in rete. I file musicali, così, presenti sia nel conosciutissimo Youtube sia negli altri portali dedicati, potranno essere ascoltati in streaming e con una modalità di accesso più semplice rispetto allo stato attuale.
Anontune, poi, è nella fase di start-up e deve essere ancora integrato per permettere la massima accessibilità alle canzoni desiderate. C’è da scommettere che l’idea sia anche conseguente alla chiusura di Megaupload, con la fuga dagli Stati Uniti del creatore Kim Dotcom e lo sforzo dell’Fbi di incriminarlo: proprio in questi giorni si parla di un processo penale difficile, fortemente voluto dalle multinazionali della musica, le stesse che Anonymous ha più volte preso di mira con attacchi informatici. Tornando a Anontune, bisognerà attendere lo sviluppo del servizio da parte dei capacissimi hacker, per vedere l’effettiva funzionalità e la possibile svolta nel web.
L’altro servizio lanciato da Anonymous, Anonpaste, esce dal campo musicale per occuparsi di testi. In realtà non si tratta di una vera e propria novità in quanto sostituisce completamente Pastebin, la piattaforma già usata dagli hacker come luogo di condivisione, ma ultimamente a “rischio” per via di alcuni IP finiti nelle mani delle autorità governative.
Anonpaste, invece, permetterà l’accesso a tutti, con la possibilità tra l’altro di lasciare online i documenti per il tempo desiderato. I testi potranno avere una grandezza massima di 2 Megabyte, protetti da un sistema crittografico da 256 bit!
Con queste due iniziative, Anonymous sembra voler tracciare un nuovo modo di “interferire” con il mondo di internet, oltre a quello consueto legato alla protesta e ad azioni di hackeraggio che fanno tremare i polsi ai governi di tutto il mondo. Certi che tale azione sabotativa non finirà mai, sembra che il gruppo di “eretici” del web voglia dettare le regole di una nuova modalità di accesso alla rete, che costringa i potenti e le multinazionali a ragionare diversamente, per non esserne tagliati fuori. L’hacker, del resto, ormai è più temuto di un normale terrorista, per gli effetti devastanti che può causare a colpi di click!
Flashback, il Virus che attacca i Macintosh
Anche nel mondo informatico ci sono dei miti che si protraggono nel tempo, e si trasformano in luoghi comuni difficili da sfatare. E’ così per la Apple, in particolare per i Macintosh, lontani da ogni possibile attacco informatico. La multinazionale di Cupertino, invece, è caduta sotto i colpi di Flashback, un virus che ha sfruttato una falla del browser Safari, costringendo i geni del colosso informatico a correre prontamente ai ripari.
Come tutti i miti difficili da sfatare, anche quello che vuole i Macintosh lontani da ogni possibile attacco in realtà non è del tutto vero. Già negli anni scorsi erano stati diffusi dei virus che, però, non avevano assunto le dimensioni di “pandemia” come in questo caso, essendosi fermati su scala locale.
Cos’è il “cattivo” Flashback? L’abilità di questo virus sta nell’entrare attraverso il browser Safari, sovente utilizzato da chi possiede un Mac. Cogliendo la vulnerabilità di questo programma per la navigazione nel web, in particolare un’applicazione Java, il virus è riuscito a penetrare nel sistema.
La notizia è stata resa pubblica in Russia, precisamente da un’azienda che produce antivirus; l’allarme è stato immediatamente raccolto dalla Apple che è passata al contrattacco.
Tuttavia, nonostante il virus si sia diffuso velocemente tra i Macintosh di tutto il mondo, l’epidemia informatica ha colpito circa 600 mila macchine: una cifra alta ma comunque contenuta, in rapporto al numero di Mac presenti nei cinque continenti.
I dati più dettagliati mostrano che sono stati colpiti soprattutto nel continente americano, in particolare più della metà presenti negli Stati Uniti, e circa un quinto nel vicino Canada. La cosa ancor più sorprendente e significativa, circa lo “smacco” che gli eredi di Steve Jobs hanno subìto, riguarda la presenza di ben 274 Macintosh contaminati addirittura dentro la sede della multinazionale, a Cupertino!
Per quanto riguarda la situazione in Italia, invece, la preoccupazione è relativa in quanto soltanto una piccolissima percentuale di Mac usati dagli italiani sono stati colpiti da Flashback.
Ovviamente la Apple è subito corsa ai ripari, lottando contro il virus e soprattutto contro il tempo per non sfregiare il prestigio dei Macintosh conquistato negli anni. Cupertino sta studiando una soluzione rapida che, secondo i consueti tempi brevi della multinazionale, non tarderà ad arrivare. Si tratterà, probabilmente, di un file eseguibile che risolverà il problema, almeno nelle ultime due versioni dei sistemi operativi, cioè Lion e Snow Leopard. Per le versioni precedenti, invece, sarà necessaria la rimozione manuale.
Questo spiacevole problema segue un trend che ha visto la Apple protagonista in negativo. Con l’uscita del nuovo iPad 3 alcuni utenti avevano riscontrato dei problemi con il dispositivo wi-fi, costringendo la direzione dell’azienda informatica alla sostituzione dei tablet difettosi.
iPad 3: pregi e difetti del nuovo gioiello Apple
Ne avevamo già parlato poche ore prima della presentazione ufficiale a San Francisco: l’iPad 3 è finalmente uscito sul mercato mondiale e possiamo conoscere nel dettaglio le caratteristiche che nello scorso post erano state ipotizzate. I dati sulle vendite sono sorprendentemente positivi, nonostante alcune lamentele degli Apple-dipendenti!
Partiamo innanzitutto dall’uscita dell’iPad 3 nel nostro paese: era prevista come data il 24 Marzo, ma in realtà soltanto il giorno successivo sono state organizzate delle apposite “notti bianche” nelle principali città italiane per lanciare l’ultimo tablet della Apple. A differenza di quanto ci si aspettasse, non ci sono state grandi file davanti ai negozi, piuttosto qualche appostamento notturno per trovarsi pronti all’apertura mattiniera.
Veniamo ora ai punti di forza del nuovo iPad 3, senza omettere le eventuali lacune. Per fare ciò ci basiamo sulle attente analisi di Altro Consumo, la nota associazione a tutela dei consumatori che già da qualche giorno ha acquistato il tablet in Inghilterra.
Notevoli polveroni sono stati innalzati circa l’eccessivo surriscaldamento, specialmente dopo ore di funzionamento dell’iPad 3. La temperatura in effetti sale un po’ più rispetto all’iPad2, arrivando a circa 40 gradi centigradi. Ma il gap non è tale da destare preoccupazioni. In altre parole, si può continuare a tenerlo sulle ginocchia senza disagi!
Durante la presentazione del nuovo iPad 3, che come previsto ha richiamato l’attenzione mondiale e addirittura meritato la diretta web di Repubblica.it, si era enfatizzata la maggiore qualità dello schermo. Grazie a un numero di pixel quadruplicato, vista la nuova risoluzione di 2048 x 1536, il tablet diventa di fatto un televisore ad alta qualità e perfino le piccole scritte non necessitano di ulteriori zoomate. Conseguenza di ciò è l’aumento in termini di grandezza delle applicazioni future, che necessiteranno di uno spazio maggiore delle memorie di vecchi e nuovi iPad.
Altro presunto punto di debolezza del nuovo iPad 3 è l’autonomia della batteria. Una maggiore risoluzione dello schermo comporta inevitabilmente un consumo più alto rispetto al precedente tablet. Anche questa diceria si è rivelata parzialmente fasulla, in quanto il maggior consumo è stato compensato da una batteria più resistente: come risultato avremo una durata media che si attesta sulle dieci ore, a patto che si faccia una ricarica completa che di ore ne impiega circa otto! Il consiglio, comunque, è di usare l’iPad 3 con una luminosità dello schermo media.
Veniamo ora al punto cruciale: il prezzo dell’iPad 3. Esistono due “macro versioni”, rispettivamente con il servizio di connessione wi-fi e basta, e l’altra versione 4G per connettersi con gli operatori telefonici ad alta velocità. Al momento consigliamo di acquistare la versione base dell’iPad 3, visti i tempi lunghi per l’adeguamento degli operatori di telefonia mobile europei. In base alle memorie da 16, 32 o 64 Gbyte, i costi sono di 479, 579 e 679 euro per la versione base, cui aggiungere 120 euro per i rispettivi modelli 4G.
Finalmente la Stampante che Scrive e Cancella!
Che il mondo tecnologico sforni in continuazione strumenti e apparecchiature di ultima generazione, talvolta inutili, è cosa ormai risaputa. I blog e i siti dedicati al settore vengono continuamente aggiornati per stare dietro alle novità. Ciò di cui vogliamo parlare oggi, invece, ha tutte le carte in regola per diventare una rivoluzione ecologica. Un gruppo di ricercatori legato alla prestigiosa Università di Cambridge ha messo a punto il prototipo della prima stampante in grado di cancellare l’inchiostro presente sui comuni fogli di carta, rendendoli così utilizzabili più volte. Si tratta di un’invenzione che, se avrà un riscontro sul mercato, potrebbe mutare le abitudini in molti uffici e abitazioni!
La realizzazione del prototipo di questa stampante, che a quanto pare funziona “al contrario”, fa riflettere sui vantaggi che doveva portare il processo di digitalizzazione: un modo per velocizzare le più comuni pratiche burocratiche, riducendo contemporaneamente il materiale cartaceo. Se la prima promessa è stata mantenuta, lo stesso non può dirsi per l’aspetto ecologico: la carta utilizzata negli uffici è ancora tanta!
Tornando alla stampante che prima scrive e poi cancella i caratteri impressi, a illustrare la nuova “creatura” è stato lo stesso direttore del gruppo di ricercatori di Cambridge, il Dr. Allwood. L’apparecchio funzionerebbe abbinando contemporaneamente la tecnologia laser con il comune toner per stampanti che si trova in commercio.
Utilizzando un impulso laser, con una lunghezza d’onda pari a 532 nanometri, la stampante è in grado di cancellare lo stesso inchiostro con cui è stato stampato un documento. I colori, così, verrebbero letteralmente vaporizzati senza recare danno al foglio di carta bianca.
I primi esperimenti di questa strana “stampante del futuro” hanno dimostrato che la stessa carta può essere utilizzata almeno tre volte. Nulla vieta che, in futuro e con le dovute migliorie, la “vita media” di un foglio di carta si allunghi ulteriormente.
La notizia, divulgata dai laboratori universitari di Cambridge, non è tardata a comparire in tutti i giornali del mondo. Con particolare gioia, poi, è stata accolta dalle associazioni ecologiste che si battono da anni per la difesa degli alberi da cui si ottiene la cellulosa.
Un po’ meno contenti, forse, sono i vertici della Toshiba. La multinazionale con sede a Tokyo aveva già sviluppato una stampante che usa un inchiostro particolare, eliminabile dal foglio di carta grazie all’utilizzo del laser!
Le previsioni del gruppo di ricercatori sono ottimistiche riguardo alla riduzione di anidride carbonica conseguente alla stampante che cancella i colori. Secondo le stime più prudenti, con un foglio che potrebbe essere usato anche venti volte prima di finire nel cestino, si ridurrebbe la CO2 del 50% nel processo di produzione della carta. Ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: dovrà passare qualche anno prima di poter acquistare questa stampante “miracolosa” a prezzi abbordabili.
Cresce l’attesa per l’iPad 3: Presentazione a San Francisco
Oggi sarà il giorno della verità per tutti gli apple-dipendenti, con la presentazione dell’iPad 3. Le indiscrezioni, al momento, superano di gran lunga le certezze sulle caratteristiche tecniche del prodotto. Tuttavia, in tempi di crisi la domanda ricorrente riguarda il prezzo: rimarrà lo stesso?
Gli occhi di tutto il mondo tecnologico saranno puntati su San Francisco. Una cosa è certa: oggi pomeriggio ore 19:00 (ora italiana) non ci sarà Steve Jobs a presentare il nuovo gioiello della “mela col morso”. Ma possiamo lo stesso immaginare il clamore e l’attenzione rivolta al palco dello Yerba Buena Center.
Passando alle caratteristiche tecniche e di design, i primi dubbi riguardano il nome. Molto probabilmente non si parlerà di iPad 3 ma di iPad HD. Il cambio di denominazione vuole sottolineare il miglioramento del display, con una risoluzione di 2048 x 1536, anziché 1024 x 768. La tecnologia Retina Display sta alla base del salto di qualità previsto, mentre la casa produttrice che fornirà gli schermi sarà la Sharp.
Chi è abituato a usare i prodotti mobile dell’Apple, forse dovrà rinunciare al tasto “Home”, segno che contraddistingue da sempre i prodotti tecnologici di Jobs.
Si gioca sul filo dei millimetri le previsioni sullo spessore del nuovo iPad. Una maggiore altezza del tablet servirà, eventualmente, a potenziare la capacità della memoria, aumentandone la durata in vista del maggior consumo dovuto al display più elaborato.
Seppur con delle difficoltà tecniche, da superare in corso d’opera per la versione italiana, molto probabilmente l’iPad HD includerà anche il Siri, cioè il sistema di riconoscimento verbale. Tra i dati tecnici più rilevanti c’è anche la nuova fotocamera, capace di fornire maggiori performance grazie agli 8 Megapixel di definizione.
Il nuovo iPad HD dovrebbe uscire in tre distinte versioni: la prima, più economica, includerà soltanto il sistema di connessione wi-fi; le altre due, invece, saranno predisposte per il servizio di telefonia mobile.
Infine, i milioni di appassionati attendono con ansia notizie sul prezzo del nuovo prodotto; in base a questo decideranno se potranno permetterselo o meno. Le voci parlano di un leggero aumento rispetto all’iPad2, quantificabile in poche decine di euro: un incremento sostenibile, considerando i valori aggiunti della nuova versione!
La presentazione dell’iPad HD precederà quella di altri prodotti della Apple. In primis l’evoluzione della Apple Tv, che dovrebbe sfoggiare un processore dual-core A5 oltre all’aggiunta di un dispositivo Bluetooth.
Il nuovo Router superveloce della ASUS (RT-N66U)
La diffusione di internet in Italia e nel mondo va di pari passo con l’estensione delle reti wi-fi: nella singola abitazione, negli spazi pubblici e perfino nelle grandi città si può navigare liberamente senza l’ingombro dei cavetti. Il nuovo router ASUS RT-N66U offre prestazioni di alto livello grazie alle nuove tecnologie studiate ad hoc. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Il router prodotto dall’azienda con sede a Taiwan può offrire una velocità di trasmissione dei dati che arriva fino ai 900 Mbps. Ciò è possibile grazie a due bande da 450 Mbps e la possibilità di lavorare contemporaneamente a 5 e 2,4 GHz.
Le novità dell’ASUS RT-N66U non finiscono qui: l’utente può scegliere il tipo di traffico a cui dare precedenza, grazie alla tecnologia QoS. La performance sicuramente migliore, per quanto riguarda il raggio di trasmissione, è dato dall’utilizzo di due amplificatori wi-fi da 26dBm. Il modem si adatta alle caratteristiche dei nuovi telefonini, i cosiddetti smartphone che assumono le sembianze di un computer, e dei tablet.
Esteticamente l’ASUS RT-N66U si presenta con la tipica forma rettangolare, con uno spessore ridotto e ben tre antenne per la trasmissione wi-fi. Attualmente il prezzo è di circa 190 dollari, equiparabili ai nostri 150 euro.
Questo prodotto, come molti altri, è stato presentato al CES di La Vegas, uno dei più grandi appuntamenti dedicati alla tecnologia di qualità. Sono state proposte molte altre novità a livello di elettronica di consumo, e ovviamente non mancheremo di parlarne in futuro!
Intel lancia gli Ultrabook nel 2012!
Tempi duri per i notebook, dopo il successo sul mercato dei tablet! Il 2012 inizia all’insegna del rilancio del computer portatile, da parte di Intel. Prima tappa del progetto sarà il Consumer Electronics Show previsto tra qualche giorno a Las Vegas. Nei prossimi mesi sentiremo spesso parlare di Ultrabook, modelli ultrasottili di notebook che sperano di riacquistare fette del mercato.
Se qualche anno fa il passaggio dai computer fissi a quelli portatili fu accolto come una rivoluzione, ora proprio il notebook rischia di diventare un vecchio ricordo, soppiantato dai tablet e gli smartphone.
Ritornando al salone espositivo di Las Vegas, primo banco di prova, qui ne saranno presentati alcune decine: una mossa commerciale destinata a far parlare molto. Andando più nel particolare, gli Ultrabook sembrano attingere ad altri modelli di notebook già presenti sul mercato. E’ inevitabile il riferimento al Macbook Air, cavallo di battaglia assieme all’iPad del colosso fondato da Steve Jobs.
L’Ultrabook di Intel, poi, adotterà la tecnologia touch, per rimanere al passo con i tempi e non distaccarsi molto dalle abitudini di molti possessori di smartphone e tablet. Altro fattore è la dimensione: con i modelli ultrasottili si cercherà di attrarre anche gli appassionati di tecnologia più esigenti.
Le indiscrezioni sugli Ultrabook, infine, riguardano anche i prezzi. L’intento è quello di portarli a una media di circa 700 euro: una tariffa che può influire positivamente sulle vendite e il rilancio di questa categoria di computer.
Indiscrezioni sul nuovo iPad 3
Più che notizie certe si tratta di indiscrezioni che la Apple, tra l’altro, non ha ancora smentito o confermato. L’iPad 3 dovrebbe esordire sul mercato mondiale il prossimo febbraio. Molte novità su prezzi, design, nuove funzionalità e altri dettagli che i “patiti” non vedono l’ora di conoscere.
Anche se non si hanno notizie certe, è utile fare una panoramica sulle voci che si sono rincorse in questi ultimi tempi, soprattutto dopo la morte di Steve Jobs. La scomparsa del papà di Apple aveva già indotto la modifica del nome dell’ultimo iPhone, chiamandolo “4 S”, con l’iniziale di Steve.
A dare un tocco di “sentimentalismo tecnologico” è la probabile data di uscita dell’iPad 3. Alcuni ritengono che sarà il 24 febbraio, proprio il compleanno di Jobs. Altra indiscrezione riguarda il costo: dettaglio di certo non indifferente, visto che il colosso di Cupertino deve fare i conti con l’agguerrita concorrenza nel settore dei tablet. Sembra che la nuova versione avrà dei costi leggermente più abbordabili!
Entrando nel cuore elettronico dell’iPad 3, poi, è veramente difficile intuire quale sarà l’azienda produttrice dei chipset: un vero terno al lotto, considerando che si è parlato di LG, TSMC, Samsung; anche se sembrerebbe spuntarla l’ultima dell’elenco.
Ultima possibile novità che vogliamo illustrarvi riguarda il display. Si è accennato alla possibilità di montare un display Retina, cioè uno schermo touch che offre un’altissima definizione delle immagini.
Non ci resta che attendere, accontentandoci di fantasticare sui più piccoli dettagli dell’iPad 3!
Hard Disk da 4 TB: ora si può!
Sarà per la mole di file che si possono scaricare con estrema facilità dal web; o per le reali esigenze dell’utente, sempre più intento a conservare film o immagini che occupano inevitabilmente la memoria del notebook. Sta di fatto che è in vendita il primo hard disk da 4 TB. Un’enormità di memoria, che siamo sicuri conquisterà molte persone.
L’azienda Hitachi è l’artefice di questa evoluzione degli hard disk, grazie al modello HDS5C404ALE360, sigla sicuramente non facile da ricordare al momento dell’acquisto! Rispetto agli altri hard disk attualmente in circolazione, questo modello vanta “solo” l’enorme salto in avanti nelle capacità di memoria, per quanto riguarda un dispositivo duro. Per il resto, gli altri parametri non presentano evoluzioni nelle performance. La velocità è media: 5900 rpm. Non male, considerando le dimensioni colossali.
Si trova in formato da 3,5 pollici e per il momento può essere acquistato soltanto in Giappone, a un costo di circa 350 euro, considerando il cambio valuta. La Hitachi ha assicurato che la diffusione nel resto del mondo, Europa compresa, avverrà nei primi mesi del prossimo anno.
L’uscita sul mercato dell’ HDS5C404ALE360 si inserisce in un contesto non troppo felice per gli hard disk. Chiunque si aggiri per i negozi di informatica ha notato un generale innalzamento dei prezzi, dovuto alle alluvioni in Asia che hanno distrutto le fabbriche di hard disk. Una notizia che apre mille potenziali discussioni sulla globalizzazione e i suoi limiti!
Kindle di Amazon: il piacere di leggere sul Tablet!
Come spunto per regalare ai nostri amici un prodotto che è allo stesso tempo tecnologico ma “tradizionale”, cosa c’è di meglio del Kindle di Amazon, il nuovo lettore di libri elettronici che dal primo dicembre è disponibile anche nel nostro paese, a un prezzo più che abbordabile: 99 euro!
A molti di voi le caratteristiche dell’e-reader sono note, vuoi per l’interesse rivolto alla lettura digitale, che per il semplice fatto di possederne già uno in casa, magari da “sfogliare” a letto prima di addormentarsi. Vediamo le principali caratteristiche.
Il Kindle è prodotto dall’azienda statunitense Amazon, con sede a Seattle. Leader nel commercio elettronico attraverso un catalogo da fare invidia a chiunque, produce da qualche anno questo lettore dalle dimensioni simili a un altro tablet, e un peso che si aggira sui 170 grammi.
Lo schermo è di sei pollici, con una definizione di 600 x 800. Grazie alla possibilità di connettersi al web tramite il wi-fi incluso, questo apparecchio permette il download di un e-book in circa un minuto. Le batterie possono durare per diversi giorni.
Quanto detto basterebbe a molti appassionati di tecnologia, che conservano la passione per i libri, per acquistare un Kindle. L’arrivo in Italia porta con sé anche altre possibilità, questa volta diretta agli scrittori. Grazie al servizio “Kindle direct publishing” ogni autore può rendere disponibile la propria opera sull’e-reader.
Staremo a vedere se il Kindle troverà un ampio mercato anche nel nostro paese, o se vincerà la “linea dura” di chi vede soltanto nel tradizionale libro, lo strumento principe della conoscenza.
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