Article Marketing di Qualità?

Scopri come pubblicare i tuoi articoli su OfficialSM.net
+

Hi-tech

STAI VISUALIZZANDO UN ARCHIVIO in Hi-tech: sfoglia i post

SUCCESSIVO »

Samsung e la differenziazione del target di riferimento

La tecnologia è il pane quotidiano del consumatore moderno, che ne mangia a sazietà, qualunque sia la tipologia proposta. Però sappiamo bene come l’umore dei consumatori, e di conseguenza le sue esigenze, cambi rapidamente, motivo per cui solo le case produttrici capaci di adattarsi in fretta ai cambiamenti sono in grado di sopravvivere, soprattutto di questi tempi.

Una delle case produttrici che ha fatto della versatilità un marchio di fabbrica è la sudcoreana Samsung,  sempre in grado di produrre dispositivi di alta tecnologia e fattura, dedicati ad un diverso target di riferimento, anche all’interno dello stesso mercato. Un esempio classico arriva dal mercato degli smartphone o delle Smart TV, dove la Samsung primeggia in fatto di device in commercio, ognuno destinato ad un diverso target.

Ci sono ad esempio gli smartphone dedicati ai più giovani, con i social network come base, quelli destinati al lavoratore, con pennino in dotazione, quelli per chi ne fa uno status symbol, oppure quelli con la possibilità di mettere due sim contemporaneamente, dedicati a tutti coloro che hanno più numeri di telefono ma vogliono un solo terminale per averli attivi entrambi allo stesso tempo.

Naturalmente tutta questa tecnologia ha un costo, qualunque sia la tipologia di consumatore a cui è destinata, ed in alcuni casi questo costo è inaccessibile. Però chi vuole risparmiare può sempre sfruttare le risorse del web, ad esempio in particolare un sito che ha in offerta il Samsung Galaxy S Duos più conveniente, un prezzo dedicato solamente agli utenti registrati.

Su questo sito è possibile acquistare oggetti tecnologici, ma anche gioielli ed orologi, a prezzi realmente mai visti, e grazie al web vengono dissipati anche i dubbi, infatti sulla rete circolano le testimonianze video di utenti, nei quali mostrano a tutti i prodotti che arrivano realmente, come dimostrato da questo video di una ragazza registrata su prezzi pazzi. Anche grazie a queste testimonianze il sito sta diventando veramente la nuova moda di internet.

Anche per quanto riguarda le Smart Tv la Samsung ha una serie di prodotti veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche, con le nuove tecnologie 3D che stanno prendendo il sopravvento. Per non parlare del fenomeno dei tablet, con i modelli usciti lo scorso anno che potrebbero venire affiancati a breve da altri device ancora più performanti.

Attendendo nuove news da casa Samsung, non possiamo che affermare con sicurezza che la casa sudcoreana è tra le poche al mondo che ha una soluzione utile veramente per chiunque.

Le novità del Ces 2013 di Las Vegas

Consumer Electronic Show di Las Vegas 2013

Da anni è considerato l’evento tecnologico che delinea le nuove tendenze per l’anno appena iniziato. Il Ces 2013, ancora in corso di svolgimento, riserva tante novità e un numero altissimo di espositori. Si va dai “big” delle multinazionali alle piccole aziende quasi sconosciute. Circa 20 mila prodotti che entreranno in commercio: cambieranno in meglio la nostra vita o infoltiranno la già lunga lista delle cose inutili?

Per approcciarsi al meglio al Consumer Electronic Show di Las Vegas, la miglior cosa è procedere per categorie. Il campo più battuto del 2013 è quello delle smart tv. Il termine che le contraddistingue è “grandezza”. Televisioni, quindi, sicuramente tecnologiche ma dalle dimensioni in qualche caso titaniche. I saloni espositivi del Ces abbondano in televisioni-pareti, dagli slogan che enfatizzano i miracoli dell’Ultra HDTV. Su tutte, la Samsung primeggia con i suoi maxi televisori che arrivano a 110 pollici!

A farla da padrone, come succede in questi ultimi anni a Las Vegas, è lo smartphone. I telefoni intelligenti tentano di superare loro stessi con chicche che possono fare la differenza. Gli schermi sempre più grandi, si arriva anche a 5 pollici, si alternano alle attese uscite: dovrebbe spiccare l’anteprima del Galaxy IV. La comunicazione tra smartphone e altri dispositivi elettronici, come i televisori, sarà garantita invece dal semplice avvicinamento.

Se si parla di smartphone la mente subito va al fenomeno di massa delle app. Al Ces edizione 2013 stiamo assistendo a ciò che molti speravano/temevano: l’invasione nella nostra vita quotidiana delle applicazioni. Così, se già oggi è possibile controllare tramite smartphone se abbiamo spento le luci di casa, sempre più elettrodomestici offrono queste interfacce. Il concetto di “touch”, poi, sta entrando nelle automobili sempre più in versione tablet da sfiorare con un dito!

Il notebook è morto, viva il notebook! No, con questa espressione ad hoc non vogliamo denigrare il computer portatile, ma segnalarne il lento declino. Sopraffatto dai tablet di ultima generazione, se vuole sopravvivere deve adeguarsi. Ecco, quindi, che troviamo ultrabook che sfoggiano schermi chiari e rigorosamente touchscreen. Della migliore specie sono i cosiddetti enetbook, cioè notebook i cui schermi possono essere estratti per fungere da tablet.

Concludendo questa breve rassegna sul Ces di Las Vegas, risaltano altre due tendenze: l’ossessione per i comandi e la connettività. Forse perché stufi del già citato touch su tablet e smartphone, si tende a “impartire” ordini tramite la voce o i semplici movimenti della mano. Abbiamo già parlato del concetto di touchless, ideato dalla startup Leap Motion e che farà sicuramente capolino tra gli spazi espositivi.

Sul fronte della connettività, invece, si nota la tendenza a collegare gli oggetti della vita quotidiana al web, per renderli accessibili anche a distanza. Non c’è da sorprendersi se da qui a qualche anno sorprenderemo la nostra automobile a “dialogare” con il forno a microonde o a interagire con la lavatrice. Il tutto nell’effimera illusione di poter controllare tutto.

Dal touchscreen al touchless con Leap Motion

Controllo del computer con Leap Motion

Il 2013 si apre con un tocco di creatività, anche se parlare di “tocchi” in questo post è davvero fuorviante! Già, perché a far capolino tra le novità tecnologhe più evolute in questo primo scorcio dell’anno ci pensa Leap Motion, che ha ideato il primo sistema di controllo del computer con il solo movimento delle dita. Le nuove interfacce dei dispositivi mobili, così, potrebbero subire una vera e propria rivoluzione, scatenando l’ennesima furiosa guerra tra le multinazionali per accaparrarsi l’esclusiva!

Non più piccoli sfioramenti sul nostro amato touchscreen, non sempre efficaci come vorremmo: ma un armonico fluire delle nostre dieci dita nell’aria, quasi a simulare le gesta impegnate di un direttore artistico nell’intento di guidare la sua orchestra. Accostamenti certamente suggestivi, ma alla portata di tutti nel breve periodo: già quest’anno i primi applicativi touchless potrebbero entrare in commercio per una cifra accessibile di circa 70 euro.

I geni della Silicon Valley, che hanno studiato il nuovo modo di interagire tra uomo e computer, coincidono con le menti della Leap Motion. Questa startup californiana sta monopolizzando l’attenzione degli esperti di tecnologia, i quali scorgono le immense potenzialità di tale sistema. Alla sua guida c’è un ex manager della Apple: forse la provenienza dalla “fucina di novità” qual è l’azienda fondata da Steve Jobs può aver dato quel “quid” in più alla Leap Motion.

Le opinioni di chi ha provato il touchless sono unanimi, con picchi di entusiasmo che difficilmente si riscontrano nel favoloso mondo tecnologico. Tra i giudizi positivi, molti sottolineano l’incredibile precisione al volteggiare delle dita. Il dispositivo, infatti, è in grado di seguire gli spostamenti con tolleranze di appena un centesimo di millimetro! Altro fattore che fa scorgere un grande successo è la reazione: tra il momento in cui si impartisce l’ordine e quello in cui il touchless lo riceve il tempo è quasi nullo!

Non bisogna essere degli inguaribili visionari per comprendere le potenzialità del touchless nel mercato tecnologico del 2013. Intanto la Leap Motion garantisce che già nei primi mesi del nuovo anno il dispositivo sarà in commercio, acquistabile per una cifra di appena 70 euro.

A farne le spese, di questa nuova creatura nella Silicon Valley del “nulla è impossibile”, saranno proprio il familiare mouse e l’ingombrante tastiera. Con un po’ di immaginazione si possono già scorgere sullo schermo del notebook tanti tasti, e il pigiare virtuale degli stessi! Le consolle saranno le prime beneficiarie del touchless, e milioni di ragazzi potranno volteggiare le mani in aria, simulando lotte o altre attività.

È già una realtà il forte interessamento, usando un eufemismo, dei big della tecnologia mondiale. A tal proposito si accettano scommesse su chi vincerà la lotta per accaparrarsi per primo il touchless, tra Google, Apple o Samsung. Da applicare ai computer tradizionali come ai dispositivi mobili. Ma queste sono notizie che noi comuni mortali non siamo tenuti a sapere, almeno fin quando non le acquistiamo!

I nuovi Occhiali “Smart”: pregi e controindicazioni

Smart glasses, gli occhiali intelligenti

Merita un approfondimento a parte il concetto di “smart glasses”, cioè degli occhiali che non svolgono più la normale funzione di correggere i difetti della vista, ma si trasformano in strumenti altamente tecnologici, computer di ultima generazione che in alcuni casi implementano consolle o aiutano a cogliere gli effetti tridimensionali delle proiezioni cinematografiche. Gli occhiali intelligenti, insomma, stanno diventando uno strumento indispensabile, quasi inquietante, nella nuova frontiera del divertimento e della conoscenza 2.0!

Prendiamo spunto dalla notizia giuntaci dal favoloso mondo di Microsoft, dove ingegneri e cervelloni al soldo di Bill Gates stanno progettando i nuovi wiki-occhiali. Anche se lontani dalla loro commercializzazione, tra l’altro neanche scontata, ciò che ci interessa è l’idea. Si tratterebbe del concetto di realtà aumentata, come se quella che si presenta alle nostre retine, nuda e cruda, non fosse già troppa e variegata! Con gli occhiali della Microsoft, grazie a dei sensori di movimento e di posizione, al posto delle lenti verranno proiettate informazioni sulla casa puntata, piuttosto che sullo scorcio che in quel momento stiamo ammirando. Fanno da corredo agli occhiali intelligenti anche la connessione wi-fi e il sistema di comunicazione Bluetooth.

Passando al principale competitor della Microsoft, e non solo sul campo degli occhiali, un progetto già avviato è quello del più potente motore di ricerca web esistente, Google, con i Google Glasses. Il nome effettivamente è accattivante, e tra gli slogan utilizzati per promuovere questo nuovo applicativo c’è la possibilità di navigare nel web “senza usare le mani”. Comodo, no? Ma anche complicato, e con una tecnologia raffinata da appoggiare sui nostri nasi. I Google Glasses non sono ancora sui mercati, tanto meno quelli del nostro Paese, e bisognerà attendere il nuovo anno per acquistarli, per la non modica cifra di 1500 dollari negli States.

I Big G potranno fare tutto ciò che ora svolge un normale smartphone, con tanto di mini display e sensori di posizione, facile accesso ai social network da cui ormai è difficile staccarsi, e perfino con dei servizi aggiuntivi come le previsioni meteorologiche. Rigorosamente tutto davanti agli occhi!

Fin qui le avanguardie tecnologiche che sono riuscite a superare ogni fantasia, arrivando a “invadere” un oggetto antico e, in certi casi, sensuale come gli occhiali. Ora veniamo alle dolenti note, ossia alle controindicazioni che alcuni scienziati hanno paventato. Nonostante non ci sia ancora una casistica sugli occhiali intelligenti, l’unica pietra di paragone è rappresentata dai più “miseri” occhiali 3D, da anni in uso nei cinema o per le televisioni digitali che offrono, in più, la terza dimensione.

Alcuni scienziati mettono in guardia sul rischio di “alienazione” che queste particolari lenti danno, specialmente ai più piccoli, con sensazioni fisiche sgradevoli quali la nausea e i giramenti di testa. Sarà forse il caso di rivedere il concetto di divertimento almeno per le giovani generazioni, sempre più esposte alle novità delle spietate multinazionali?

L’HP Connected Music: nuova frontiera per la Musica nel Web

HP Connected Music

Che la musica del terzo millennio, di qualunque genere essa sia, passi attraverso i nuovi dispositivi tecnologici per intercettare il maggior numero di appassionati è cosa nota. A inaugurare il connubio tra questa arte e il Web 2.0 ci ha pensato quel grande visionario che era Steve Jobs, con l’iTunes Store. Poi sono seguiti gli altri giganti che operano in Internet, come Microsoft, Nokia e perfino il motore di ricerca Google ha promesso qualcosa di simile. Il progetto che è stato presentato a Parigi dall’HP, chiamato Connected Music, solca lo stesso tracciato, ma con importanti novità introdotte.

Non che con l’ingresso nel web della musica, a rimetterci siano state le cosiddette major, cioè le grandi multinazionali che distribuiscono cd e file musicali dei più grandi autori internazionali. Queste saranno sempre protagoniste con il loro potere di manovrare e orientare i gusti artistici, al fine di propinare cantanti e gruppi musicali rispetto ad altri.

L’HP, da questo punto di vista, si propone come un altro competitor nella guerra all’ultimo Mp3, stringendo un accordo commerciale esclusivo con l’Universal Records. Le canzoni preferite potranno essere ascoltate soltanto se in possesso di un dispositivo HP e con il sistema operativo Windows 8.

Ciò che a un primo sguardo può sembrare un club d’elite, invece si propone come un servizio che esce dai soliti cliché che da anni caratterizzano il web, per evolvere in positivo. Grazie, infatti, al rapporto esclusivo con la Universal, coloro che usufruiranno dell’HP Connected Music potranno godersi i concerti live, immagini che riguardano il backstage degli artisti preferiti e molto altro. I fan di un cantante amato, poi, potranno finalmente interagire con il loro beniamino e accedere a informazioni ristrette appannaggio della community.

In questo modo l’HP Connected Music si pone come una nuova frontiera dell’interattività e della musica sul web, che risalta rispetto ai tradizionali canali di diffusione in rete, a partire dal caro You Tube.

Analizzando la storia recente della Rete Internet, scopriamo che la musica ha portato alla creazione di nuovi sistemi per la condivisione tra internauti. Pensiamo soltanto a Napster, per lo scambio di file multimediali che ebbe il suo massimo successo tra il 1999 e il 2001. Suscitando i primi interrogativi, anche legali, sulla legittimità di effettuare download senza infrangere le leggi sul copyright. Gli stessi dubbi sono stati “cavalcati” ad hoc per mettere il bavaglio alla Rete e, in questo modo, limitare la libera informazione via internet.

Come stanno messi i giganti della distribuzione musicale sul web? Partendo dalla Apple, si attende con il fiato sospeso la nuova evoluzione con l’iTunes Store; secondo le prime indiscrezioni, si tratterebbe del servizio di streaming direttamente dal distributore multimediale creato da Jobs. Ma anche la multinazionale di Bill Gates, la Microsoft, si sta dando da fare con la recente trovata dell’iBox Music, un maxi catalogo da 30 milioni di pezzi musicali, più alcuni servizi di streaming. Infine, la Nokia si sta muovendo nella stessa direzione, spingendo anche Google a organizzare un simile servizio.

Ciò che rimarrà uguale, si spera, è la qualità della musica contesa dal web!

SMAU 2012: un evento atteso dagli amanti della Tecnologia

Edizione 2012 delo SMAU

Per noi, irriducibili appassionati di nuove tecnologie, è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno nel contesto italiano: stiamo parlando dello SMAU 2012 che si terrà dal 17 al 19 ottobre presso il Fieramilanocity. La 49° edizione sarà, come sempre, all’altezza delle aspettative e con novità che riguarderanno, principalmente, gli smartphone e la comunicazione mobile.

L’edizione del 2012 segue una lunga tradizione che è iniziata nel 1964 e che nel corso dei decenni è stata lo specchio della società che cambiava: dai primi calcolatori elettronici delle originarie edizioni, si è passati alla tecnologia più avanzata, in particolare degli smartphone e dei tablet, ultima frontiera della comunicazione digitale.

Sono già state tracciate le linee guida dello SMAU 2012. Un capitolo principale dell’esposizione sarà dedicato alla cosiddetta agenda digitale. In particolare allo sviluppo, necessario, della banda larga nel territorio italiano dove ci sono zone non ancora coperte da questo servizio. Tra i punti più importanti ci sono anche il cloud computing e l’opera di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Gran parte di questi temi, in realtà, sono già stati esaminati dal governo che, seppur con mille difficoltà, hanno finalmente compreso i settori su cui far leva per migliorare il paese.

Intanto, in attesa che si aprano i battenti dello SMAU 2012 sono già uscite delle previsioni sullo sviluppo di Internet nei prossimi tre anni, partendo dai dati attualmente disponibili. Nel 2015, infatti, gli smartphone posseduti dagli italiani passeranno da circa 32 milioni attuali a 50 milioni. Stesso andamento di crescita si riscontra per i tablet, con un aumento di un milione rispetto agli undici già presenti quest’anno.

Altra novità che ci riguarda da vicino è l’intenzione della Telecom di affrettare il passo sul progetto Impresa Facile dedicato alle imprese di piccola e media dimensione. Si tratta di una serie di servizi volti, anche in questo caso, a dare una sterzata in senso digitale al tessuto produttivo del nostro paese, in linea con le altre realtà occidentali. Come hanno già preannunciato i vertici dell’azienda di comunicazione, presso il Village Impresa Facile dello SMAU sarà possibile sperimentare in prima persona i sistemi che permetteranno la firma digitale, la rilevazione dei veicoli commerciali tramite la geolocalizzazione e l’archiviazione di dati sensibile per un’impresa.

Lo SMAU 2012, per il resto, non mancherà di sorprendere chi è in cerca di novità nella tecnologia più avanzata, grazie alla partecipazione di aziende straniere e all’organizzazione di conferenze ad hoc sui temi d’attualità.

Del resto, i numeri dello scorso anno lasciano ben sperare nella riuscita dell’esposizione, nonostante i tempi di forte crisi economica.

Nella scorsa edizione, infatti, sono state circa 480 le esposizioni presenti su una superficie di 35 mila metri quadrati. Bisognerà soltanto attendere l’apertura del Fieramilanocity per capire le nuove tendenze e cosa ci aspetterà il prossimo anno per quanto riguarda la tecnologia.

Canon EOS 6D, la nuova Reflex della casa nipponica

Macchina fotografica Canon EOS 6D

È uscita quasi a sorpresa la nuova creatura della Canon, la reflex EOS 6D, gioiello tecnologico che lancia la sfida alla concorrente Nikon e che per la prima volta ha un prezzo quasi abbordabile anche per i non addetti ai lavori. Alla consueta precisione e affidabilità nello scattare foto, si aggiungono delle qualità tecnologiche che la rendono conforme con l’hi-tech degli ultimi anni.

La Canon EOS 6D è una macchina fotografica full frame di grandissimo livello, che non tradisce le aspettative di chi la attendeva, e che quasi si era rassegnato al fatto che sarebbero trascorsi altri mesi per la presentazione e l’uscita ufficiale.

La sfida con la Nikon, in particolare con il modello di punta D600, si gioca su vari livelli, compreso il prezzo. Il costo in Europa, che non è troppo dissimile da quello in dollari o in yen, si avvicina ai due mila euro. Cifra ancora notevole ma decisamente abbassata e che può riuscire ad accostare sempre più “non addetti ai lavori” della fotografia professionale a questo mondo, e soprattutto ad allontanarsi dall’eterna rivale Nikon.

Il nuovo modello EOS 6D, inoltre, riesce a coniugare perfettamente le innovazioni strettamente tecniche, quelle per intenderci che servono a fare delle ottime fotografie anche in condizioni difficili, con la tecnologia legata ai nuovi tablet e agli smartphone.

Riguardo al primo aspetto, la macchina monta un sensore ottico da 20,2 megapixel. Certamente una definizione maggiore rispetto all’EOS 1DX ma leggermente inferiore alla “caposcuola” della Canon 5D Mark III. Insomma, un ottimo punto di incontro tra il sacrosanto desiderio di avere una macchina fotografica di alto livello, e i limiti imposti da prezzi troppo alti.

La sensibilità ISO nominale della EOS 6D è di 100-25600, con possibilità di espanderla anche a 50 e a 102.400. Sono possibili fino a 4,5 scatti al secondo, mentre il risultato delle foto si può visionare su uno schermo da 1,040 milioni di pixel. Si possono riprendere dei video con una durata massima di trenta minuti, con la registrazione massima di trenta fotogrammi al secondo.

Fin qui le caratteristiche che più interessano gli amanti della fotografia. Ora vediamo le funzioni aggiuntive legate al mondo dei social network e delle tecnologie di largo consumo. La scheda wi-fi automaticamente annessa, consente alla macchina di caricare direttamente una foto o un filmato nel noto portale You Tube. Il tutto grazie a un’applicazione inclusa nel software.

Ma non solo: è assolutamente garantita la comunicazione con i tablet e gli smartphone, per modificare le inquadrature prima di uno scatto e comandarne lo stesso. Oltre alla capacità di trasmettere le immagini appena immortalate al computer.

La Canon EOS 6D, insomma, è una macchina fotografica dalle enormi potenzialità ma con un occhio anche alla “tecnologia di massa”, per renderla accattivante anche ai non professionisti del settore. Il fatto stesso che i prezzi siano, per la prima volta, vicini ai 2000 euro ne è un chiaro segnale.

Lumia 820 e 920, i due nuovi Smartphone della Nokia

Lumia 820 e Lumia 920 di Nokia

Con la fine della stagione estiva si ripresenta un nuovo capitolo nella battaglia infinita tra smartphone. A mettere il bastone tra le ruote ai due capoclasse, vale a dire la Samsung e l’Apple, c’è l’azienda finlandese Nokia che ha appena presentato due nuovi modelli della serie Lumia. Tra le novità, una telecamera ad altissima definizione e un complesso sistema per la geolocalizzazione urbana. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta e quali sono i punti di forza dei due smartphone.

La location in cui sono stati presentati gli ultimi arrivati della Nokia, l’820 e il 920, è stata la tecnologica città di New York che ha siglato il connubio tra la multinazionale “made in Finlandia” e il sistema operativo Windows 8 dell’immortale Bill Gates. Per enfatizzare la partnership con la Microsoft, intenzionata a porre fine al duopolio della tecnologia mobile formato da Apple e Android, si è scomodato Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft che ha definito l’anno venturo come “epocale” per il nuovo sistema operativo.

Tornando al Lumia, vediamo le altre caratteristiche che possono rivoluzionare gli equilibri di mercato per i dispositivi mobili. Abbiamo accennato alla telecamera montata sui due modelli 820 e 920, che adotta la tecnologia PureView, caratterizzata da un’altissima definizione. La disposizione delle lenti focali è tale da amplificare la luce anche laddove questa non è ottimale, contribuendo a facilitare lo scatto di immagini anche in situazioni difficili e in assenza del flash.

Le differenze sostanziali tra il Lumia 820 e il Lumia 920 stanno in primis nelle dimensioni. Lo schermo del secondo, infatti, sfoggia uno schermo di ben 4,5 pollici, mentre l’820 misura 4,3 pollici. La tecnologia PureMotion Hd+, inoltre, grazie a un complesso sistema di polarizzazione si autoregola in modo tale da poter visionare l’immagine anche in presenza di forte luce esterna.

Continuando con il 920, questo ha una telecamera frontale che trasmette in alta definizione con 720 pixel, oltre a una memoria fissa di 32 Gbyte. Nel modello 820, invece, la memoria è di soli 8 Gbyte con una risoluzione della telecamera che arriva a 800×480. Novità assoluta per entrambi sono il Nokia Transport, grazie al quale si può conoscere la situazione dei mezzi pubblici nella zona prescelta; e il Nokia City Lens che permette di inquadrare la strada con il telefonino, e in attimo sapere la disposizione di ristoranti ed esercizi pubblici. Quella che viene definita in gergo la “realtà aumentata”.

Le reazioni sul mercato delle vendite si vedranno appena dopo il lancio ufficiale che avverrà, presumibilmente, entra la fine dell’anno. Sui prezzi la Nokia è rimasta vaga, anche se i rumors dicono che si attesteranno sui 500-600 euro.

Le contrattazioni sul mercato azionario, tuttavia, hanno preso abbastanza male la presentazione di New York, con una perdita di valore delle azioni di circa il 10% del loro valore a fine giornata. Un segnale che mostra dubbi sul connubio tra Nokia e Microsoft. L’azienda finlandese sembra però inserirsi in un momento di forti scontri tra la Samsung e la multinazionale di Steve Jobs, specialmente dopo la sentenza dei giudici americani che ha condannato la marca coreana a pagare più di un miliardo di dollari alla Apple.

Forse varrà ancora il vecchio detto popolare, secondo il quale tra i due litiganti il terzo gode?

Apple contro Samsung, questa volta in tribunale!

Guerra legale tra Apple e Samsung

La guerra, che potremmo ormai definire storica, tra la Apple di Steve Jobs e la multinazionale coreana Samsung ora si combatte anche a livello giudiziario. La casa di Cupertino, infatti, ha accusato di plagio il suo principale competitor sia per quanto riguardo il design degli smartphone e dei tablet, sia per alcune funzionalità interne già adottate dal mitico iPhone. Il verdetto della giuria è atteso entro quattro settimane: un tempo tutto sommato ragionevole, considerando che in ballo ci sono miliardi di dollari!

La notizia di ieri, sull’inizio del processo, non arriva inaspettata agli orecchi degli appassionati di tecnologia e dei dispositivi mobili. La comparsa davanti ai giudici distrettuali di San Jose, per la cronaca a pochi chilometri dal quartier generale della Apple, giunge alla fine di una lunga disputa che si protrae ormai da più di un anno e mezzo, tra sentenze preliminari e violente stoccate mediatiche.

Le due parti sposano argomentazioni differenti e opposte, ma il succo della causa giudiziaria si può riassumere in poche righe. Secondo i dirigenti della Apple, la Samsung si sarebbe fortemente ispirata ai tablet e alle prime versioni dell’iPhone per realizzare i suoi gioielli tecnologici. D’altro canto, la multinazionale di hi-tech coreana nega tutto e rimanda ai precedenti storici, in particolare al fatto che la stessa “mela morsa” a suo tempo si ispirò alla Sony per conquistare ampie fette di mercato.

La corte distrettuale di San Jose dovrà sentenziare entro poche settimane, decidendo le sorti di una delle due marche costruttrici, soprattutto sul piano economico. Nel caso in cui la Apple dovesse vincere, la stessa ha chiesto un risarcimento danni che arriva a 2,5 miliardi di dollari, oltre al ritiro dal mercato degli “elementi incriminati” firmati Samsung.

La sentenza, qualunque essa sarà, sicuramente rivoluzionerà il futuro di questo mercato e creerà un precedente legale non indifferente. La guerra sulla proprietà intellettuale si combatte sul sottile e ambiguo filo tra il plagio e la “forte somiglianza”, tra due modelli di tablet piuttosto che tra applicazioni per telefonini. Per questo motivo, ad avallare le posizioni di una o dell’altra multinazionale saranno le truppe di legali armati di testimonianze, scambi di mail e immagini di repertorio.

Insomma, gli ingredienti per una vicenda che terrà col fiato sospeso gli appassionati di tecnologia, e polarizzerà ulteriormente le faziosità tra Apple e Samsung, ci sono tutti. C’è da dire che questioni legali di questo genere non sono nuove. Già in Germania è stata interrotta, da parte della giustizia tedesca, la diffusione sul mercato del Galaxy Tab 7.7, mentre in Gran Bretagna i giudici non hanno conclamato il plagio.

Quando in ballo ci sono miliardi di dollari e investimenti che, se stoppati, potrebbero mandare in bancarotta multinazionali quotate in borsa, si tirano “colpi bassi” degni delle migliori spy story. La Apple, ad esempio, porterà in tribunale uno scambio riservato di mail in cui i responsabili di Google comunicano alla Samsung di cambiare il design di alcuni tablet, perché troppo simili agli iPad.

Non ci resta che attendere e vedere chi la spunterà!

Smartwatch: quali marche scegliere?

Sony Smartwatch

È una moda che ancora non ha toccato il nostro paese in maniera sostanziale, ma le previsioni lasciano pensare che tra pochissimo tempo anche da noi sarà diffuso lo smartwatch: un piccolo computer da indossare al polso, che tramite il collegamento con uno smartphone garantirà prestazioni ben superiori ai tradizionali orologi. Meglio scegliere i modelli in uso in America, o affidarsi al consueto design italiano? Vediamo le differenze e i costi.

Prima di tutto facciamo una breve scheda introduttiva dello smartwatch e delle prestazioni in grado di dare a chi lo indossa. Si tratta di un dispositivo elettronico ad alto contenuto tecnologico, in grado di fornirci i dati e utilizzare le applicazioni normalmente disponibili sull’iPhone o nei telefoni Android; l’unica differenza è che sono indossati al polso della persona.

Non è del tutto infrequente, così, vedere in giro per New York o nelle altre metropoli-simbolo dell’hi-tech, uomini e donne che portandosi il polso all’altezza degli occhi stanno chattando o consultando la mail!

Gli smartwatch in uso nell’altra sponda dell’Atlantico sono prodotti da diverse marche. La Sony, ad esempio, potrebbe essere la prima a far indossare i loro “gioielli tecnologici da polso” agli abitanti del Vecchio continente, con il suo modello di smartwatch che si connette allo smartphone tramite la comunicazione Bluetooth. Con uno schermo da 1,3 pollici, ovviamente touchscreen, garantisce una risoluzione video 128×128 pixel e tutti gli applicativi normalmente appannaggio dei “telefoni intelligenti”: social network, mail, ascolto di musica e altro ancora.

Sempre negli Stati Uniti sono particolarmente utilizzati orologi supertecnologici della Texas Instruments, con uno schermo leggermente più piccolo rispetto alla Sony e lo stesso funzionamento di base: collegamento allo smartphone con Bluetooth e una serie di programmi open source che si possono modificare ad hoc dai programmatori più esperti. InPulse, infine, garantisce degli smartphone di ultima generazione a dei prezzi contenuti.

Come stiamo messi con le aziende italiane? Pur non essendo ancora diffuso anche per il prezzo non propriamente accessibile, i’m Watch, questo è il nome dello smartwatch, unisce un alto contenuto tecnologico con delle forme accattivanti. È prodotto dall’omonima azienda con sede a Vicenza, e al posto del consueto supporto in plastica nera offre un design in alluminio con vetro zaffiro. Lo schermo ha una grandezza di 1,55 pollici con una risoluzione di 240×240 pixel. La memoria dello smartwatch “made in Italy” è di 4 Gbyte mentre la compatibilità è assicurata con i principali telefonini: iPhone, Blackberry e Android. L’unico neo è il prezzo, ma sembra che finora non abbia impedito l’acquisto da parte degli appassionati: si va dai 349 euro del modello base fino ai 15000 euro degli smartwatch lussuosi. Insomma, la qualità non ha prezzo, almeno per chi i soldi ce l’ha anche in tempo di crisi!

I prossimi mesi in Italia vedremo se il tradizionale orologio da polso, con il solo e primario scopo di fornire l’ora, verrà sbaragliato dagli smartwatch, o se sapranno resistere ai colpi delle moderne tecnologie.