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Generale

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Arredare casa direttamente su internet? Si può

Arredare la vostra casa non è più un problema. Se prima dovevate girare tutti i negozi di mobili della vostra città per farvi un’idea completa su come arredare la vostra casa, ora si può fare tutto su internet tramite i siti di vendita di mobili e complementi d’arredo online. Questi siti integrano al loro interno un sistema di simulazione che permette all’utente di ricreare il proprio ambiente domestico e di provare i mobili in diverse combinazioni. Ogni tipologia di mobile o di complemento d’arredo selezionato, può essere configurato in tanti modi diversi. Potrete scegliere il colore, le dimensioni e il tipo di legno o di rivestimento. Tutto in modo molto rapido e simulando tutto in tempo reale. Un altro aspetto molto utile di questi siti, oltre alla possibilità di acquistare mobili e complementi d’arredo online in modo facile e veloce, è quello di poter scegliere tra tantissimi prodotti. A differenza del negozio di mobili sotto casa vostra, il web non ha limiti di spazio, nel senso di spazio fisico. Un sito web può archiviare quantità enormi di dati. Così l’utente non ha che l’imbarazzo della scelta e può sfogliare tra le categorie di mobili e complementi d’arredo in cerca dell’affare migliore. E sì perché avere un’offerta così consistente si traduce anche nella possibilità di trovare qualche complemento d’arredo a prezzi molto contenuti. Si tratta solo di saper scegliere, navigare con attenzione scegliendo siti che vendono mobili di alta qualità, magari made in Italy, tanto apprezzati per la cura del design e la qualità dei materiali utilizzati.

Riflessioni “Tecnologiche” di fine anno

OfficialSM 2013

Dopo le festività natalizie, ci si prepara tutti per l’arrivo del nuovo anno. Tempo di nostalgie, riflessioni e progetti per il futuro. L’anno che tra qualche giorno ci lasceremo alle spalle è stato caratterizzato da grandi novità tecnologiche, qualche inevitabile “flop hi-tech” ed eclatanti annunci per rendere il 2013 ancor più entusiasmante.

Tra i principali fatti che sono avvenuti in questi dodici mesi non possiamo dimenticare Facebook in Borsa. Dopo mille tentennamenti da parte di Mark Zuckerberg, il social network più famoso del mondo si è concesso al mercato azionario, ma senza il successo sperato. Anzi, nelle prime settimane ha visto un crollo sensibile delle azioni targate “F”, a dimostrazione del fatto che il successo acquisito sugli schermi del pc non sempre si traduce in un valore borsistico.

Volgendo lo sguardo a un altro colosso della tecnologia, Apple, il 2012 è stato il primo anno senza la presenza del fondatore Steve Jobs. L’azienda di Cupertino è vissuta in parte con l’eredità intellettuale di Jobs, come per l’iPhone 5, ma senza perdere il passo in fatto di vendite. Gli iPad sono ancora i tablet più diffusi tra gli internauti, sebbene incalzati dai nuovi arrivati.

La guerra combattuta in tribunale tra la Apple e la Samsung, lo scorso agosto ha visto la vittoria della multinazionale americana, costringendo i coreani a versare più di un miliardo di dollari per le avvenute clonazioni. Tuttora è in atto un altro capitolo dell’eterna lotta tra i due colossi, e siamo certi che tra i due litiganti ci saranno molti “terzi” a goderne!

Continuando con questa panoramica sui principali fatti che hanno caratterizzato il 2012 tecnologico, non possiamo dimenticare le vicissitudini di Google. Tra novità, nuove funzioni per affinare la ricerca nel web e passi concreti per entrare nel mercato di computer e smartphone, si inseriscono le varie dispute legali. In molti Paesi l’ingerenza del motore di ricerca è sempre più mal tollerata, causando dispute serrate con i vari governi. Fino al totale bando della “G” nelle realtà dittatoriali, Cina in testa!

Questo blog si è occupato più volte di scienza. Quando tutti i media ne parlavano, forse con eccessiva enfasi, anche noi abbiamo apprezzato gli enormi passi in avanti con la scoperta del bosone di Higgs, presso i laboratori al confine tra Svizzera e Francia.

E c’è stato spazio perfino per alcuni cambiamenti epocali che potrebbero riguardare anche l’Italia. Se i primi esperimenti della radio digitale prenderanno piede in tutto il territorio nazionale, dovremmo abbandonare le vecchie scatoline parlanti per far posto ad aggeggi sempre più computerizzati. L’approvazione dell’Agenda digitale, poi, appena prima dello scioglimento delle Camere ha dato il via alla tanto auspicata modernizzazione anche in Italia.

Dopo tanta “amarcord”, e con un filo di commozione mentre stiamo scrivendo questo post, urge una riflessione sull’anno che verrà. Per il 2013 prevediamo un sempre maggior peso della tecnologia nelle abitudini quotidiane. Protagonisti saranno ancora smartphone, tablet e computer di ultimissima generazione. Con altri concorrenti che faranno capolino nell’affollatissimo mercato hi-tech.

Nel frattempo vi facciamo i migliori auguri per il 2013!

Presentato a San Francisco l’iPhone 5

L’iPhone 5 di Apple

Finalmente ieri è stato presentato il tanto atteso iPhone 5. Alla consueta e comprensibile apprensione per l’uscita della nuova creatura firmata Apple, si è aggiunto un velo di commozione per essere la prima presentazione dopo la morte di Steve Jobs. Tante le novità del nuovo smartphone che gli appassionati italiani potranno acquistarlo nel nostro paese dal 28 settembre.

Al posto di Jobs, che camminava sul palco rigorosamente in jeans e maglietta scura, questa volta a fare gli onori di casa era presente Tim Cook, amministratore delegato della Apple che non ha tradito la rituale illustrazione del nuovo prodotto dinanzi alla platea di giornalisti. Si sono, poi, avvicendati anche altri esponenti di spicco della multinazionale di Cupertino.

Partendo dall’aspetto esteriore, l’iPhone 5 mostra la stessa larghezza, una lunghezza leggermente superiore per ospitare il nuovo schermo mentre, novità assoluta, è più sottile. Questo grazie alla mancanza dello strato di vetro nella parte inferiore. Con una certa enfasi è stato sottolineato il fatto che sarà lo smartphone più sottile attualmente in circolazione.

Venendo agli aspetti più tecnici, che maggiormente interessano chi da mesi stava aspettando la presentazione dell’iPhone 5 sul palco dello Yerba Buena Arts Center, lo schermo è un quattro pollici, con formato 16:9 e una risoluzione di 1136×640 pixel.

Il processore che regolerà tutte le funzioni dell’iPhone 5 è un chip A6. Sarà in grado di supportare le altre novità, come la banda larga mobile ad alta velocità e la connessione Usb 2.0.

Ci sono stati dei grandi miglioramenti anche sul fronte della multimedialità. Ci saranno ben tre microfoni montati sullo smartphone, al fine di perfezionare il sistema per il riconoscimento vocale. E’ prevista una più efficace protezione della fotocamera con lente di cristallo di zaffiro, mentre la risoluzione per scattare foto e creare video è, come per la precedente edizione, di 8 megapixel con una qualità delle immagini come sempre impeccabile.

Durante la presentazione dell’iPhone 5, poi, è stata focalizzata l’attenzione sulla durata della batteria. La Apple ha fornito alcuni paramenti per comprendere i miglioramenti apportati: una carica può supportare fino a otto ore di conversazione in tre giorni, dieci ore di video ininterrottamente riprodotti e altrettante ore di collegamento a una rete wi-fi.

Stando alle dichiarazioni dei vertici Apple, i prezzi dovrebbero rimanere inalterati rispetto alla versione 4s, e dipenderanno dalla capacità di memoria e dal tipo di acquisto. Per un 16 gb, ad esempio, in America l’iPhone 5 costerà 199 dollari a chi ha contratti con le compagnie telefoniche, mentre il più capiente 64 gb avrà un prezzo di 399 dollari. Anche in Italia ci si aspetta un prezzo praticamente immutato rispetto all’iPhone 4s, con l’uscita che è prevista per il 28 settembre.

Staremo a vedere quale sarà il successo del nuovo smartphone, anzi il nuovo “melafonino” iPhone 5, nel pieno della battaglia legale con l’altro colosso Samsung, da poco condannato a versargli più di un milione di dollari per gli accertati plagi.

Google a rischio evasione

Evasione Google

Il motto di Google è “non essere cattivo”, ma forse andrà rivisto nei prossimi mesi.

Sembra, infatti, che il colosso americano della ricerca on line abbia messo su una rete di società in tutto il mondo, finalizzata a sfruttare un sistema di agevolazioni fiscali che porterebbe tutti gli introiti guadagnati nel paradiso fiscale per eccellenza, le Isole Bermuda.

In effetti, qualche dubbio era già sorto quando era emerso che Google, pur vendendo in Italia, fatturasse dall’Irlanda.

Ma la situazione si è ulteriormente intricata quando si è scoperto che in Inghilterra, a fronte di oltre due miliardi di sterline guadagnati con la pubblicità, Google ha versato solo tre milioni di sterline di imposte, invece dei 190 che sarebbero stati conteggiati dal Fisco.

L’imbarazzo cresce anche perché Google è molto legata al partito conservatore britannico ed alcuni suoi esponenti sono anche consulenti del Governo: vedremo se e come la società ne verrà fuori.

Il GPS è un’arma a doppio taglio?

Navigatore satellitare GPS Tomtom

Se guardate con immenso affetto e fiducia al vostro navigatore satellitare, che riesce sempre a farvi arrivare a destinazione senza intoppi, attenzione: non tutto è come sembra.

Per molti automobilisti olandesi, infatti, il migliore amico delle loro auto si è rivelato piuttosto infingardo: la TomTom olandese, infatti, ha pensato bene di cedere i dati forniti dai propri clienti sul traffico e sui percorsi effettuati niente meno che alla Polizia locale, la quale li sta utilizzando sia per erogare salate multe agli automobilisti colti in flagrante contravvenzione, sia per rivedere la sorveglianza sulle strade a più alto tasso di violazioni.

L’Amministratore delegato di TomTom Italia si è affrettato a tranquillizzare i propri clienti, assicurando che dall’Italia non è stata effettuata alcuna cessione di dati che consenta di ricostruire e identificare il conducente del veicolo.

In ogni caso, la casa madre TomTom ha deciso di cambiare le clausole contrattuali con i propri clienti, escludendo per il futuro qualunque tipo di cessione che consenta di identificare il singolo consumatore.

Crolla l’Italia nel Ranking dello Sviluppo delle Nuove Tecnologie

Nuove tecnologie: crollo Italia nel ranking mondiale

Che non fossimo un Paese all’avanguardia in materia di nuove tecnologie era risaputo: ma che addirittura fossimo al cinquantunesimo posto nel ranking stilato annualmente dal Forum Elettronico Mondiale non ce lo aspettavamo.

Invece, dal quarantottesimo posto dello scorso anno (e dal trentottesimo posto del 2006), siamo scivolati progressivamente verso il basso, e se non possiamo competere con Svezia e Singapore, siamo anche surclassati da Paesi in via di sviluppo, come India e Malesia.

E questo ritardo non è certo passato inosservato, ma è stato oggetto di un riferimento preciso da parte del Forum: dopo le lodi a Francia e Germania, ecco arrivare la “tirata di orecchie” per Grecia e Italia, sopraffatte dalla burocrazia e dalle tasse.

A questo punto, c’è solo da sperare che questo rimprovero sia recepito dall’Italia, che si metta seriamente al lavoro per organizzare la propria evoluzione tecnologica, dietro la quale ci sarebbe anche una notevole spinta economica.

Il New York Times lancia la consultazione Web a pagamento

Web a pagamento su New York Times

Sembra essere in via di declino la gratuità dell’informazione on line, almeno per quanto riguarda le testate giornalistiche più blasonate.

Dopo il tentativo già eseguito nel 2007, poi avviato ad una brusca chiusura, nonostante i buoni spiragli di successo, il New York Times, infatti, ci riprova a subordinare la consultazione degli articoli del proprio sito web al pagamento di un abbonamento.

La formula scelta è il cd. soft paywall, secondo cui il pagamento per la consultazione scatterà dopo il ventesimo articolo visionato: resta, dunque, un margine di gratuità, seppure abbastanza risicato.

Il prezzo dell’abbonamento dipende dalle modalità di consultazione: quello più ampio, che comprende la possibilità di leggere gli articoli da computer, da smartphone e da Ipad, costerà ben 455 dollari all’anno (un bel salto, rispetto ai 50 euro l’anno richiesti nel 2007).

Sarà però possibile ottenere cifre più ridotte, limitando la consultazione al solo Ipad o al solo smartphone.

Huffington Post arriva in Europa

Huffington Post Europa

Dopo la pubblicizzatissima acquisizione da parte di America On Line, l’Huffington Post, celebre aggregatore di news statunitense, si appresta a sbarcare in Europa.

E’ la stessa fondatrice del network, Arianna Huffington ad annunciarlo: precisamente, da giugno, la multitestata giornalistica aprirà anche nel Regno Unito.

Le modalità operative saranno le stesse che finora hanno decretato il successo dell’Huffington Post: un gruppo di giornalisti professionisti retribuiti a fare da colonna portante ed una moltitudine di blogger amatoriali, che continueranno a non essere retribuiti.

Questo, nonostante le polemiche innescate proprio dai blogger, che avevano avanzato pretese retributive, dopo l’iniezione di liquidità conseguente all’acquisizione.

Per loro, resta valida la risposta della Huffington, secondo la quale la visibilità che ottengono con la collaborazione al network è una retribuzione soddisfacente.

Raccolta di firme per calmierare il prezzo dei DVD

DVD, raccolta firme per abbassare prezzi

Ha fatto molto discutere la raccolta di firme avviata da un gruppo di consumatori lo scorso 3 febbraio durante il Lift11 Conference.

I firmatari della petizione (dal titolo molto eloquente, don’t make me steal, non farmi rubare) hanno seguito una linea di pensiero lineare e assolutamente condivisibile, o quanto meno ampiamente condivisa, visto che la raccolta firme fino ad ora ha convinto circa quindicimila persone.

Il discorso è questo: l’industria cinematografica si affanna da anni a combattere la pirateria, ma il problema non è contrastare i metodi di download illegale (bloccato quello più in voga, infatti, ne nasce subito uno alternativo), bensì convincere i consumatori a non aderire a sistemi illegali.

Per farlo, bisogna fare in modo che il costo del download illegale (in termini economici, di rischio di essere scoperti e di attività da svolgere) sia inferiore a quello del download legale.

Ed ecco i punti in cui si articolano le richieste dei firmatari della petizione: i prezzi di noleggio o di acquisto di contenuti originali dovrebbe essere contenuto (il noleggio dovrebbe costare 1/3 del biglietto del cinema, l’acquisto quanto il biglietto del cinema, l’abbonamento mensile quanto tre biglietti del cinema).

Inoltre, i film dovrebbero essere commercializzati in tutte le lingue in cui sono stati prodotti e dovrebbero essere personalizzabili dagli utenti con i sottotitoli da loro preferiti.

I contenuti, poi, dovrebbero essere privi di pubblicità (abbiamo già pagato per vederli, perché dobbiamo sopportare un ulteriore costo?) e dovranno essere visibili illimitatamente.

Staremo a vedere se i produttori si lasceranno convincere.

Tutti prigionieri del Lavoro per colpa della Tecnologia

La tecnologia e il lavoro

Per non arrivare troppo indietro nel tempo ai nostri nonni, i nostri genitori, parlando delle innovazioni tecnologiche, ci dicono che il progresso ci ha cambiato la vita.

Il fatto è che, analizzata bene la situazione, non siamo più così certi che il cambiamento abbia una connotazione positiva.

Pensiamo alle e-mail consultabili dai nostri palmari o dai cellulari: se è vero che adesso è molto più immediato tenersi in contato con il resto del mondo, è anche vero che però il resto del mondo non ci dà più pace, e ci ritroviamo alle 10 di sera ad attendere una e-mail o a rispondere ad un cliente.

Ciò che, solo qualche anno fa, avremmo fatto comodamente il giorno dopo dall’ufficio.

Siamo nell’era della 24 hours economy: l’orario d’ufficio si dilata e si prolunga, seguendoci a casa e nel nostro tempo libero.

Parallelamente, diminuisce però la qualità del lavoro: sebbene supportato dalla tecnologia, il nostro cervello è rimasto lo stesso di qualche anno fa e quindi mal tollera il lavoro ininterrotto.

Ed ecco che si moltiplicano gli errori di ortografia, le mail inviate al destinatario sbagliato ed il rallentamento nella comprensione.

Il consiglio è uno solo: darsi un orario limite e dopo di esso staccare, irrimediabilmente.