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Axis, la nuova creatura firmata Yahoo!

Axis browser Yahoo

Vista l’enorme concorrenza sul fronte dei programmi e le applicazioni riguardanti il mobile, di un altro browser forse non se ne sentiva la mancanza. Tuttavia, la notizia appena giunta circa il nuovo programma per la navigazione Axis, firmato Yahoo!, non solo non disturba ma sembra offrire un prodotto informatico innovativo che può rilanciare la multinazionale americana, dopo le difficoltà attraversate negli ultimi tempi. La versione attualmente disponibile non è del tutto “indipendente” ma si presenta come un’estensione dei browser già installati per i computer fissi; mentre è acquistabile sottoforma di applicazione per gli smartphone targati Apple.

Per comprendere al meglio le potenzialità di Axis e coglierne la portata rivoluzionaria, bisogna partire dall’approccio quasi filosofico che Yahoo! ha utilizzato per comunicare al mondo tecnologico la sua novità. L’idea, infatti, è quella di sfogliare il web come un catalogo ricco di immagini. Già, perché accanto alla ricerca si affianca la visualizzazione di immagini proveniente dal web 2.0.

Yahoo!, in questo modo, ha voluto rilanciare la sua reputazione che in quest’ultimo periodo non ha brillato, viste le vicissitudini borsistiche non esaltanti e i problemi di direzione aziendale.

Per quanto riguarda i computer fissi, Axis per il momento si allaccia ai browser già esistenti e abbondantemente utilizzati, quali Chrome o Firefox. Nel normale utilizzo di questi programmi, infatti, Axis si “limita” a posizionarsi nella parte bassa della pagina, basando il suo funzionamento su Bing. Richiamandolo, si potrà effettuare la ricerca in alternativa a quella corrente. La compatibilità è assolutamente garantita sia con Windows sia con il Mac. Il nuovo gioiello di Yahoo!, invece, sembra più adatto al mondo della telefonia mobile, per ora soltanto su iPhone e iPad, essendo compatibile con il sistema operativo iOS.

L’altro punto di forza di Axis è la sincronizzazione. Come avviene già per chi possiede un account di Google, in qualsiasi momento è possibile riprendere la sessione di lavoro aperta e lasciata sospesa, passando dal proprio desktop a un dispositivo mobile. Funzione particolarmente apprezzata da chi lavora contemporaneamente su più computer e dispositivi mobili.

Vista la natura di Axis, volta a enfatizzare in particolar modo i contributi multimediali, in particolare le immagini, risulta essere più indicato per tablet e smartphone, grazie anche a un aspetto grafico che lo rende semplice e intuitivo. Al momento si deve disporre di un account americano di iTunes per poter acquistare l’applicazione.

Gli esperti “ipercritici” hanno, tuttavia, messo in evidenza alcune falle nel funzionamento complessivo di Axis, ma gli amanti dell’innovazione sembrano aver chiuso un occhio di fronte a piccoli bachi, che Yahoo! provvederà a eliminare nel corso del tempo.

Più in generale, si può affermare che il rilancio della propria immagine Yahoo! se la stia giocando al meglio!

Flashback, il Virus che attacca i Macintosh

Macintosh attaccato dal Virus Flashback

Anche nel mondo informatico ci sono dei miti che si protraggono nel tempo, e si trasformano in luoghi comuni difficili da sfatare. E’ così per la Apple, in particolare per i Macintosh, lontani da ogni possibile attacco informatico. La multinazionale di Cupertino, invece, è caduta sotto i colpi di Flashback, un virus che ha sfruttato una falla del browser Safari, costringendo i geni del colosso informatico a correre prontamente ai ripari.

Come tutti i miti difficili da sfatare, anche quello che vuole i Macintosh lontani da ogni possibile attacco in realtà non è del tutto vero. Già negli anni scorsi erano stati diffusi dei virus che, però, non avevano assunto le dimensioni di “pandemia” come in questo caso, essendosi fermati su scala locale.

Cos’è il “cattivo” Flashback? L’abilità di questo virus sta nell’entrare attraverso il browser Safari, sovente utilizzato da chi possiede un Mac. Cogliendo la vulnerabilità di questo programma per la navigazione nel web, in particolare un’applicazione Java, il virus è riuscito a penetrare nel sistema.

La notizia è stata resa pubblica in Russia, precisamente da un’azienda che produce antivirus; l’allarme è stato immediatamente raccolto dalla Apple che è passata al contrattacco.

Tuttavia, nonostante il virus si sia diffuso velocemente tra i Macintosh di tutto il mondo, l’epidemia informatica ha colpito circa 600 mila macchine: una cifra alta ma comunque contenuta, in rapporto al numero di Mac presenti nei cinque continenti.

I dati più dettagliati mostrano che sono stati colpiti soprattutto nel continente americano, in particolare più della metà presenti negli Stati Uniti, e circa un quinto nel vicino Canada. La cosa ancor più sorprendente e significativa, circa lo “smacco” che gli eredi di Steve Jobs hanno subìto, riguarda la presenza di ben 274 Macintosh contaminati addirittura dentro la sede della multinazionale, a Cupertino!

Per quanto riguarda la situazione in Italia, invece, la preoccupazione è relativa in quanto soltanto una piccolissima percentuale di Mac usati dagli italiani sono stati colpiti da Flashback.

Ovviamente la Apple è subito corsa ai ripari, lottando contro il virus e soprattutto contro il tempo per non sfregiare il prestigio dei Macintosh conquistato negli anni. Cupertino sta studiando una soluzione rapida che, secondo i consueti tempi brevi della multinazionale, non tarderà ad arrivare. Si tratterà, probabilmente, di un file eseguibile che risolverà il problema, almeno nelle ultime due versioni dei sistemi operativi, cioè Lion e Snow Leopard. Per le versioni precedenti, invece, sarà necessaria la rimozione manuale.

Questo spiacevole problema segue un trend che ha visto la Apple protagonista in negativo. Con l’uscita del nuovo iPad 3  alcuni utenti avevano riscontrato dei problemi con il dispositivo wi-fi, costringendo la direzione dell’azienda informatica alla sostituzione dei tablet difettosi.

Internet Explorer 9: alla ricerca degli utenti perduti

Internet Explorer 9

15 marzo 2011, il giorno di lancio di Internet Explorer 9: il browser di Microsoft dopo due anni si rifà il look e promette agli utenti di Vista e Windows 7 novità mai viste, che li faranno tornare nuovamente alla base, dopo gli alterni passaggi a Chrome e a Firefox.

L’interfaccia grafica è molto semplificata: solo i pulsanti essenziali (avanti, indietro, home e aggiorna) e la barra degli indirizzi, tutti su un unico livello, e molto più spazio per visualizzare le pagine.

La barra degli indirizzi è multifunzione: serve a digitare il sito che vogliamo visitare, a cercare su Google o altri motori di ricerca o sul pc.

La velocità è massima: Internet Explorer 9, infatti, non sfrutta il processore del pc, ma il processore video, quindi è molto più reattivo.

La privacy è garantita con la funzione “Protezione da monitoraggio” impedisce ai siti di memorizzare le nostre abitudini di navigazione per inviarci pubblicità indesiderata.

Infine, è possibile memorizzare i nostri siti preferiti come icona sul desktop o nel menu avvio, per visualizzarli più facilmente.

Ora, non resta che vedere tutte innovazioni alla prova dei fatti.

Arriva Firefox 4

Mozilla rilascia Firefox 4

Mozilla rilascia dal 1° marzo la versione 4 del browser Firefox, attualmente quello più diffuso nel mondo.

Si tratta di una release molto più veloce e minimalista: tutti i pulsanti di navigazione scompaiono, lasciando spazio maggiore alla pagina web.

L’accesso a tutte le funzioni avviene cliccando sull’unico pulsante superstite, un inedito tasto arancione dietro il quale si celano le principali opzioni disponibili per l’utente.

Ma, al di là delle peculiarità grafiche, le novità sono la possibilità di navigare in anonimo, senza lasciare tracce sul web, e la disponibilità della funzione “Do not track”, che impedisce ai gestori pubblicitari di aggregare i nostri dati di navigazione, assicurando quindi il massimo rispetto della privacy degli utenti.

Browser: cresce la Tutela della Privacy

Tutela della Privacy, Browser

Avrete notato che, durante la navigazione, qualunque sia il browser, vi appaiono banner pubblicitari assolutamente mirati alle vostre ricerche e ai siti recenti visitati.

Il motivo è che, mentre navighiamo nel web, la maggior parte dei siti, tramite i cookies, traccia le nostre abitudini su internet: cosa cerchiamo, dove lo cerchiamo e quanto lo cerchiamo.

Ne deriva che ogni nostra sessione internet diventa una miniera di informazione per gli inserzionisti pubblicitari, che, anche se non hanno il nostro nome e cognome, conoscono e schedano tutti i nostri gusti.

Adesso sembra che alcuni browser si stiano ribellando a questa catalogazione indiscriminata dei propri utenti: sia Mozilla Firefox, sia Google Chrome hanno predisposto un’estensione del proprio browser, che impedisce la tracciabilità della navigazione.

Ovvio che, se da un lato abbiamo salvato la nostra privacy, dall’altro non ci siamo liberati dalla pubblicità, da cui continueremo ad essere raggiunti, ma in maniera casuale e non mirata.

Diamo al Browser una faccia da Star

Browser con faccia da star

Un blogger statunitense ha provato ad associare ad ogni browser per la navigazione il volto di una star.

La scelta è stata determinata dalle caratteristiche del singolo browser.

Al termine di questo esperimento curioso ma molto divertente, è risultato che Firefox possa essere interpretato da Morgan Freeman (non sbaglia mai, anche se non è molto arzillo), Internet Explorer 7 da Mattew McCounaghey (dopo anni di nuove opportunità, i suoi risultati non migliorano), Safari da Samuel Jackson (affidabile nelle sue prestazioni), Opera da Jennifer Lopez (molto carino, ma da usare solo in casi di estrema necessità), Netscape da Walter Matthau (quando è morto, la gente ha detto “Oh, no!”, per poi dimenticarselo subito dopo) e Chrome da Christopher Nolan (l’ultima moda).

Firefox / Ubuntu – navigazione lenta

Utilizzo Xubuntu da un pò e noto che utilizzando internet da casa ho parecchi problemi di navigazione lenta.
Come browser utilizzo Firefox ma il problema sembra essere con il provider che è Fastweb. Collegandomi con altri operatori non noto la stessa lentezza.
Per aggirare la cosa in giro per la rete si consiglia di disabilitare il supporto IPV6 e installare un DNS che faccia cache locale.

Disabilitare IPV6 in Ubuntu:

editare il file

/etc/modprobe.d/aliases

e sostituire la riga alias net-pf-10 ipv6 in alias net-pf-10 off #ipv6

Aggiungere anche la seguente riga:
alias ipv6 off

Editare il file:

/etc/modprobe.d/blacklist

inserendo in fondo al file la riga: blacklist ipv6

Disabilitare il supporto IPV6 in Firefox

Aprire la pagina di configurazione di Firefox digitando about:config nella riga delle url

settare su “True” il parametro

network.dns.disableIPv6

Installare dnsmasq

“Dnsmasq” è un pacchetto che crea una cache locale per il DNS.
Da Ubuntu/Debian installarlo con questo comando:

sudo apt-get install dnsmasq

Editare il file:
/etc/dnsmasq.conf

Assicurandosi che sia insertita la riga, senza commento:

listen-address=127.0.0.1

editare il file:

/etc/dhcp3/dhclient.conf

Assicurandosi che sia uguale a quello che leggete sotto (specialmente la oarte “preprend…”):

#supersede domain-name “fugue.com home.vix.com”;
prepend domain-name-servers 127.0.0.1;
request subnet-mask, broadcast-address, time-offset, routers,
domain-name, domain-name-servers, host-name,
netbios-name-servers, netbios-scope;

Riavviare Dnsmasq con il comando:

sudo /etc/init.d/dnsmasq restart

…il gioco è fatto. Risolto il problema di SLOW BROWSING

Explorer 8: era meglio quando era peggio

Il prossimo browser Internet Explorer 8 a differenza dei precedenti riuscirà ad essere compatibile con gli standard web (finalmente: siamo nel 2009!).
Il problema nasce con tutti i siti web che sono stati creati in modo di essere ottimizzati con le versioni precedenti (tra cui Microsoft.Com).
Questi siti non verranno visualizzati correttamente.

Microsoft ha pensato di ovviare in due modi.
Ha inserito un pulsante che riporta il rendering alle versioni precedenti.
In alternativa ha inserito una elenco di circa 2400 siti che verranno visualizzati in automatico con il vecchio sistema di rendering.

Come dire: La semplificazione è lontana in casa Microsoft.
[Zeus]

Firefox al 20%

Superata la soglia psicologica.
Lo share globale del browser di casa Mozilla arriva al 20%. Sono notizie.

Firefox goes mobile

Fennec e MicroB sono i nomi delle versioni del browser destinato ai dispositivi mobili, svilppato da Mozilla.
MicroB è già disponibile per Symbina. Fennec è in arrivo, partendo dalla base di Firefox 3 Beta 4. Sarà disponibile anche per Windows Mobile.