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Presentato l’iPad Mini, la nuova creatura della Apple

Il nuovo iPad Mini di Apple

La già ampia gamma di dispositivi tecnologici della Apple si arricchisce con il nuovo iPad Mini, presentato a San Jose a circa un anno dalla scomparsa di Steve Jobs. Le ridotte dimensioni non hanno impedito ai cervelloni della Mela morsicata di ottenere un prodotto di altissima qualità. Unico neo è il prezzo abbastanza alto, ma siamo certi che gli apple-dipendenti non lo vedranno come un problema insormontabile.

La presentazione dell’iPad Mini è stata anche l’occasione per i vertici della Apple di vantare i dati sulle ultime vendite, soprattutto dopo la recente uscita dell’iPhone 5. L’azienda di Cupertino, infatti, nella persona di Tim Cook ha snocciolato numeri positivi sui download dall’App Store, 35 milioni in tutto, oltre a ricordare i circa 200 milioni di dispositivi con IOS 6 attualmente in circolazione nei cinque continenti.

Venendo al nuovo arrivato della famiglia Apple, l’iPad Mini si colloca in una fetta di mercato già abilmente occupata dal Kindle Fire dell’Amazon e da Google Nexus. Soltanto il prezzo lo differenzia dagli altri competitor, decisamente più elevato: ma il costo alto può essere, paradossalmente, un modo per distinguersi dalla concorrenza e ostentare la superiorità della Apple, facendola pagare!

Dal punto di vista strettamente tecnico, l’iPad Mini ha uno schermo della grandezza di 7,9 pollici e un peso di appena 308 grammi. Anche lo spessore sorprende con i suoi 7,2 millimetri, circa un quarto in meno rispetto all’iPad tradizionale. Le dimensioni dello schermo più ridotte non pregiudicano la qualità dell’immagine, rimasta praticamente immutata rispetto al “fratello maggiore”.

Altre caratteristiche che definiscono l’iPad Mini sono la videocamera FaceTime HD e la fotocamera iSight che vanta una definizione da 5 megapixel. L’autonomia energetica del dispositivo è alta, con dieci ore di durata della batteria. Il cuore dell’iPad Mini è l’A5 Dual Core, che riesce a gestire svariate applicazioni.

Il prezzo dell’iPad Mini è il punto dolente che ha generato molte critiche. Il modello base da 16 GB costa non meno di 329 euro, per arrivare ai 699 euro dei 64 GB di memoria. Al mercato l’ardua sentenza, visto che l’iPad Mini sarà in commercio in Italia a partire dal prossimo mese.

La presentazione in “stile Jobs” sul parco californiano ha visto come protagoniste anche altre perle sfornate a Cupertino, come il MacBook Pro Retina con una dimensione dello schermo di 13 pollici, da portare a casa a soli 1699 euro. Appartenenti alla stessa famiglia sono, poi, i portatili più piccoli, rivisti nel design e con un minor spessore.

Steve Jobs negli ultimi anni della sua vita ha sempre osteggiato l’idea di creare dei tablet più piccoli rispetto al tradizionale iPad, considerandoli di livello inferiore e comunque non adatti al mercato. Tuttavia, i tempi sono cambiati e senza la creazione dell’iPad Mini, la Apple si sarebbe trovata indietro in questo settore dei dispositivi mobili, e con una crescente tendenza ad abbandonare i computer classici a favore dei tablet e degli smartphone.

Apple contro Samsung, questa volta in tribunale!

Guerra legale tra Apple e Samsung

La guerra, che potremmo ormai definire storica, tra la Apple di Steve Jobs e la multinazionale coreana Samsung ora si combatte anche a livello giudiziario. La casa di Cupertino, infatti, ha accusato di plagio il suo principale competitor sia per quanto riguardo il design degli smartphone e dei tablet, sia per alcune funzionalità interne già adottate dal mitico iPhone. Il verdetto della giuria è atteso entro quattro settimane: un tempo tutto sommato ragionevole, considerando che in ballo ci sono miliardi di dollari!

La notizia di ieri, sull’inizio del processo, non arriva inaspettata agli orecchi degli appassionati di tecnologia e dei dispositivi mobili. La comparsa davanti ai giudici distrettuali di San Jose, per la cronaca a pochi chilometri dal quartier generale della Apple, giunge alla fine di una lunga disputa che si protrae ormai da più di un anno e mezzo, tra sentenze preliminari e violente stoccate mediatiche.

Le due parti sposano argomentazioni differenti e opposte, ma il succo della causa giudiziaria si può riassumere in poche righe. Secondo i dirigenti della Apple, la Samsung si sarebbe fortemente ispirata ai tablet e alle prime versioni dell’iPhone per realizzare i suoi gioielli tecnologici. D’altro canto, la multinazionale di hi-tech coreana nega tutto e rimanda ai precedenti storici, in particolare al fatto che la stessa “mela morsa” a suo tempo si ispirò alla Sony per conquistare ampie fette di mercato.

La corte distrettuale di San Jose dovrà sentenziare entro poche settimane, decidendo le sorti di una delle due marche costruttrici, soprattutto sul piano economico. Nel caso in cui la Apple dovesse vincere, la stessa ha chiesto un risarcimento danni che arriva a 2,5 miliardi di dollari, oltre al ritiro dal mercato degli “elementi incriminati” firmati Samsung.

La sentenza, qualunque essa sarà, sicuramente rivoluzionerà il futuro di questo mercato e creerà un precedente legale non indifferente. La guerra sulla proprietà intellettuale si combatte sul sottile e ambiguo filo tra il plagio e la “forte somiglianza”, tra due modelli di tablet piuttosto che tra applicazioni per telefonini. Per questo motivo, ad avallare le posizioni di una o dell’altra multinazionale saranno le truppe di legali armati di testimonianze, scambi di mail e immagini di repertorio.

Insomma, gli ingredienti per una vicenda che terrà col fiato sospeso gli appassionati di tecnologia, e polarizzerà ulteriormente le faziosità tra Apple e Samsung, ci sono tutti. C’è da dire che questioni legali di questo genere non sono nuove. Già in Germania è stata interrotta, da parte della giustizia tedesca, la diffusione sul mercato del Galaxy Tab 7.7, mentre in Gran Bretagna i giudici non hanno conclamato il plagio.

Quando in ballo ci sono miliardi di dollari e investimenti che, se stoppati, potrebbero mandare in bancarotta multinazionali quotate in borsa, si tirano “colpi bassi” degni delle migliori spy story. La Apple, ad esempio, porterà in tribunale uno scambio riservato di mail in cui i responsabili di Google comunicano alla Samsung di cambiare il design di alcuni tablet, perché troppo simili agli iPad.

Non ci resta che attendere e vedere chi la spunterà!

In arrivo nuovi sistemi operativi per Apple e Windows

I nuovi sistemi operativi di Windows e Apple

In questi giorni di caldo torrido, la temperatura sembra salire anche nel mondo dei computer, con i principali produttori che stanno per lanciare nuovi sistemi operativi. La Apple è in procinto di presentare il suo Mountain Lion, plasmato per accontentare sempre più le esigenze dei dispositivi mobili; mentre Bill Gates, con Windows 8, permetterà un passaggio “low cost” a chi già possiede un sistema operativo della Microsoft. Partiamo proprio da Cupertino e dalle novità che ci riserverà l’OS X Mountain Lion. La data in cui il nuovo sistema operativo sarà disponibile su Mac App Store è ancora incerta: alcuni pensano che già dal 19 Luglio potrà essere acquistato, mentre altri intravedono l’uscita ufficiale per il 25 Luglio. In ogni caso, il costo sarà di 15,99 euro, mentre coloro che avranno acquistato un dispositivo della “mela morsa” dopo l’11 Giugno potranno ottenerlo in maniera del tutto gratuita.

Le prime indiscrezioni non considerano il nuovo sistema operativo come portatore di grandi mutamenti rispetto alle versioni precedenti. Anzi, si tratta di una serie di piccole modifiche che miglioreranno l’usabilità del dispositivo, in modo da renderlo sempre più vicino alla tecnologia mobile: iPad e i Phone, tanto per intenderci. Ecco, allora, che il Mountain Lion è plasmato intorno ad iCloud: non poteva essere altrimenti, vista l’enorme diffusione dei dispositivi mobili della Apple. Il rilascio della nuova versione iOS 6 nel prossimo autunno, poi, permetterà di sincronizzare il programma di navigazione Safari tra il “mondo mobile” e i tradizionali MacBook. Un altro punto di forza della Apple, vale a dire la App TV, con il nuovo sistema operativo che uscirà a breve potrà interagire direttamente con i televisori ad alta definizione tramite la connessione wireless. Insomma, minuscole migliorie che nel complesso costituiscono una piccola rivoluzione.

Sull’altro versante, quello cioè della Microsoft, non stanno certamente a guardare. Con il nuovo Windows 8, infatti, l’azienda creata e guidata da Bill Gates inaugura una procedura che potremmo definire a “basso costo” per l’acquisto del nuovo sistema operativo. Chiunque è in possesso di Windows XP, e naturalmente delle versioni successive quali Vista e Sette, potrà averlo a un prezzo scontato: in America sono circa 40 dollari. Il discorso non è invece valido per chi acquisterà un computer nuovo. In questo modo si vuole favorire i molti possessori del “vecchio” XP, considerando che questo cadrà definitivamente in disuso nel 2014, e di conseguenza non riceverà più gli aggiornamenti necessari per il corretto funzionamento. La decisione di chiudere definitivamente Windows XP, che tuttora è posseduto da circa 1/3 degli utenti Microsoft, dipende dal fatto che è sempre più distante dal nuovo modo di concepire il computer: in altre parole, l’XP funziona ma appartiene a un’altra era informatica! L’uscita di Windows è prevista per il mese di Ottobre, anche se una versione di prova dovrebbe essere disponibile già in Agosto.

I due giganti della tecnologia, cioè Apple e Windows, continuano a combattersi l’un l’altro una guerra per il dominio dei mercati mondiali: uno scontro sempre più cruento!

Guerra delle Mappe tra Google ed Apple!

Google e Apple si combattono per il mercato maps

La rivoluzione del web 2.0 ha introdotto la possibilità, anni fa impensabile, di avere a disposizione dei servizi di mappatura che coprono praticamente ogni angolo del globo. Google Maps, da questo punto di vista, è il sito più visitato e al quale si ricorre frequentemente per cercare una via o una piazza. Tuttavia, le enormi possibilità di guadagno, per il traffico di visitatori ma soprattutto per l’inserimento di pubblicità in loco, sta scatenando una cruenta guerra. Vediamo chi sono i protagonisti della geolocalizzazione nel 2012!

Significativa è la tempistica con cui, nel giro di pochi giorni, nel mare del web mondiale sbarcano due differenti prodotti legati al servizio di localizzazione: Google Geo, e un’applicazione ad hoc creata dalla Apple che sarà presentata lunedì prossimo.

Riguardo alle nuove funzionalità del più importante motore di ricerca, Google Geo compie un notevole balzo in avanti su questo fronte. Oltre al ben conosciuto rigore per ogni dettaglio geografico, è stata aggiunta la “terza dimensione”, che renderà le mappe davvero suggestive, prima ancora che funzionali.

In questo modo Google vuole definitivamente scalzare dal mercato tecnologico i navigatori satellitari, visto le funzioni che sostituiscono alla grande Tom Tom e altri strumenti per la navigazione. Tra le novità di Google Geo, infatti, c’è una migliore visualizzazione sui dispositivi mobili, i veri protagonisti durante le ricerche degli utenti che si trovano per strada o in prossimità delle mete da raggiungere. Ci sarà anche la possibilità di panificare un percorso in base ai mezzi di trasporto utilizzati o, in alternativa, l’itinerario ideale da seguire a piedi. La visione in tre dimensioni, insieme ai nuovi zainetti Street View con cui si potranno mappare anche i vicoli più stretti, daranno del filo da torcere a chiunque vorrà sfidare Mountain View nel primato delle mappe digitali.

Tuttavia non si tira indietro la Apple, che proprio il prossimo 11 Giugno renderà pubblico il suo progetto per la geolocalizzazione, con un’applicazione apposita scaricabile nei dispositivi mobili come iPhone e iPad. La sfida, seppur giocata alla pari visto che anche a Cupertino si è pensato al 3D, è decisamente ardua per chi non ha esperienze consolidate come Google. Comunque, staremo a vedere chi tra le due la spunterà!

Se è vero che tra i due litiganti, solitamente, il terzo gode, allora la multinazionale Nokia può iniziare a sperare in un “posto al sole” nel settore delle mappe. Una serie di applicazioni riscuotono un certo successo tra gli utenti del web. In particolare, segnaliamo Nokia Traffic che permette di pianificare con estrema precisione un determinato itinerario urbano.

Dietro a questa guerra tra colossi del web, per aggiudicarsi il primato delle mappe e vincere sul terreno della geolocalizzazione, si cela il tentativo di accaparrarsi gli ingenti introiti pubblicati che possono scaturire dalle inserzioni locali. Ma questo, per i profondi conoscitori del web, non è una novità.

Le prime indiscrezioni sul nuovo iPhone 5

Il nuovo Apple iPhone 5

Inizia il consueto coro di indiscrezioni sul futuro iPhone 5, che dovrebbe uscire in autunno con importanti novità. Gli appassionati di questo smartphone già guardano con interesse ai blog di tecnologia che lasciano trapelare le novità apportate dalla Apple, e già sognano il momento del fatidico acquisto, magari dopo interminabili ore di fila davanti ai negozi!

Il “gossip” relativo all’iPhone 5, anche questa volta sembra non essere casuale ma arriva all’indomani del lancio del Galaxy S III prodotto dalla Samsung: il principale concorrente del telefono con lo stemma della mela morsa. E a questi livelli, bastano poche notizie lasciate trapelare dall’azienda di Cupertino per muovere i mercati finanziari a proprio favore, e aumentare le quotazioni in borsa.

Vediamo cosa potrebbe riservarci di nuovo l’iPhone 5. Rispetto alle versioni precedenti, dovrebbe avere una maggiore lunghezza, mantenendo la stessa larghezza. Ciò serve a permettere il montaggio di batterie più durature e la possibilità di includere uno schermo da quattro pollici, oltre ad avere all’interno dello smartphone la tecnologia LTE.

Sempre con riferimento alle dimensioni del nuovo iPhone 5, questo dovrebbe essere più sottile e avere il retro in materiale metallico. L’idea, quindi, è di renderlo più potente dal punto di vista del microprocessore e delle applicazioni in grado di gestire, e con una struttura che possa reggere gli urti. Altri, invece, parlano del liquidmetal, ossia di un materiale indistruttibile ma diverso al tocco, rispetto al metallo. Il punto di forza di questo materiale è la resistenza agli urti, tanto che è stato già usato per scopi militari e medici.

Delle poche indiscrezioni che, volontariamente o meno, sono state fatte arrivare alla stampa mondiale, c’è anche quella del diverso attacco dock, cioè della fessura in cui inserire il cavetto di alimentazione. Con l’iPhone 5 dovrebbe essere più piccola, e compatibile con gli altri cavetti grazie a degli adattatori forniti dalla stessa Apple.

Finora non ci sono altri dati concreti, così che milioni di appassionati possono “lavorare” di immaginazione da qui ai mesi prossimi. Tuttavia, possiamo fare delle considerazioni sull’uscita stessa. Se è vero che i rumors più affidabili la danno per questo autunno, altri non escludono che potremmo trovare il nuovo iPhone 5 già a partire da giugno 2012.

Ciò denota la paura, da parte della Apple, del nuovo smartphone della Samsung Galaxy S III, che effettivamente sta dando del filo da torcere a Cupertino e mette in serio dubbio il primato nel campo dei “telefoni intelligenti”. Il lancio sul mercato già a inizio estate potrebbe contenere, da un lato, l’egemonia della Samsung. D’altro canto, però, attendere fino all’autunno vorrebbe dire inserirsi in un lasso di tempo in cui il Galaxy S III è già stato metabolizzato dal mercato, rilanciando alla grande l’immagine del colosso fondato da Steve Jobs.

Insomma, calcoli strategici di marketing che fino a pochissimi anni fa erano impensabili!

Flashback, il Virus che attacca i Macintosh

Macintosh attaccato dal Virus Flashback

Anche nel mondo informatico ci sono dei miti che si protraggono nel tempo, e si trasformano in luoghi comuni difficili da sfatare. E’ così per la Apple, in particolare per i Macintosh, lontani da ogni possibile attacco informatico. La multinazionale di Cupertino, invece, è caduta sotto i colpi di Flashback, un virus che ha sfruttato una falla del browser Safari, costringendo i geni del colosso informatico a correre prontamente ai ripari.

Come tutti i miti difficili da sfatare, anche quello che vuole i Macintosh lontani da ogni possibile attacco in realtà non è del tutto vero. Già negli anni scorsi erano stati diffusi dei virus che, però, non avevano assunto le dimensioni di “pandemia” come in questo caso, essendosi fermati su scala locale.

Cos’è il “cattivo” Flashback? L’abilità di questo virus sta nell’entrare attraverso il browser Safari, sovente utilizzato da chi possiede un Mac. Cogliendo la vulnerabilità di questo programma per la navigazione nel web, in particolare un’applicazione Java, il virus è riuscito a penetrare nel sistema.

La notizia è stata resa pubblica in Russia, precisamente da un’azienda che produce antivirus; l’allarme è stato immediatamente raccolto dalla Apple che è passata al contrattacco.

Tuttavia, nonostante il virus si sia diffuso velocemente tra i Macintosh di tutto il mondo, l’epidemia informatica ha colpito circa 600 mila macchine: una cifra alta ma comunque contenuta, in rapporto al numero di Mac presenti nei cinque continenti.

I dati più dettagliati mostrano che sono stati colpiti soprattutto nel continente americano, in particolare più della metà presenti negli Stati Uniti, e circa un quinto nel vicino Canada. La cosa ancor più sorprendente e significativa, circa lo “smacco” che gli eredi di Steve Jobs hanno subìto, riguarda la presenza di ben 274 Macintosh contaminati addirittura dentro la sede della multinazionale, a Cupertino!

Per quanto riguarda la situazione in Italia, invece, la preoccupazione è relativa in quanto soltanto una piccolissima percentuale di Mac usati dagli italiani sono stati colpiti da Flashback.

Ovviamente la Apple è subito corsa ai ripari, lottando contro il virus e soprattutto contro il tempo per non sfregiare il prestigio dei Macintosh conquistato negli anni. Cupertino sta studiando una soluzione rapida che, secondo i consueti tempi brevi della multinazionale, non tarderà ad arrivare. Si tratterà, probabilmente, di un file eseguibile che risolverà il problema, almeno nelle ultime due versioni dei sistemi operativi, cioè Lion e Snow Leopard. Per le versioni precedenti, invece, sarà necessaria la rimozione manuale.

Questo spiacevole problema segue un trend che ha visto la Apple protagonista in negativo. Con l’uscita del nuovo iPad 3  alcuni utenti avevano riscontrato dei problemi con il dispositivo wi-fi, costringendo la direzione dell’azienda informatica alla sostituzione dei tablet difettosi.

iPad 3: pregi e difetti del nuovo gioiello Apple

Caratteristiche Apple iPad 3

Ne avevamo già parlato poche ore prima della presentazione ufficiale a San Francisco: l’iPad 3 è finalmente uscito sul mercato mondiale e possiamo conoscere nel dettaglio le caratteristiche che nello scorso post erano state ipotizzate. I dati sulle vendite sono sorprendentemente positivi, nonostante alcune lamentele degli Apple-dipendenti!

Partiamo innanzitutto dall’uscita dell’iPad 3 nel nostro paese: era prevista come data il 24 Marzo, ma in realtà soltanto il giorno successivo sono state organizzate delle apposite “notti bianche” nelle principali città italiane per lanciare l’ultimo tablet della Apple. A differenza di quanto ci si aspettasse, non ci sono state grandi file davanti ai negozi, piuttosto qualche appostamento notturno per trovarsi pronti all’apertura mattiniera.

Veniamo ora ai punti di forza del nuovo iPad 3, senza omettere le eventuali lacune. Per fare ciò ci basiamo sulle attente analisi di Altro Consumo, la nota associazione a tutela dei consumatori che già da qualche giorno ha acquistato il tablet in Inghilterra.

Notevoli polveroni sono stati innalzati circa l’eccessivo surriscaldamento, specialmente dopo ore di funzionamento dell’iPad 3. La temperatura in effetti sale un po’ più rispetto all’iPad2, arrivando a circa 40 gradi centigradi. Ma il gap non è tale da destare preoccupazioni. In altre parole, si può continuare a tenerlo sulle ginocchia senza disagi!

Durante la presentazione del nuovo iPad 3, che come previsto ha richiamato l’attenzione mondiale e addirittura meritato la diretta web di Repubblica.it, si era enfatizzata la maggiore qualità dello schermo. Grazie a un numero di pixel quadruplicato, vista la nuova risoluzione di 2048 x 1536, il tablet diventa di fatto un televisore ad alta qualità e perfino le piccole scritte non necessitano di ulteriori zoomate. Conseguenza di ciò è l’aumento in termini di grandezza delle applicazioni future, che necessiteranno di uno spazio maggiore delle memorie di vecchi e nuovi iPad.

Altro presunto punto di debolezza del nuovo iPad 3 è l’autonomia della batteria. Una maggiore risoluzione dello schermo comporta inevitabilmente un consumo più alto rispetto al precedente tablet. Anche questa diceria si è rivelata parzialmente fasulla, in quanto il maggior consumo è stato compensato da una batteria più resistente: come risultato avremo una durata media che si attesta sulle dieci ore, a patto che si faccia una ricarica completa che di ore ne impiega circa otto! Il consiglio, comunque, è di usare l’iPad 3 con una luminosità dello schermo media.

Veniamo ora al punto cruciale: il prezzo dell’iPad 3. Esistono due “macro versioni”, rispettivamente con il servizio di connessione wi-fi e basta, e l’altra versione 4G per connettersi con gli operatori telefonici ad alta velocità. Al momento consigliamo di acquistare la versione base dell’iPad 3, visti i tempi lunghi per l’adeguamento degli operatori di telefonia mobile europei. In base alle memorie da 16, 32 o 64 Gbyte, i costi sono di 479, 579 e 679 euro per la versione base, cui aggiungere 120 euro per i rispettivi modelli 4G.

Cresce l’attesa per l’iPad 3: Presentazione a San Francisco

Presentazione dell'iPad 3 a San Francisco

Oggi sarà il giorno della verità per tutti gli apple-dipendenti, con la presentazione dell’iPad 3. Le indiscrezioni, al momento, superano di gran lunga le certezze sulle caratteristiche tecniche del prodotto. Tuttavia, in tempi di crisi la domanda ricorrente riguarda il prezzo: rimarrà lo stesso?

Gli occhi di tutto il mondo tecnologico saranno puntati su San Francisco. Una cosa è certa: oggi pomeriggio ore 19:00 (ora italiana) non ci sarà Steve Jobs a presentare il nuovo gioiello della “mela col morso”. Ma possiamo lo stesso immaginare il clamore e l’attenzione rivolta al palco dello Yerba Buena Center.

Passando alle caratteristiche tecniche e di design, i primi dubbi riguardano il nome. Molto probabilmente non si parlerà di iPad 3 ma di iPad HD. Il cambio di denominazione vuole sottolineare il miglioramento del display, con una risoluzione di 2048 x 1536, anziché 1024 x 768. La tecnologia Retina Display sta alla base del salto di qualità previsto, mentre la casa produttrice che fornirà gli schermi sarà la Sharp.

Chi è abituato a usare i prodotti mobile dell’Apple, forse dovrà rinunciare al tasto “Home”, segno che contraddistingue da sempre i prodotti tecnologici di Jobs.

Si gioca sul filo dei millimetri le previsioni sullo spessore del nuovo iPad. Una maggiore altezza del tablet servirà, eventualmente, a potenziare la capacità della memoria, aumentandone la durata in vista del maggior consumo dovuto al display più elaborato.

Seppur con delle difficoltà tecniche, da superare in corso d’opera per la versione italiana, molto probabilmente l’iPad HD includerà anche il Siri, cioè il sistema di riconoscimento verbale. Tra i dati tecnici più rilevanti c’è anche la nuova fotocamera, capace di fornire maggiori performance grazie agli 8 Megapixel di definizione.

Il nuovo iPad HD dovrebbe uscire in tre distinte versioni: la prima, più economica, includerà soltanto il sistema di connessione wi-fi; le altre due, invece, saranno predisposte per il servizio di telefonia mobile.

Infine, i milioni di appassionati attendono con ansia notizie sul prezzo del nuovo prodotto; in base a questo decideranno se potranno permetterselo o meno. Le voci parlano di un leggero aumento rispetto all’iPad2, quantificabile in poche decine di euro: un incremento sostenibile, considerando i valori aggiunti della nuova versione!

La presentazione dell’iPad HD precederà quella di altri prodotti della Apple. In primis l’evoluzione della Apple Tv, che dovrebbe sfoggiare un processore dual-core A5 oltre all’aggiunta di un dispositivo Bluetooth.

Apple multata dall’Antitrust italiano

L'antitrust italiano multa la Apple

La Apple non conclude nel migliore dei modi il 2011: dopo la morte del fondatore Steve Jobs nello scorso ottobre, si trova a balzare nuovamente alle cronache di tutto il mondo tecnologico per una multa salatissima che le è stata comminata dall’Antitrust italiano. Novecentomila euro che il colosso americano dovrà pagare per non aver fornito sufficienti informazioni sui servizi di assistenza a pagamento.

La questione riguarda le tre società della “mela morsa” operanti nel nostro paese: Apple Retail, Apple Sales International e Apple Italia S.r.l. Due sono le irregolarità che hanno portato l’autorità Antitrust a questa decisione. La prima riguarda i punti vendita e i portali per il commercio online; non sono state date adeguate informazioni agli utenti sull’assistenza gratuita per due anni, come riportato nel Codice del Consumo.

La seconda infrazione è ancor più grave poiché tocca le assistenze fornite a pagamento da Apple. Anche in questo caso latitavano le informazioni sulla tipologia di assistenza e la durata della tutela. Di fatto, due irregolarità volte a indurre il consumatore a scegliere i servizi a pagamento, con un guadagno dell’azienda assai rilevante.

Questa importante notizia, che non lascia indifferenti gli appassionati e gli operatori del settore, fa riflettere sul ruolo decisivo delle autorità Antitrust, sia nazionali che a livello europeo, nel tutelare i cittadini dallo strapotere delle multinazionali. Del resto, lo stesso attuale premier Mario Monti divenne celebre per aver multato la Microsoft, quando si occupava di concorrenza nella Commissione Europea.

Apple Time Capsule

Il backup con Apple Time Capsule

Il backup è nell’aria

L’unità Time Capsule permette il backup dei dati Time Machine anche via Wireless. Il dispositivo, che incorpora un hard disk da 500Gb, funge anche da access point Wi-Fi.

Unità di backup e access point in un unico dispositivo. Si chiama Time Capsule ed è l’unità Apple progettata per l’utilizzo con Time Machine, l’utility integrata in OS X Leopard per la gestione dei backup di sistema in modalità incrementale. Time Capsule incorpora un hard disk da 500 Gb (esiste anche con un 1 Tb), utilizzabile anche come unità esterna, e un completo access point Wi-Fi.

Time Capsule è una delle poche unità sul mercato ad incorporare sia le funzioni di storage esterno sia di access point Wi-Fi.

Sul retro dello chassis sono presenti tre porte Gigabit Lan e una porta Gigabit Wan, relative alle funzioni di switch per reti cablate. Oltre a queste è presente anche un connettore Usb 2.0 e un aggancio di sicurezza. Grazie alla porta Usb 2.0 è possibile collegare all’unità pressoché la totalità dei dispositivi, condividendoli con gli altri computer della rete: pen drive, stampanti, scanner, hard disk esterni, ecc…