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Acquariofilia

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Acquario dolce tropicale

Prosegue la mia avventura acquariofila con: neon, pristella, apistogramma cacatuoides e corydoras.
Gli stupendi esemplari di Scalare dopo 4 anni di vita insieme sono stati donati ad un appassionato che li ha fatti riprodurre:

Ecco le foto dell’evoluzione dell’acquario:

Qui trovate descritto l’inizio dell’avventura.

Fiocco rosa (o blu?) nel mio acquario

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Nel mio acquario si è verificato un evento che rende felice qualsiasi acquariofilo. Ovvero la riproduzione di una coppia di pesci. Si tratta dei Pelvicachromis Pulcher. Premetto che la riproduzione dei Pulcher è molto semplice. Una coppia difficlmente non si riproduce. Rimane comunque un lieto evento.

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La particolarità dei Pulcher è la monogamia della coppia e le cure parentali particolari. Questi pesci formano una coppia per tutta la durata della propria vita. La deposizione è avvenuta sotto le larghe foglie di una delle mie piante Anubias, al riparo da occhi (e pesci) indiscreti. Maschio e femmina dal momento della deposizione fino alla schiusa delle uova si sono alternati continuamente nella protezione del nido. Qualsiasi pesce, scalari inclusi (le cui dimensioni sono molto maggiori) veniva scacciati senza pietà all’avvicinarsi al nido. Dopo 4/5 giorni le uova si sono schiuse e la coppia ha spostato i piccoli avanotti in altri ambienti riparati.

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Ho notato che gli avanotti non vengono mai lasciati soli. I due genitori li controllano continuamente senza spostarsi. Gli avanotti rimangono vicino al genitore. Se qualche piccolo pescetto si allontana uno dei due genitori lo riporta nel gruppo degli altri “ingoiandolo” momentaneamente e riisputandolo nel posto giusto.
Gli altri inquilini dell’acquario vengono tenuto sott’occhio e a debita distanza. Le cure parentali dei genitori sono veramente attente e amorevoli. Una cosa molto particolare, molto simile alle cire di noi umani.

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Acquario di comunità con i ciclidi

Dopo la sfortunata esperienza con esemplari di Apistogramma Ramirezi e di Apistogramma Agassiz tento di nuovo la via dei ciclidi nani. Questa volta però con esemplati autoctoni dell’Africa occidentale: Pelvicachromis Pulcher. In precedenza avevo inserito ciclidi esclusivamente dell’area sudamericana. Ora quindi la mia vasca diventa a tutti gli effetti un acquario di comunità.
I Pulcher sono ciclidi nani particolari. Sono meno territoriali rispetto ai cugini amazzonici, almeno così sembra a prima vista. Inoltre il maschio è dominante sulla femmina, tranne che nel periodo delll’accoppiamento. Per gli altri ciclidi nani solitamente è l’opposto. Con l’occasione ho introdotto, oltre ai quattro Pulcher, due Corydoras Schwartzi. I corydoras sono pesci coriacei e umili, ma che comunque fanno un buon movimento nella vasca. Una curiosità, in Germania i Cory sono chaiamati “PANZERWELS”: pesci carrarmato.
Una nota per i due scalari presenti. Il più piccolo è di tipo nero, mente – l’altro grande il doppio e molto prepotente – è della specie dorata (foto). Penso che questo esemplare potrebbe essere da esposizione. E’ ben proprozionato e molto vorace. Arriva a mangiarsi perfino le pasticche di fertilizzante!

Ecco la composizione attuale della vasca è:

2 Scalare (Pterophyllum Scalare)
3 Corydoras Melini
2 Corydoras Aeneus
2 Ancistrus
2 Corydoras Schwartzi
4 Pelvicachromis Pulcher

Ancistrus

Ecco una bella foto del mio cucciolo di Ancistrus:

Un ecosistema (quasi)perfetto /2

Ieri ho eliminato uno dei miei Ramirez, l’ho scambiato con un piccolo esemplare di Ancistrus. Quattro Ramirez più 2 Agassiz erano diventati intolleranti tra loro. Vediamo se con l’eliminazione di uno dei Ramirez più aggressivi la cosa migliora. Nel frattempo sono morti due Scalari che avevo inserito una decina di giorni fa. I valori dell’acqua sono corretti, quindi non ne capisco il motivo.

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Veniamo all’Ancistrus. E’ un altro di quelli che vengono definiti pesci “pulitori” o “spazzini”. Anche se poi non è proprio così. Questi pesci meno affascinanti meritano di essere allevati al pari degli altri. L’interesse per l’etologia e il comportamento delle singole specie deve essere predominante rispetto all’allevamento per puro scopo ornametale. L’Ancistrus viene definito pulitore perchè ha una grossa ventosa, che lo aiuta a cibarsi. L’Ancistrus si ciba di ciò che trova sul fondo e quando è giovane divora grandissime quantità di alghe. Ora capite perchè viene definito “pulitore”. In realtà gli scarti, gli escrementi o altre cose non vengono toccate da nessun pulitore. Da adulto è bene alimentarlo con compresse a base vegetale o qualche zucchina bollita.

Un ecosistema (quasi)perfetto

Ieri ho effettuato qualche piccolo e definitivo nuovo inserimento nel mio acquario tropicale d’acqua dolce. In precedenza erano già presenti quattro Corydoras Melini e due Corydoras di tipo albino (Corydoras Aeneus). Questi pesci sono utilissimi per tenere pulito il fondo della vasca, ma non chiamateli “pesci pulitori”. I Corydoras erano in compagnia di quattro Ramirez (Apistogramma Ramirezi). Questi sono i ciclidi nani più diffusi in acquario. Provengono dall’America centrale. Sono pesci territoriali che abitano gli strati bassi della vasca. Tra loro sono molto aggressivi, non è difficile notare frequenti parate di sfide e zuffe, con le pinne spiegate.
Ieri sono arrivati quattro esemplari di Scalare (Pterophyllum Scalare). Questi pesci originari dei bacini amazzonici sono i principi dell’acquario. Sono pesci molto eleganti e abbastanza diffusi. Sono molto territoriali, quindi basta inserire esemplari piccoli e solo dopo le altre specie, altrimenti sono dolori.
Insieme agli Scalari ho inserito una coppia di pesce Vescovo (Apistogramma Agassizi). Anche questi sono ciclidi nani, ma un pò meno diffusi. Infatti il prezzo è stato abbastanza elevato. Anche questi pesci sono molto territoriali e dopo poche ore ho notato che cominciavano già a prendersi i propri spazi, a danno degli ugualmente aggressivi Ramirez.

La dura vita dell’acquariofilo

Per la mia assenza di 20 giorni nonostante avessi predisposto tutto (quasi) alla perfezione ho trovato una situazione particolare. Il dosatore di cibo (Robofood di Askoll) ha lavorato bene, anche se mi sono accroto della quantità elevata di cibo rilasciato; probabilmente la mia regolazione deve essersi modificata in qualche maniera.

Le piante, che avevo potato con cura prima di partire hanno avuto una crescita inaspettata. La situazione che ho trovato è stata simile ad una foresta pluviale, con le mangrovie al posto delle classiche pianticelle. Armato di pazienza mi sono dovuto bagnare le mani per riportare il tutto alla normalità e consentire ai miei pesciolini di nuotare liberamente.

Due Ramirez sono scomparsi, non chiedetemi che fine abbiano fatto, ma probabilmente sono morti per qualche motivo e poi cannibalizzati dagli altri…..

Arrivano i Ramirez…

Dopo i Corydoras ecco arrivare dei nuovi inquilini nel mio giovane acquario. Si tratta di sei esemplari di Papiliochromis Ramirezi, meglio conosciuti come Ramirez o Ram. I Ramirez non sono pesci da neofita. In quanto necessitano di valori stabili dell’acqua e di molte cure. Vediamo come andrà.


I Ramirez sono dei ciclidi nani provenienti dal centro America. Come tutti i cilidi sono pesci territoriali e non troppo pacifici. Dopo poche ore di ambientamento mi sono reso conto come alcuni degli esmplari abbiamo preso possesso di alcuni posti dell’acquario. Ad esempio sotto piante protettive o vicino a dei riferimenti fissi, e di come scaccino gli altri esemplari appena si avvicinino. Dopo poche ore si delinea la territorialità e si notano i soggetti dominanti. Nessun problema con gli altri inquilini dell’acquario, le due specie di pesci sembranol ignorarsi, almeno per il momento.

Aquariofilia

Visto che Babbo Natale mi ha portato un fantastico acquario da circa 110 litri, inauguro la categoria Acquariofilia che mi consentirà di postare l’evoluzione dell’acquario. L’acquario è un ambiente vivo che si modifica continuamente.
Riprendo così un hobby che avevo abbandonato qualche anno fa. Spero di ricordarmi ancora qualche trucchetto.

L’acquario che vedete è dotato di filtro esterno. Questo consente di risparmiare qualche prezioso litro d’acqua e facilita le operazioni di manutenzione. Il filtro esterno è un blocco unico che può essere facilmente asportato.

Quello a destra è il filtro. Mentre sulla sinistra vedete un altro accessorio molto importante che mi sono affrettato ad acquistare. Si tratta di una bombola di CO2 (anidride carbonica).
Come avrete studiato da bambini le piante per la loro crescita effettuano un processo chiamato fotosintesi clorofilliana. Ovvero di giorno assorbono anidride carbonica che tramutano e rilasciano in ossigeno. Mentre di notte compiono l’inverso. In un acquario l’impianto di CO2 è faondamentale se volete avere piante rigogliose.

Inoltre un costante apporto di CO2 (nella foto il diffusore) stabilizza e abbassa il valore di PH dell’acqua. Nell’arco di 24 ore il PH del miop acquario è passato da 7,5 a meno di 7. Visto che i principi del mio acquario saranno gli Scalari è necessario che mantenga un acqua leggermente acida.

Veniamo ai pesci. Oggi finalmente ho inserito i primi quattro ospiti della vasca. Si tratta dei Corydoras Melini. Pesci simpatici e molto adattabili, che in natura si trovano nella fascia amazzonica. Molti li conoscono con il nome di pulitori, anche se questa definizione è un pò ingrata. Perchè si tratta di pesci come gli altri.