The dark side of CC
Sto seguendo con crescente interesse la crescita del sistema di licenze Creative Commons in Italia. Premetto che anche questo sito adotta una licenza di tipo CC.
Ultimamente ho scoperto una serie di discussioni che tendono a sottolineare alcuni situazioni “particolari” legate a CC.
in prima battuta i membri che fondano il consiglio direttivo. Ad esclusione dell’illuminato ideatore Lawrence Lessig, abbiamo varie figure. Tra queste qualcuna compare stranamente collegata. C’è un Senior Software Architect di Microsoft, c’è un regista della Warner Bros e c’è Joi Ito. Quest’ultimo ha innegabilmente fatto tanto per il progresso della rete, ma è pur sempre un uomo d’affari, un venture capitalist. E’ co-fondatore di un azienda che vende software di simulazione all’esercito americano.
Premesso che come si dice, ognuno deve pur vivere, appare strano come persone profondamente invischiate in diversi tipi di business possano essere anche paladini della libera diffusione del sapere in rete.
In seconda battuta altre critiche sono piovute sulla licenza Non Commerciale. Se leggiamo la parte scritta in grande, vediamo:
Non commerciale. Non puoi usare quest’opera per scopi commerciali.
Mentre leggendo le cosidette righe piccole troviamo tra le varie clausole la seguente:
Tu non puoi esercitare alcuno dei diritti a Te concessi al precedente punto 3 in una maniera tale che sia prevalentemente intesa o diretta al perseguimento di un vantaggio commerciale o di un compenso monetario privato.
dove risulta chiara, anche se implicita, la scappatoia legale a questo tipo di licenza.
Anche se tutto questo è un attegiamento ipercritico e gratuito, qualcuno pensa come membri dirigenti di CC possano pilotare questo tipo di licenze, assoggettandola a future necessità delle major.
Oppure come si dice, fatta la legge, trovato l’inghippo?
Commenti
Un commento to “The dark side of CC”






Non so dire ma mi sembrano delle info da seguire con attenzione, leggerò dell’altro col ricordo dei tuoi pensieri.