Ma quanto petrolio rimane?
Gaspar Torriero cita un rapporto di Exxon riguardo al fabbisogno energetico di petrolio da qui al 2030. Il rapporto si chiama 2004 Energy Outlook ed è disponibile in versione PDF.
Da qui al 2030 si avrà un incremento della richista di petrolio pari al 50 %. Di questa percentuale il 60% saranno richieste dai paesi in via di sviluppo. Il petrolio ed il gas rimarranno forme di energia predominanti (…e qui già mi viene da piangere).

La crescita economica mondiale rimarrà stabile ai livelli dei venti anni precedenti, ma le crescita di richiesta di energia maggiore raggingerà l’80% per i paesi in via di sviluppo. Come potete vedere mentre Usa e Europa avrà una crescita costante e prevedibile, potete notare l’esplosione dei paesi che attualmente non sono sviluppati ma sono in crescita: Cina, India e Sud America (100%, 164%, 85%).

Olio e gas rimarranno forme energetiche predominanti, in maniera costante fino al 2030, con una quota vicina al 60%. In particolar modo il gas naturale sarà (secondo Exxon ovviamente) la fonte di energia primaria per i prossimi 25 anni.
Ora veniamo alla parte migliore.
Nel 2030 la richiesta di petrolio sarà pari a 200 milioni di barili al giorno. La quantità di petrolio presente al mondo è stimata intorno ai 6000 – 8000 miliardi di barili. Vorrei precisare che da un paio di libri che ho letto emerge che la quantità di petrolio presente nel mondo è sovrastimata perchè non estraibile realmente, per vari motivi.
Dunque se prendiamo la previsione più ottimistica e la dividiamo per il fabbisogno di 200 milioni di barili al giorno, ci rimangono circa 100 anni di petrolio.
Se ridimensioniamo queste previsioni ottimistiche, possiamo capire come il nostro futuro, completamente sottomesso e assoggettato a fonti energetiche non rinnovabili, sia incredibilmente incerto e traballante.
Aggiornamento:
Mi associo al commento di Gaspar e se non fosse chiaro, vorrei sottolineare che i circa 100 anni sono incredibilmente sovradimensionati. Per via dei limiti di estrazione fisici o politici che hanno molti giacimenti. Praticamente c’è molto petrolio che esiste realemente ma non potrà mai essere estratto.
Su segnalazione si Kensan, nei commenti, pubblico questo grafico riguardo il numero di giacimenti scoperti e la produzione petrolifera mondiale:

Commenti
7 commenti to “Ma quanto petrolio rimane?”






[...] abbastanza scarsa, ogni tanto qualche post decente sia stato scritto. Ne cito tre a caso: Ma quanto petrolio rimane? I media sono morti, viva i blog Estendere la legge di Moore Questi post a [...]
Segnalo un grafico che riguarda i giacimenti scoperti fino ad oggi contro il livello di estrazione di petrolio fino ad oggi.
http://www.peakoil.net/uhdsg/GrowingGap.jpg
Gli esperti più selvaggiamente ottimisti si azzardano a prevedere che abbiamo petrolio per altri vent’anni. Il consenso generale è da 0 a 15 anni prima del “peak oil”.
In tutti i casi, la traduzione in italiano è: “adesso“.
Vorre poi ricordare che un giacimento di petrolio ha la caratteristica di buttare fuori petrolio in alta pressione all’inizio (si vede anche in un sacco di film), poi la pressione d’uscita del greggio scende, quindi si azzera e il petrolio non esce più. Per continuare l’estrazione si inietta nel giacimento vapore acqueo che è fatto bruciando petrolio. Quindi ogni barile estratto è al lordo del petrolio bruciato per estrarlo.
Andando ancora avanti con l’estrazione il quantitativo di vapore necessario aumenta e il petrolio netto estratto diminuisce fino a quando per estrarre un barile di petrolio occorre un barile di petrolio bruciato. A questo punto il giacimento è esaurito anche se di petrolio ce n’è ancora il 50% (mi pare) sotto terra. Quando si parla di giacimenti di petrolio è bene parlare di petrolio estraibile.
Si tenga conto che i vari paesi OPEC creano petrolio di carta molto facilmente, infatti chi ha molto petrolio ne può estrarre e vendere di più degli altri. I giacimenti sono un numero inferiore di quanto afferma l’opec.
Un mio articolo in cui mi dilungo su questi argomenti:
http://www.kensan.it/articoli/Aggiornamento_sul_petrolio.php
diamoci da fare per cercare fonti di energia alternativa, che non siano l’olio di colza per favore campi da coltivare usiamoli per far mangiare i tre quarti del mondo che non mangia! Si puo fare tanto e più siamo e meglio è petizioni, raccolte firme ecc. I capoccioni del mondo devono capire che le risorse finiranno anche per loro ( forse hanno una mega cisterna segreta sotto casa?)
Grazie molte per il link al mio sito nel suo blog e complimenti per l’articolo sul petrolio, oggi giorno pochi si occupano di questioni tecniche come l’esaurimento del greggio, quindi è bene farsi i compliementi all’interno della cerchia dei peakoil guy.
Un sito interessante e fondamentale sul peakoil: http://www.aspoitalia.net
Saluti.
[...] Tornando al futuro della Tesla Roadster, le continue crisi nel medio-oriente e la crescita vertiginosa del costo della benzina potrebbero essere un ottimo sponsor per la riuscita del progetto. Tra qualche anno il picco massimo dell’estrazione petrolifera verrà raggiunto. Questo significa che le (probabilmente) sovrastimate riserve petrolifere si andranno ad esaurire. Il prezzo del petrolio, e quindi della benzina, salirà alle stelle. Quindi non ci resterà che lasciare l’automobile in garage o sfruttare sistemi di alimentazione alternativi. Meglio se non inquinanti. Forse la joint-venture di Tesla Motors ha trovato il momento giusto per proporre la propria idea. Un momento politico mondiale delicato che potrebbe spingere molti di noi ad assicurarsi una buona dose di sportività automobilistica al costo di poco carburante e ancora meno gas di scarico. [...]