2011 November
Vivicam 790HD 3D: anche le telecamere sono low-cost
In un mondo in cui tutto diventa low-cost, per ampliare il mercato e aumentare le vendite, anche le videocamere digitali ora si trovano a prezzi bassissimi. Questo sembrerebbe il trend futuro dopo l’uscita della Vivicam 790HD 3D, che si candida a diventare uno dei regali tecnologici più gettonati del Natale 2011. Il prezzo è davvero accessibile: circa 75 euro. Vediamo le caratteristiche principali e i punti di forza.
Il suffisso “3D” non sta lì come semplice etichetta per convincere i potenziali acquirenti all’acquisto. La Vivicam 790HD 3D restituisce davvero filmati in tre dimensioni; con il collegamento a un televisore abilitato, anche le immagini più amatoriali possono trasformarsi in filmati di alta qualità!
Durante le riprese, si può osservare cosa si sta inquadrando attraverso uno schermo di 2,7 pollici. La risoluzione del sensore è di 5,1 Megapixel e lo zoom è 4x. Caratteristiche, queste, che lasciano sperare ottime performance e di alta qualità, considerando il basso prezzo. L’azienda, inoltre, è in procinto di lanciare sul mercato anche una versione evoluta, che presenta questa volta 12,1 Megapixel.
L’unico ostacolo che potrebbe impedirvi di avere la telecamera tra le vostre mani è la distanza, visto che non si trova in commercio in Italia ma bisogna ordinarla dall’America. Tuttavia, riteniamo che anche con le spese di spedizione dall’altro capo dell’oceano, il prezzo di 99 dollari sia comunque basso.
La storia della compagnia Vivitar, con sede in California e fondata nel 1938 come produttrice di materiale fotografico, può far ben sperare sulla riuscita della prima “telecamera low-cost”.
Buffy, il futuro smartphone di Facebook
Dobbiamo collocare le indiscrezioni su Buffy, il progetto del primo smartphone plasmato totalmente su Facebook, sul piano delle news tecnologiche piuttosto che su quello di una recensione vera e propria, in quanto il prodotto firmato Zuckerberg sarà disponibile sul mercato almeno tra un anno. Suscita, tuttavia, una certa curiosità, se non altro perché il futuro della tecnologia e dei social network si sta delineando e settorializzando, con la nascita di inevitabili faziosità tra gli utenti di tutto il mondo.
Basando la nostra analisi sulle voci ufficiose che rimbalzano tra i forum, il telefonino “intelligente” su cui punta Facebook è creato dalla High Tech Computer Corporation, compagnia tecnologica con sede a Taiwan e leader nella produzione di smartphone.
Il sistema operativo è ovviamente Android: fin qui nulla di particolare, se non fosse che le modifiche apportate sono state indotte dal social network più famoso del mondo, appunto per renderlo conforme alle innumerevoli applicazioni targate “F”.
Buffy è l’ultima frontiera della telefonia e del mondo di internet in generale. Non dobbiamo immaginarci il solito cellulare con il tasto “Facebook”; cosa che, del resto, avviene già ora. Come già anticipato, siamo destinati ad assistere a delle divisioni di campo tra Facebook, Twitter e Google+. Tre colossi della comunicazione sociale in rete, che legittimamente cercheranno di conquistare larghe fette del mercato su internet; con guerre senza esclusioni di colpi, anzi di smartphone!
Compleanno del “www”: occasione per riflettere sul web in Italia
Se stiamo qui a parlare di tecnologia, di nuovi smartphone che viaggiano in rete o della rincorsa continua all’ultimo notebook, che ci piaccia o meno lo dobbiamo alle famose tre “w” che dobbiamo continuamente cliccare per entrare in rete. In questi giorni si celebrano i 20 anni dell’invenzione più rivoluzionaria degli ultimi tempi. Fautore è Tim Berners-Lee.
Nel 1991, presso i laboratori del Cern di Ginevra prendeva forma l’idea secondo cui, con una sequenza di caratteri alfanumerici preceduti dal “www”, si potesse accedere a una rete globale, retta dal contributo di tutti gli internauti.
Le celebrazioni per i 20 anni del web si sono tenute a Roma alla presenza, ovviamente, di Berners-Lee. Tra candeline spente e discorsi di rito, è stata un’occasione per parlare del presente e del futuro di internet.
Oltre agli auspici per una lunga vita della rete web, si sono affrontati temi come l’occupazione in Italia in questo settore, che attualmente conta 700 mila persone; e l’esigenza di dover completare le cosiddette “autostrade” della banda larga. L’Italia, da questo punto di vista, ha ancora molto lavoro da svolgere per garantire il diritto alla connessione internet.
I giorni in cui cade il compleanno del “www” non poteva essere migliore, visto che in questo periodo sta mutando il quadro politico con la formazione di un nuovo governo. Non sono mancate richieste esplicite al futuro esecutivo, per fornire i fondi necessari alla banda larga.
Infine, la situazione italiana vede un accesso di circa la metà degli italiani alla rete, concentrati sulle fasce più giovani. Gli anziani, al pari delle nuove generazioni, devono poter cliccare le tre “w” in sequenza con estrema facilità, per accedere al mondo in rete!
Volunia: la mano italiana dietro al “Google del futuro”
Ci fa sempre piacere parlare delle innovazioni tecnologiche e del web, visto che rappresenta il presente e anche il futuro. Quando, tra i nomi dei fautori delle nuove scoperte, compare anche quello di un italiano, allora la contentezza si tramuta in orgoglio nazionale.
Questa nota “patriottistica” è giustificata dalla recente notizia, secondo la quale un italiano, Massimo Marchiori, starebbe elaborando un motore di ricerca destinato a rivoluzionare il mondo della rete. Il nome è Volunia, e i presupposti sono incoraggianti.
A dare garanzia di funzionamento del “Google del futuro” è la consapevolezza che Marchiori ha contribuito alla creazione dell’algoritmo del più potente motore di ricerca esistente. Fu lui, infatti, che elaborò l’HyperSearch.
Venendo alle voci su Volunia, che stanno impazzando su blog e forum, le poche informazioni a riguardo rimandano al sito ufficiale, tramite il quale si può inserire il proprio indirizzo di posta elettronica e sperare di essere uno dei fortunati a testare la versione di prova.
Quello che si può affermare con certezza è che Volunia non sarà una versione aggiornata di Google, in quanto l’impresa sarebbe ardua e inutile. Le voci insistenti parlano di un nuovo modo di ricercare siti e informazioni nel web totalmente innovativo. Quale che sia la novità, gli elementi per noi italiani di essere orgogliosi ci sono: capitali umani ed economici tutti italiani, e un lavoro alle spalle di tre anni!
Può essere Volunia il giusto regalo che daremo al web, che proprio in questi giorni sta compiendo 20 anni di vita?
Storie di “cinguettii” con Twitter Stories
La nascita, la vita e l’evoluzione dei social network, pur nelle loro profonde differenze, sembrano seguire le medesime tracce. Così, dopo Facebook, anche Twitter tenta di stregare i suoi utenti con Twitter Stories, una sorta di aggregatore che riunisce le storie più belle o bizzarre, raccolte direttamente tra i milioni di tweet scritti ogni giorno.
La decisione del social network di microblogging più famoso nel mondo, di fare una raccolta ragionata di messaggi, non è nuova per il sito creato nella Silicon Valley, poiché già nel 2010 venne proposto al largo pubblico Twitter Tale.
La particolarità di Twitter, come i milioni di utenti già sanno, sta nella ristrettezza del messaggio inviato, che rende il sito adatto a delle comunicazioni brevi, nelle più disparate situazioni. Twitter Stories, così, diventa uno strumento nuovo per leggere la società mondiale che cambia.
Tra le tante storie raccolte, ce ne sono alcune che mostrano l’utilità del microblogging in realtà particolari, come le rivolte del mondo arabo che hanno segnato il 2011. O per la denuncia delle violazioni dei diritti civili in Africa e nel continente asiatico. Situazioni in cui la democrazia può essere raggiunta grazie alla comunicazione globale.
L’utilità di Twitter è enfatizzata da storie di vita e di morte. Come per Chris Strouth, che lanciando un appello per la richiesta di un rene da trapiantare, ha trovato una risposta positiva grazie a un tweet.
Twitter Stories è destinato a consolidare il successo del social network, e del nuovo modo di comunicare in soli 140 caratteri!
Galaxy Note: tra Smartphone e Tablet
Il Galaxy Note si può classificare come una via di mezzo tra gli smartphone di ultima generazione e il tablet. La Samsung mette sul mercato italiano l’ultima sua creatura tecnologica, destinata a riscuotere successo tra gli appassionati della telefonia mobile. Unico punto a sfavore è il prezzo, ancora alto e non alla portata di tutti!
Ciò che caratterizza e distingue il Samsung Galaxy Note dagli altri telefonini di nuovissima generazione è lo schermo, che misura ben 5,3 pollici. Dimensioni di tutto rispetto, con una definizione che arriva ai 1280×800 pixel.
L’interattività dell’utente è data dall’utilizzo della S-Pen: a differenza delle altre pennine per smartphone, permette di eseguire lavori di precisione, come il ritaglio di immagini. Inoltre, grazie a questa particolare penna, si possono fare firme certificate: molto utile se a usare il Galaxy Note è un operatore del business.
Andando nel cuore, anzi nel cervello, della creatura firmata Samsung, vediamo che è costituito da un dual core da 1,4 GHz, mentre il sistema operativo che provvede a far girare il processore è l’Android 2.3 Gingerbread. Grazie all’alto numero di applicazioni che si possono aggiungere, poi, le funzionalità del Galaxy Note aumentano per indirizzarsi a una platea di potenziali acquirenti sempre più ampia.
Veniamo ora a un punto debole dell’apparecchio elettronico: il prezzo. Sperando che sia destinato a scendere nei prossimi mesi, l’uscita sul mercato del Galaxy Note ha registrato un costo che si aggira sui 700 euro.
Convegno sul Cyberspazio: no alla censura del Web
La diffusione massiva dei computer e l’accesso più facile alla rete internet pongono nuovi problemi, come quello della censura del cyberspazio. La limitazione da parte dei governi al web è uno dei temi portanti del convegno internazionale sul cyberspazio, che si tiene a Londra nei primi due giorni di novembre.
Le parole di apertura del meeting, pronunciate dal ministro degli Esteri inglese William Hague, sono chiare e all’insegna della piena libertà di espressione in internet. La tentazione di molti governi nel mondo, anche di paesi appartenenti all’occidente democratico, di varare leggi che limitino la disponibilità nel web è un rischio attuale.
Al congresso internazionale sul cyberspazio è intervenuto anche il primo ministro David Cameron, il quale ha speso parole “liberali” nel rappresentare il web, senza però dimenticare il rischio che la connettività telematica pone sul fronte del crimine organizzato o del terrorismo.
Proprio i temi della sicurezza nazionale sono gli escamotage più frequenti che molti esecutivi utilizzano per mettere il bavaglio a giornalisti online e blogger. Un esempio su tutti è dato dal popolo iraniano, che proprio nella comunicazione web aveva vissuto momenti di speranza democratica già nel 2009, subito repressa nel sangue.
Tra gli obiettivi di lungo termine discussi nel convegno internazionale sul cyberspazio c’è quello di arrivare a un trattato internazionale, che trovi il giusto compromesso tra libertà nel web e repressione delle attività illecite.
Cuffie per vedere film in 3D: ecco il Personal 3D Viewer
Ci si doveva, prima o poi, arrivare: inventare una cuffia-occhiale per film in 3D che permettesse di vedere il cinema ad alta definizione comodamente a casa. Per ora siamo solo agli inizi, ma i primi tentativi fanno sperare in un’imminente rivoluzione nel mondo del cinema!
Protagonista di questa sensazionale invenzione è la Sony, già all’avanguardia nel mondo della tecnologia, tanto che fu la prima a introdurre il concetto di “musica portatile” con i walkman, precedendo di anni i lettori MP3.
Le caratteristiche del Personal 3D Viewer, questo è il nome, sono all’insegna della massima tecnologia. Con un peso di circa mezzo chilo questi grandi occhiali consentono di vedere immagini in tre dimensioni, grazie ai “differenti punti di vista” delle due lenti-schermo; sfruttando il funzionamento del cervello nell’elaborazione dell’effetto 3D. Le cuffie, poi, trasmettono il suono in maniera tale da suggestionare lo spettatore.
Il successo della cuffia-occhiale per vedere in 3D non è assicurato, e dipende da vari fattori. In primis c’è il prezzo, che per ora è superiore ai 700 dollari. Cui bisogna aggiungere gli sconsigli dei medici all’utilizzo da parte dei più piccoli, vista la ridotta distanza tra occhio e minischermo. Infine, da considerare la scarsa disponibilità di film in tre dimensioni, nel panorama cinematografico generale.
Insomma, il Personal 3D Viewer può essere il punto di svolta nel campo della tecnologia applicata al cinema; o, al contrario, un grande flop tecnologico, come ce ne sono stati nella storia recente!
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