2011 June

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L’Hacker della Sony e della CIA ha un volto

Arrestato l’Hacker della Sony e della CIA

Dopo essere rimasto nell’ombra per svariati mesi, avrebbe un nome e un volto l’hacker che nei mesi scorsi si è introdotto abusivamente nei sistemi informatici della Sony, della CIA e persino del Governo americano.

L’FBI americana, peraltro, che ha proceduto all’arresto del cyber criminale, è rimasta sbigottita nel trovarsi davanti un ragazzino di 19 anni: certo capace, certo tecnologicamente evoluto, ma a vederlo è molto difficile immaginarsi il pericoloso ed irriverente pirata che ha messo in ginocchio l’establishment di oltreoceano, oltre che il più importante sito di games on line.

Resta da vedere se lo stesso criminale sia autore anche di illecite intrusioni in altri sistemi informatici, come quello di SEGA, avvenuta recentemente, oppure se, ferma l’impronta e la matrice comune degli attacchi, l’esecutore sia diverso.

Occorre ancora, infine, individuare la “mente”, che ha progettato questo ambizioso e pericoloso piano e non stupirebbe se l’audace architetto avesse l’età, ancorchè non le fattezze, del ragazzino arrestato.

Cosa succede se il Social Network decide di suonare

Musica sul social network facebook

Su Facebook si fa oramai di tutto: si chatta, si leggono notizie, si comunica, si condividono foto e video: ma cosa succederebbe se sul social network più famoso del mondo si ascoltasse musica?

Lo vedremo molto presto, anzi: lo vedranno, perché l’Italia al momento non sembra parte di questo progetto.

Facebook, in altre parole, ha deciso di rinverdire i fasti del suo servizio Music, originariamente dedicato ai musicisti emergenti, ma mai decollato nella realtà e, tramite una partnership con Spotify, servizio di streaming musicale, e altri siti simili, ha pensato di rendere possibile l’ascolto gratuito di brani musicali, mentre si è sul social network.

Il servizio dovrebbe essere gratuito e sovvenzionato dalla pubblicità e dovrebbe partire in estate, non appena Spotify, attualmente attivo in svariati Paesi, sbarcherà negli Stati Uniti.

Nulla si dice ancora dell’Italia, per adesso al di fuori del circuito Spotify e quindi dal nuovo Facebook Music.

Nasce il Dominio con il nome dell’Azienda

Arrivano i domini con il nome aziendale

Arriva una grande rivoluzione nella denominazione dei siti internet: i possibili domini, infatti, si arricchiscono con la possibilità di personalizzazione: in pratica, ogni azienda potrà scegliere di metter il proprio nome come suffisso del proprio sito internet e altrettanto potranno fare le città.

Questa rivoluzione arricchisce i potenziali nomi da scegliere per il proprio website e consente alle aziende con un marchio forte di rafforzare ulteriormente l’importanza dello stesso sul mercato.

Nasceranno così i siti .nokia o .milano, che si aggiungeranno ai domini già esistenti (.net, .com, .gov) e a quelli geografici già ammessi (.it, .co.uk): a fronte di questo ampliamento dei suffissi, aumenterà però anche la probabilità che i nomi più famosi vengano illecitamente utilizzati: Roger Federer, per esempio, dovrà assicurarsi tutti i domini possibili, comprensivi anche dei nuovi suffissi, per evitare che il suo nome venga abusivamente utilizzato.

Ed anche in questo caso vige la regola del più veloce: chi prima registra, si accaparra quel sito web e spesso lo rivende a caro prezzo.

Addio al pulsante “Mi sento fortunato” su Google?

Pulsante Google mi sento fortunato

Chi di noi non si è mai lasciato tentare dal pulsante di Google accanto a quello di ricerca, il famoso “Mi sento fortunato” (in inglese “I’m feeling lucky”)?

Bene, ora quel pulsante sembra destinato a sparire.

Eppure Google ne aveva fatto un suo marchio di fabbrica, lasciandolo immune dalle -in realtà scarsissime- modifiche apportate alla propria pagina nel corso degli anni.

In realtà, se fino a qualche tempo fa la sua funzione era quella di comunicare agli utenti che la precisione del motore di ricerca era tale da garantire un buon risultato al primo colpo (infatti, il risultato che compare cliccando il pulsante è il primo della lista), adesso l’utilità del “mi sento fortunato” sembra superato dal fatto che, grazie alla nuova funzione Instant di Google, possiamo vedere i risultati della nostra ricerca quando ancora ne stiamo digitando le parole chiave.

Certo, se il pulsante “mi sento fortunato” dovesse sparire, probabilmente non troverebbe una sostituzione, ma avremmo una pagina web ancora più “pulita”.

Quanto ci costa il Roaming

Roaming: quanto ci costa?

Gli italiani sono tra i più radicali web addict dell’Europa: ma non per questo i meno spendaccioni, anzi.

Complici i furbeschi operatori di telefonia mobile italiani e la continua esigenza dei nostri connazionali di essere always on, molti di noi, al ritorno da una vacanza all’estero, hanno avuto la brutta sorpresa di trovare un salatissimo conto sulla bolletta del cellulare, pur non avendo esagerato con le telefonate o gli sms.

Motivo? Le salatissime tariffe del roaming internazionale: si rischia di pagare più del triplo della tariffa a consumo attivabile in Italia, il che non è di poco conto, se pensiamo che tutti noi abbiamo una flat per navigare dal cellulare.

Il consiglio, in proposito, è di stare particolarmente attenti e di informarsi prima di partire: magari è possibile attivare delle tariffe convenzionali -che per qualche giorno ci consentono di usufruire di prezzi vantaggiosi- o più semplicemente, possiamo attendere di incontrare un hot spot Wi-Fi per aggiornare il nostro profilo Facebook o controllare che tempo farà.

Cyber attacco al FMI: si teme per i dati acquisiti

FMI cyber attacco hacker

Qualche giorno fa alcuni hacker hanno attaccato i computer del Fondo Monetario Internazionale.

Non si conoscono ancora i motivi né l’entità dell’attacco: quel che è certo è che la Banca Mondiale, che ha sede proprio di fronte al FMI, ha interrotto i contatti con il relativo server, per evitare contaminazioni.

L’attacco è nato probabilmente perché qualcuno voleva accedere alle informazioni economiche riservate su alcuni degli Stati attualmente a rischio di default economico.

Proprio la rilevanza di tali dati rende gravissimo il tentativo di accesso abusivo al sistema informatico, che ad oggi in realtà non è dato capire se si è effettivamente verificato -se cioè gli hacker sono riusciti ad impadronirsi di informazioni riservate- e con quali reali entità.

Nokia ed Apple fanno la pace

Pace tra Nokia ed Apple

Dopo tanto astio, vissero felici e contenti: è proprio il caso di dirlo per Nokia ed Apple.

Le due società, infatti, concorrenti sul mercato della telefonia mobile, da quando l’azienda di Cupertino ha immesso sul mercato l’Iphone, minando la leadership del colosso finlandese, negli ultimi tempi non si erano risparmiati colpi bassi, citandosi reciprocamente davanti alla US International Trade Commission.

Adesso, però, la guerra è decisamente lontana, per effetto di un accordo siglato nei giorni scorsi, grazie al quale Apple è diventata licenziataria di alcuni brevetti di Nokia, per i quali ha accettato di pagare delle royalties.

C’è grande soddisfazione da entrambe le parti: l’azienda di Steve Jobs sembra contenta di aver raggiunto l’accordo, ma soprattutto Nokia vede consolidata la sua posizione sul mercato dei brevetti e non più solo dell’hardware.

Relazione AGCOM su Italia e Internet: urge upgrade

Relazione su Italia e Internet da parte di AGCOM

La Relazione annuale dell’AGCOM sulla situazione di Internet in Italia non porta -neppure quest’anno- buone notizie.

Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità, ha infatti usato parole poco lusinghiere per lo stato attuale del collegamento alla Rete nel nostro Paese.

Se, infatti, gli italiani hanno imparato ad usare Internet -quanto meno per gli adempimenti quotidiani- la nostra Rete non si sta adeguando alle continue richieste degli utenti e alle evoluzioni che il progresso tecnologico del web richiede.

Sul punto, nota Calabrò, non solo la banda larga ha una diffusione molto bassa e la fibra ottica è attualmente appannaggio di un unico operatore (sebbene Telecom sia in agguato) ma quel che è peggio è che il 18% della popolazione è servita ancora da una connessione ADSL sotto i 2 Mbps.

E sul fronte della rete mobile le cose non migliorano: per questo, il Presidente ell’AGCOM ha rivolto un accorato appello allo Stato ed agli operatori, affinchè si impegnino per un deciso miglioramento della situazione.

Wi-Fi Sync di Apple… forse un plagio

Wi-Fi Sync di Apple

Il nuovo IOs di Apple ha appena debuttato ed è già polemica.

Tra le nuove funzionalità del neonato sistema operativo, infatti, figurera Wi-fi Sync, un’applicazione che sincronizza in Wi-Fi tutti i dispositivi Apple con il nostro computer: Ipad, Iphone e Mac, quindi, riescono a sincronizzarsi tra loro senza cavetti di collegamento.

La funzionalità sicuramente è molto utile: peccato, però, che ci sia già su Cydia -l’App Store dedicato a chi ha craccato i propri dispositivi Apple con il Jailbreak- un’applicazione in tutto e per tutto simile, compreso anche il nome.

Il suo creatore è uno studente inglese, Greg Hughes, il quale un anno fa aveva proposto all’azienda di Cupertino la sua applicazione: la Apple aveva avviato una trattativa per l’acquisto, ma poi l’operazione non era andata in porto.

Hughes aveva quindi commercializzato in proprio la sua creatura, appunto tramite Cydia, peraltro con un discreto successo: si può immaginare il suo sbigottimento quando ha visto replicati applicazione e nome della stessa sul nuovo IOs.

Inutile dire che si preannuncia una battaglia legale.

Il Channel Manager per strutture ricettive e revenue manager

Software Channel Manager

Software Channel Manager” consente l’aggiornamento in tempo reale delle tariffe e delle disponibilità per qualunque tipologia di struttura ricettiva turistica sui portali turistici di booking online, canali IDS e siti web turistici che sono collegati.

Si tratta di uno strumento molto valido che può essere utilizzato su Internet direttamente dai gestori delle strutture o anche dai revenue manager che possono usare il Channel Manager come mezzo essenziale per le proprie consulenze.

Non più perdite di tempo, quindi, per aggiornare i canali di vendita uno ad uno, ma un software avanzato grazie al quale poter effettuare l’aggiornamento simultaneamente con un solo e semplice clic senza difficoltà.


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