2007 November
Kyoto mon amour
Peccato che nessun paese evoluto (ma eco-involuto) lo sta rispettando:
«I Paesi industrializzati non stanno rispettanndo gli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra adottati nel quadro del Protocollo di Kyoto»
[Sole]
Se questo è un “Ministro dell’Interno”
Credo che le affermazioni di uno che dovrebbe essere un riferimenti per tutti noi (Il Ministro dell’Interno) si commentino da sole. Ci basta sottolinearle:
“Quel ragazzo, che oggi non c’è più, di sicuro non sarebbe morto se quel poliziotto non avesse sparato, e questo è comunque imperdonabile. Ma non sarebbe morto neppure se i tifosi di due squadre diverse incontrando in un autogrill non si cimentassero in risse ma bevessero un caffè insieme”
[Reuters]
One Laptop For Children: a che punto è il progetto?
Uruguay, Libia, Nigeria, Brasile sono solo alcuni tra i primi acquirenti dell’ormai celebre XO-1.
Per chi non lo sapesse XO-1 è il primo prodotto della fondazione OLPC, acronimo che sta per One laptop For Children, associazione no-profit presieduta dal guru Nicholas Negroponte. Il proposito del progetto è quella di fornire pc portatili a basso costo ai paesi in via di sviluppo. Combattendo il digital-divide e favorendo l’accesso alla tecnologia si potrà avere un maggiore sviluppo di questi paesi.
Il laptop, un computer portatile particolarmente resistente e semplificato, viene offerto ai governi a circa 200 dollari. Tuttavia è in corso una campagna in Canada e Stati Uniti che prevede l’acquisto di XO-1 a 400 dollari da parte dei cittadini, prezzo doppio del normale. Questo consentirebbe di regalare un computer ad un bambino di un paese in via di sviluppo. Uno lo paghi, uno lo regali. Le consegne cominceranno da fine anno.
Il progetto e le idee che lo accompagnano sono nobili. Il portatile è progetto insieme al MIT Media Lab ed è pensato per resistere alla polvere ed ai graffi. Il peso sarà contenuto sotto i 2 chili con un monitor di circa 7 pollici. Il processore sarà un AMD Geode da 433 MHz, con 256 MB di Ram e l’assenza del disco rigido, sostituito da una memoria Flash. Sarà inclusa la funzionalità Wi-Fi con la possibilità di creare reti ad-hoc tra i computer. Per quanto riguarda la dotazione il sistema operativo di tipo Linux sarà Fedora Core 6. Attingendo al mondo open-source XO-1 sarà dotato dei software di uso più comune: foglio elettronico, browser web, client e-mail e instant mesagging. L’interfaccia sarà molto semplice per consentire facilmente l’utilizzo ai bambini o comunque a persone poco pratiche con la tecnologia. Il costo basso, circa 200 dollari, si è ottenuto “risparmiando” su alcuni aspetti del prodotto. Il monitor è di piccole dimensioni e di fattura economica, inoltre il software è ridotto al minimo ricorrendo a programmi con codice aperto e gratuito. Il processore ereditato da National Semiconductor e prodotto da AMD, non è certo di recente progettazione, ma certamente adeguato. Certo un prodotto portatile di concezione “occidentale” potrebbe essere non completamente adeguato ai paesi in via di sviluppo. Il laptop sembra molto improntato al web, per fare un esempio. Ma quante persone hanno a disposizione una connessione wireless nel cuore della savana africana? Ma forse questa non è una storia degna di essere raccontata, visto che stiamo raccontando una storia dalle maggiori potenzialità.
Come detto l’idea è molto filantropica ma a pensar male ci si mette poco. Magari alcune aziende potrebbero nascondere dietro il proprio interesse per lo sviluppo tecnologico dei paesi poveri una uova possibilità di colonialismo. Se questo può portare ad abbattere l’arretratezza culturale e tecnologica, ben venga. Ovviamente abituare al proprio marchio una intera generazione di una nazione che potrebbe avere un boom economico e culturale è una buon idea. Tra le aziende sponsor del progetto troviamo Google, Red Hat, AMD, BrightStar, News Corp e Nortel Networks con donazioni di circa 2 milioni di dollari ciascuna.
Successivamente qualche grosso nome, sospinto da una molto motivata necessità di essere benefattore e paladino dello sviluppo, ha ritenuto opportuno partecipare ad un progetto del genere. Il vicepresidente di Microsoft Corporate ha recentemente dichiarato che la casa di Redmond sta investendo molte risorse economiche per adattare Windows XP in modo di renderlo compatibile con il laptop voluto da Negroponte. Probabilmente Microsoft ha paura di perdere molti futuri utenti, a vantaggio di Linux. Utenti che potrebbero non fidelizzare con Windows. Circa un anno prima Bill Gates affermava qualcosa del tipo “Non credo che la gente voglia star seduta davanti ad un pc con un monitor minuscolo, cercando di farlo funzionare con una manovella”.
Anche il colosso Intel non ha intenzione di lasciare mercato al rivale di sempre AMD (fornitore per OLPC) e propone una propria soluzione: Classmate PC. Equipaggiato con processore a 9oo MHz e display anch’esso da 7 pollici avrà installato come sistema operativo di tipo Linux o con Windows XP Embebbed (confermando il paradigma Wintel). A seconda del sistema operativo sarà disponibile Microsoft Office o OpenOffice, con immaginabili variazioni nel prezzo. Altra iniziativa meno famosa è quella di VIA Technologies con il progetto VIA pc-1 Initiative. L’idea è sempre quella di fornire pc a basso costo ai paesi in via di sviluppo, ma con un approccio diverso. Creare un intera architettura che comprenda server, appliance e client di vario tipo: tutto rigorosamente low-cost e condiviso in rete. Ad esempio nelle isole Samoa, Via sta realizzando una infrastruttura informativa completa alimentata all’energia solare.
Il progetto One Laptop For Children è stato presentato nel 2005 da Negroponte e Kofi Annan ed è supportato da una associazione no-profit. Poi si sono aggiunte delle varianti commerciali che hanno visto l’entrata in campo dei colossi della tecnologie. L’idealismo sta cedendo il passo alla logica commerciale. Ma in effetti i diversi scopi potrebbero dare un risultato comune che sarebbe comunque il principale obiettivo.
In conclusione sembra che le nazioni si stiano accorgendo delle necessità di sviluppo dei paesi del terzo mondo. Sviluppo interpretato come accesso alle informazioni, possibilità di comunicazione e capacità di condivisione. Perché la crescita culturale, la possibilità di scambiare idee e di accedere alle nozioni necessarie alla formazione potrebbero portare nel giro di qualche generazione ad un miglioramento delle condizioni di vita di molti popoli. Purtroppo questi sforzi potrebbero essere vanificati da altre priorità che i popoli devono avere la possibilità di saper gestire. La stabilità politica su tutte. Il problema delle infrastrutture nulle. Infrastrutture viste come banda larga o mezzi di comunicazione ma soprattutto ospedali e scuole o strade e ponti. Purtroppo non possiamo sapere cosa ci riserverà il mondo e la società dei prossimi anni. La speranza si sa, è l’ultima a morire.
Articolo originale ad opera mia su ApogeOnLine: “Marchi in fila per dare un pc a ogni bambino” (o in PDF qui)
Android, quello che doveva essere Gphone
Google per il momento non lancerà alcun telefono cellulare, almeno per ora. Il tanto chiacchierato Gphone non arriverà.
Arriva però un s.o./firmaware gratuito per telefoni cellulari patrocinato proprio da Google.
Si chiama Android e la caratteristica migliore è l’essere open-source. Android deriva da un vecchio s.o. con kernel Linux acquistato da Google qualche anno fa. Ora diventa Android e confluisce e diventa il prodotto di punta della neonata Open Handset Alliance. Al consorzio aderiscono aziende di diverso tipo tra cui Telecom Italia e alcuni produttori di cellulari.
Mi sembra, così a occhio, che i produttori aderenti sono quelli che non hanno creduto al Symbian. Manca ad esempio Nokia e Sony Ericsson. L’idea del progetto si affianca a OpenMoko di cui ho già parlato (parlando anche della crescita imminente degli smartphones con s.o. Linux), ma sicuramente con qualche mezzo in più.
Conflitto di interessi tra Google e Firefox?
Si torna a parlare di un problema di chiarezza nei rapporti tra Google e il browser Firefox.
Google partecipa ampiamente allo sviluppo del browser ma anche economicamente. Nel 2006 da Google sono piovuto 56 milioni di dollari.
In cambio Mozilla Foundation “veicola” le ricerche su internet verso Google tramite il pulsantino che tutti conosciamo, il alto a destra del browser.
Il conflitto di interessi potrebbe accadere se un sito a rischio pishing, che facesse capo a Google, non fosse segnalato come tale. Questo non per errore tecnico ma per scambio di favori.
Ne parla CNET.
Musica come doping
Il comitato che organizza la maratona di New York ha vietato l’uso di riproduttori MP3 agli atleti, equiparando la cosa al doping. Sono d’accordo sul fatto che:
esiste una relazione tra il suono ascoltato e le prestazioni e che la musica riduce la percezione dello sforzo e, aiutando il rilassamento, riduce il consumo di calorie. Ci sono perfino teorie più avanzate e i triatleti selezionano compilation di canzoni in cui le battute al minuto sono identiche ai passi della corsa, per creare un’identificazione perfetta di ritmo.
Ma…..parlare di doping che è una frode sportiva forse è eccessivo.
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