2007 October

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Coming su ApogeOnLine – Libera il telefono: il matrimonio tra Linux e cellulare

Dopo qualche mese torno a esprimere qualche baggianata su Apogeonline:

Libera il telefono: il matrimonio tra Linux e cellulare.

Linux e il nostro amato telefono cellulare. Un binomio ricorrente che ha vissuto momenti alterni negli ultimi anni; con l’evoluzione della tecnologia e del mondo open-source si sono susseguiti diversi smartphones con sistema operativo Linux, ma con poca fortuna. Alcuni produttori hanno tentato questa strada, ma purtroppo è più facile ricordare questi prodotti come uno scarso successo, piuttosto che come un innovativa idea da seguire nel futuro.
Le poche possibilità di diffusione erano da cercarsi nella scarsità delle applicazioni, nell’impossibilità degli sviluppatori di scrivere applicazioni utili e nel funzionamento non proprio ottimale. Tanto per citarne uno dei più recenti cellulari con s.o. Linux, il Motorola A1200, offre la possibilità di sincronizzazione solo con Exchange, quindi qualcosa che ha a che fare con Microsoft e non con Linux.
Ma perchè comprare un cellulare basato su Linux? Per molti, come gli utilizzatori abituali di Linux e del software open-source rappresenterebbe un modo per svincolarsi dai firmware proprietari. Ovvero la capacità virtuale di aggiungere funzionalità al propri cellulare con nuove applicazioni scritte dalla comunità open-source. Il software libero è uno stile di vita, che va vissuto anche nella scelta del telefono cellulare. Malauguratamente abbiamo visto che di aperto nei cellulari basati su Linux, fino ad ora, si è visto ben poco. Per altri l’opzione Linux potrebbe rappresentare una particolare stravaganza. Avere semplicemente un cellulare particolare, magari un pò più personalizzabile nei colori e nei suoni. Questo forse è l’approccio sbagliato che ha determinato la scarsa diffusione di linux nel mondo degli smartphones. A questo punto meglio puntare sul più user-friendly Symbian o sul neonato e affascinante Iphone.

Fatte queste premesse riuscireste a credere che Linux è il secondo più popolare sistema operativo per smartphones. Il mercato dei s.o. per smartphones è frazionato tra Microsoft e Symbian seguiti da soluzioni maggiormente proprietarie come Blackberry, Palm e lo stesso Iphone. La diffusione di Linux sui sistemi cellulari è merito particolarmente dei mercati emergenti come India o Cina, che vedono nel kernel Linux una possibilità di sviluppo autonomo.
Stando ad un recente studio la percentuale di crescita di Linux in questo mercato sarà a doppia cifra. La previsione quadruplica da qui al 2010 le vendite di smartphones con s.o. Linux. Nel 2012 il picco di vendita sarà di 128 milioni di terminali (contro i meno di 20 attuali), con una quota di mercato del 27%.
Motorola ha in previsione di ampliare la gamma di smartphones basati su Linux appoggiandosi al framework Qtopia con maggiore possibilità di sviluppo da parte degli sviluppatori.
Nokia, tradendo parzialmente il proprio Symbian, ha presentato un internet-table basato su Linux ma derivato proprio da Symbian. Samsung non sta a guardare, è previsto un terminale basato su Linux per la metà del prossimo anno.

La situazione è in evoluzione. Forse l’esempio attuale più chiaro delle possibilità di uno smartphones derivato su Linux è rappresentato dal progetto OpenMoko.
L’idea di base è quella di creare un sistema operativo per device mobili realmente open-source e realmente libero: “L’obiettivo a lungo termine di OpenMoko è che il software per il telefono non sia appannaggio di un singolo telefono. Puoi comprare un qualsiasi telefono compatibile e installare qualsiasi software su tutti i telefoni. Se cambi il telefono, non perdi il software. I difetti corretti su un telefono sono corretti su tutti.”
La filosofia sembra quindi più nobile rispetto ai terminali commerciali disponibili al momento e si basa sul vero concetto di open-source. Attualmente è disponibile una versiona alpha del firmware. Non è ancora adatta gli utenti finali ma il team di sviluppo prevede di realizzare qualcosa di concreto in un periodo di tempo medio. Il sistema OpenMoko è stato già installato su un cellulare sviluppato appositamente e su uno smartphone Treo680.
Infatti il progetto prevede lo sviluppo di un terminale con hardware apposito chiamato Neo1973, gia disponibile per l’acquisto. Anch’esso non per gli utenti finali ma per gli sviluppatori che avessero intenzione di creare applicazioni per questa piattaforma. Perchè probabilmente la forza di una piattaforma del genere, oltre al concetto di open-source, sarà proprio la futura disponibilità di applicazioni e soprattutto l’intercambiabilità tra device di diversi produttori. Altre caratteristiche allettanti saranno un prezzo più basso dei terminali (la licenza del s.o. non si paga), e le possibilità infinite di hackeraggio. Speriamo che il progetto possa approdare a qualcosa di concreto visto che il motto del team di sviluppo è “free the phone”. Staremo a vedere.

Anche in versione PDF per gli amanti del genere

A ognuno i propri Utonti

Tu, utente, se il servizio IT ti invia un documento PDF dove ti chiede di installare un nuovo antivirus e ti spiega che per farlo devi:

1 – Disattivare il proxy che hai impostato sul pc.
2 – Installare l’antivirus.
3 – Ripristinare le impostazioni proxy (questo però scritto in piccolo).

Tu fai tutto tranne il punto 3.
Poi ti accorgi che non navighi più sul portale informativo interno. Cosa faresti?

1 – Ti rileggi il documento PDF nel caso ti fosse sfuggito qualcosa.
2 – Ti viene il dubbio che forse il proxy è indispensabile per vedere quelle pagine web del portale informativo.
3 – Chiami il presidio responsabile del portale informativo (cioè io) e lamenti un disservizio sul portale informativo?

La logica sarebbe, se ti accorgi del problema caro utente, di procedere con i punti 1 e 2.

Ma perchè allora passi direttamente al punto 3?

fortissimamente Gmail

A dAprile 2006 sottolineavo la crescita di spazio degli account Gmail: erano circa 2GB.
Ora siamo a quota 4350 MB (almeno per la mia casella) e crescerà ancora, come è cresciuto negli ultimi anni. A quanto pare arriverà a 6283 MB il 4 gennaio. Ma crescerà ancora.

Nel frattempo arriva il supporto IMAP a breve.

E’ giunto il momento del Wimax

Sembrava esser diventata una barzelletta quella del Wimax in Italia. Ora diventa una scommessa da vincere. Siamo in ballo da anni mentre in Europa sono ad un livello molto più avanzato sullo sviluppo e implementazione delle reti wireless basate sul protocollo Wimax.
Ne parlavo circa un anno fa dopo gli ennesimi rinvii. Adesso sembra che il ministro Gentiloni abbia indetto il bando di gara.
Le domande sono:

- Qualche operatore indipendente riuscire ad approffittare delle licenze?
- Quando diventerà operativa questa tecnologia in Italia?
- Annullerà il digital-divide e la scarsa diffuzione della banda larga sul territorio?

Per approfondire il punto di ADD.

update: Nel 2004 il sales manager Intel per l’Italia affermava che: “Per Intel sarà il WiMax l’alternativa all’Adsl”

Assistenza Acer carente / la conclusione

La storia iniziata l’8 Giugno con la consegna del masterizzatore rotto al centro assistenza si è conclusa, finalmente, oggi.
Il pezzo è arrivato dopo più di quattro mesi. Dopo qualche e-mail minatoria e l’interessamento dell’Ufficio Acquisti.
Il tipo de centro assistenza ha avuto il coraggio di chiedermi 15 euro per la gestione della pratica, affermando che mi stava facendo lo sconto perchè altrimenti sarebbero stati 25.
Ho detto gentilmente che da me non avrebbe visto un euro e che all’emissione della fattura avrebbe pagato la mia società. Alla fine si è accontentato di un caloroso “grazie”. Una condotta di basso livello credo chiedermi soldi per un pezzo in garanzia che ha impiegato pù di quattro mesi per arrivare a Roma


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