2006 February

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questo è un casco

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Un ecosistema (quasi)perfetto /2

Ieri ho eliminato uno dei miei Ramirez, l’ho scambiato con un piccolo esemplare di Ancistrus. Quattro Ramirez più 2 Agassiz erano diventati intolleranti tra loro. Vediamo se con l’eliminazione di uno dei Ramirez più aggressivi la cosa migliora. Nel frattempo sono morti due Scalari che avevo inserito una decina di giorni fa. I valori dell’acqua sono corretti, quindi non ne capisco il motivo.

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Veniamo all’Ancistrus. E’ un altro di quelli che vengono definiti pesci “pulitori” o “spazzini”. Anche se poi non è proprio così. Questi pesci meno affascinanti meritano di essere allevati al pari degli altri. L’interesse per l’etologia e il comportamento delle singole specie deve essere predominante rispetto all’allevamento per puro scopo ornametale. L’Ancistrus viene definito pulitore perchè ha una grossa ventosa, che lo aiuta a cibarsi. L’Ancistrus si ciba di ciò che trova sul fondo e quando è giovane divora grandissime quantità di alghe. Ora capite perchè viene definito “pulitore”. In realtà gli scarti, gli escrementi o altre cose non vengono toccate da nessun pulitore. Da adulto è bene alimentarlo con compresse a base vegetale o qualche zucchina bollita.

Come ti blocco il P2P

con la crescita del fenomeno del P2P (file-sharing) i fornitori di servizi di connettività si trovano di fronte ad una sorta di paradosso. Se da un lato l’accesso a risorse, non necessariamente illegali, da parte degli utenti può incrementare il numero di abbonati, è anche vero che un utilizzo “senza freni” della connettività innalza i costi di utilizzo.
Questo perchè l’uso intenso di P2P causa congestioni, deterioramento della qualità della linea e quindi scarsa soddisfazione da parte dei clienti, oltre alla necessità di fornire maggiore banda.

Il normale utilizzo di internet, inteso come servizi client/server tradizionali, consente agli ISP di ottimizzare l’utilizzo delle linee. In questo scenario non è necessario offrire banda piena continuativa. L’invio di messaggi e-mail oppure il tempo di lettura di una pagina web da parte dell’utente, lascia libere porzioni di banda in favore di altri utenti. Mentre con l’utilizzo di sistemi P2P la banda risulta occupata completamente, sia in upload e download. Particolare attenzione viene prestata alla banda in upload. Questo perchè la maggioranza delle linne broadband sono di tipo non-simmetrico. Quindi la congestione di una delle due vie di transito (upload o download) si ripercuote sull’altra.
Lo scambio continuo di dati in unpload congestiona totalmente le linee dati. Questo per l’abitudine da parte di chi utilizza programmi P2P di lasciarli costantemente attivi in background.

L’idea di Cisco Systems è semplice ma, purtroppo, efficace (per approfondire: Managing Peer-To-Peer Traffic With Cisco Service Control Technology). La tecnologia Service Control consente di indentificare i pacchetti diretti verso applicazioni P2P ed effettuare una sorta di filtro. In questa maniera gli ISP possono priorizzare alcuni pacchetti a danno di altri. Ad esempio è possibile dare priorità al transito di pacchetti generati da programmi di posta o browser, depriorizzando e quindi rallentando tutto il resto. Ovviamente per “resto” si sottointendono i pacchetti generati da applicazioni P2P.

Cisco sottolinea le polticihe che possono essere adottate:

- depriorizzare il traffico P2p durante i periodi di maggiore congestione.
- ridurre il traffico upload degli utenti lasciando invariato quello in download.
- limitare l’accesso a risorse P2p per intervalli di tempo predfiniti.
- limitare il transito dei dati P2p per i nodi di rete più congestionati.
- fornire piani di esso e scmbio dati personalizzati per gli utenti.
- Impostare delle quote di utilizzo del P2p che non abbiamo effentto sul resto del traffico.
- fornire maggiore banda agli utenti che lo richiedano.

L’ultimo punto ovviamente potrebbe contemplare una sorta di abbonamento che offra banda a volontà per l’utilizzo di applicazioni P2P.

Va sottolineato come il problema legato allo scambio di materiale protetto da copyright sia appena accennato. Viene più volte ribadito invece il danno economico che deriva dall’utilizzo di software P2P, se di danno si può parlare. Ovvio che file-sharing non significa in maniera esclusiva scambio di materiale protetto da diritto d’autore. Questo potrebbe portare ad abbonati di serie B e abbonati di serie A. Vuoi più banda? Basta che paghi, altrimenti ti blocco i dati del P2P. In questa maniera gli ISP guadagnano due volte. Da un lato risparmiano soldi che sarebbero destinati ad upgrade delle linee; dall’altro incassano soldi-extra in cambio di banda “libera”.
Sembra che in Italia sia in corso una transizione in questo senso. Alcuni abbonati di un famoso service-provider lamentino eccessiva lentezza di banda durante l’utilizzo di programmi di file-sharing, banda che torna normale appena i programmi P2P vengono chiusi. Si tratta di una transizione inesorabile o di un caso isolato?

Fon e Joi Ito: quale rapporto?

Ti pare che dietro una startup che è balzata alla cronaca (PDF) non ci sia dietro il famigerato Joichi? Basta che andate sul sito di Fon e vi leggete “Who is behind Fon?“.
Ricordiamo che Ito è nel board direttivo della Mozilla Foundation, di Creative Commons (con qualche polemica – PDF) e finanzia anche una società di simulatori di tattiche militari per l’esercito statunitense.
Insomma, uno che ha le mani in pasta…

Trombonave

Qualcuno mi dica che esiste davvero…..

Chinese Democracy

Slash, ormai fuoriuscito da molto tempo dalla band, ha annunciato che a entro un mese il nuovo album dei Guns’N'Roses vedrà la luce. Chinese Democracy, una sorta di album “fantasma”, è in lavorazione da 10 anni.

L’iconcina per i feed anche su Opera

Dopo che Mozilla Foundation ha convinto Microsoft ad allinearsi ad uno standard “grafico” per i feed RSS, ora anche Opera adotta la stessa famosa iconcina:

Yes, we’re adopting it too, and it will be in the next weekly build. Thanks to www.feedicons.com for making it so easy! Oh, and in case you haven’t seen it before (what are the odds.. ), I’ve attached a large version to this post which you can make love to.

I Foneros su Week.It

Dopo qualche mese sono tornato a scrivere un pezzo per Week.It:

Aiuto, arrivano i foneros! 22 milioni per il Wi-Fi gratis (PDF 10 Kb).

Un ecosistema (quasi)perfetto

Ieri ho effettuato qualche piccolo e definitivo nuovo inserimento nel mio acquario tropicale d’acqua dolce. In precedenza erano già presenti quattro Corydoras Melini e due Corydoras di tipo albino (Corydoras Aeneus). Questi pesci sono utilissimi per tenere pulito il fondo della vasca, ma non chiamateli “pesci pulitori”. I Corydoras erano in compagnia di quattro Ramirez (Apistogramma Ramirezi). Questi sono i ciclidi nani più diffusi in acquario. Provengono dall’America centrale. Sono pesci territoriali che abitano gli strati bassi della vasca. Tra loro sono molto aggressivi, non è difficile notare frequenti parate di sfide e zuffe, con le pinne spiegate.
Ieri sono arrivati quattro esemplari di Scalare (Pterophyllum Scalare). Questi pesci originari dei bacini amazzonici sono i principi dell’acquario. Sono pesci molto eleganti e abbastanza diffusi. Sono molto territoriali, quindi basta inserire esemplari piccoli e solo dopo le altre specie, altrimenti sono dolori.
Insieme agli Scalari ho inserito una coppia di pesce Vescovo (Apistogramma Agassizi). Anche questi sono ciclidi nani, ma un pò meno diffusi. Infatti il prezzo è stato abbastanza elevato. Anche questi pesci sono molto territoriali e dopo poche ore ho notato che cominciavano già a prendersi i propri spazi, a danno degli ugualmente aggressivi Ramirez.

Censura web: Italia come la Cina?

Secondo un decreto del ministero dell’Economia ed un provvedimento assunto dai Monopoli di Stato dal 24 febbraio prossimo verrà bloccato l’accesso a siti esteri che consentono il gioco d’azzardo on-line. Questo perchè il gioco d’azzardo deve essere autorizzato dai Monopoli di Stato, anche se il sito web si trova fuori dall’Italia. I siti bloccati per ora sono circa 517.
Il blocco dovrà essere operato dagli stessi ISP, che in caso contrario rischiano una multa da 30mila e i 180mila euro.
Niente mega-proxy nazionale come in Cina, ma ci siamo quasi. Questo potrebbe essere il primo passo verso iniziative ancora più restrittive.

Per approfondire:
Punto-Informatico


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