2005 May
TrustRank for dummies
Lo dico anche qui. Ho realizzato un piccolo PDF che spiega il funzionamento del TrustRank:
TrustRank for Dummies (PDF – 128 KB)
Studio originale QUI, altre info QUI.
Ma quanto petrolio rimane?
Gaspar Torriero cita un rapporto di Exxon riguardo al fabbisogno energetico di petrolio da qui al 2030. Il rapporto si chiama 2004 Energy Outlook ed è disponibile in versione PDF.
Da qui al 2030 si avrà un incremento della richista di petrolio pari al 50 %. Di questa percentuale il 60% saranno richieste dai paesi in via di sviluppo. Il petrolio ed il gas rimarranno forme di energia predominanti (…e qui già mi viene da piangere).

La crescita economica mondiale rimarrà stabile ai livelli dei venti anni precedenti, ma le crescita di richiesta di energia maggiore raggingerà l’80% per i paesi in via di sviluppo. Come potete vedere mentre Usa e Europa avrà una crescita costante e prevedibile, potete notare l’esplosione dei paesi che attualmente non sono sviluppati ma sono in crescita: Cina, India e Sud America (100%, 164%, 85%).

Olio e gas rimarranno forme energetiche predominanti, in maniera costante fino al 2030, con una quota vicina al 60%. In particolar modo il gas naturale sarà (secondo Exxon ovviamente) la fonte di energia primaria per i prossimi 25 anni.
Ora veniamo alla parte migliore.
Nel 2030 la richiesta di petrolio sarà pari a 200 milioni di barili al giorno. La quantità di petrolio presente al mondo è stimata intorno ai 6000 – 8000 miliardi di barili. Vorrei precisare che da un paio di libri che ho letto emerge che la quantità di petrolio presente nel mondo è sovrastimata perchè non estraibile realmente, per vari motivi.
Dunque se prendiamo la previsione più ottimistica e la dividiamo per il fabbisogno di 200 milioni di barili al giorno, ci rimangono circa 100 anni di petrolio.
Se ridimensioniamo queste previsioni ottimistiche, possiamo capire come il nostro futuro, completamente sottomesso e assoggettato a fonti energetiche non rinnovabili, sia incredibilmente incerto e traballante.
Aggiornamento:
Mi associo al commento di Gaspar e se non fosse chiaro, vorrei sottolineare che i circa 100 anni sono incredibilmente sovradimensionati. Per via dei limiti di estrazione fisici o politici che hanno molti giacimenti. Praticamente c’è molto petrolio che esiste realemente ma non potrà mai essere estratto.
Su segnalazione si Kensan, nei commenti, pubblico questo grafico riguardo il numero di giacimenti scoperti e la produzione petrolifera mondiale:

La distribuzione discografica che vorrei
Ultimamente ascoltavo una radio locale dove si parlava di Jovanotti e veniva sottolineata la promozione che consentiva l’acquisto del suo ultimo albuma a soli 24 euro. Che tradotto nel vecchio conio sono quasi 47.000 lire.
Sono andato su uno dei principali negozi di musica online, l’album completo in MP3 viene circa 10 euro. Ed è già un gran risparmio. Ovviamente la qualità è minore, ma che volete?
Improvvisamente ho pensato agli ultimi giorni, durante i quali per motivi di lavoro ho visitato alcuni punti vendita Feltrinelli. Come qualcuno di voi saprà Feltrinelli vende anche CD, grazie alla fusione con Ricordi.
Mi sono chiesto come sarebbe facilitata la distribuzione di musica in formato MP3, attraverso questo genere di negozi; intendendo negozi reali, niente di virtuale.
Personalmente giro spesso con il mio player MP3 in tasca e mi sto accorgendo di non essere solo. Basterebbe installare delle macchine in grado di dialogare con questi lettori, installarle e il gioco è fatto.
Entro, collego il lettore e mi scarico la canzone che mi piace. Passo alla cassa e pago. Non credo che sia un sistema difficile da implementare. I principali produttori di player MP3 sono meno di una decina, basta sviluppare software adeguato ed il gioco è fatto.
Ad esempio esiste un plugin che consente di gestire Ipod con Winamp, bypassando il pesantissimo Itunes. Si potrebbe realizzare per tutti i player. Winamp è gratis.
Personalmente preferirei spendere 30/40 centesimi per scaricare una canzone, piuttosto che accendere il computer, aprire Kazaa o Winmx, fare la coda….
Sottolineo 30/40 centesimi, invece di 1 euro circa, prezzo attuale per un brano in MP3 scaricato dai negozi on-line.
Non credete che una visione del genere possa contribuire ad abbassare i costi e a combattere la pirateria? Inoltre aprirebbe nuovi scenari di produzione per tutti quegli artisti minori che non riescono ad emergere e che con una canale alternativo riuscirebbero a farsi notare.
Rss, questo (s)conosciuto
Cito il titolo di un post di Antonio Sofi, in cui scrive squisitamente di feed RSS. La particolarità è che il post esce contemporaneamente ad un mio piccolo articolo sull’uso degli RSS in azienda.
Su mia segnalazione ho avuto l’onore di essere citato tra le fonti utili per approfondire l’argomento.
Positive Fantasy Syndrome
Fortunatamente non ne soffro. Almeno secondo qualcuno i web designer usano colori troppo tenui e con pochi contrasti. Per loro questo è un pregio, ma per altri è un difetto. La leggibilità ne risente.
To determine if a web-designer is infected by P-FANSY you need to look after two things.
1. Low contrast – tone-in-tone design
2. Tiny fonts, buttons and graphics
Ora capite il motivo del celeste e del giallo-acido che vedete in alto?
Logo WP
Per luglio arriverà il restyling del sito di WordPress. Con esso arriverà un nuovo logo.
Questo è quello definitivo; solo i colori devono essere ancora decisi:
(via WP Italy)
Mais dire mais /2
Nonostante i sentimenti dell’opinione pubblica e lo sconvolgente documento uscito fuori dagli stabilimenti Monsanto, leggo che:
Ieri l’Efsa ha dichiarato di aver dato il suo giudizio favorevole dopo aver letto lo studio sulle malformazioni e di considerare, ciò nonostante, “il mais Mon 863 sicuro come quello tradizionale”. Secondo l’Efsa, i dati forniti dalla Monsanto, l’azienda produttrice, sono sufficienti.
Francofonia non fa rima con eurofonia
Tempo fa lavorando su un PC francese mi accorsi di una serie di strane particolarità, il PC in questione era un Windows 2000 Professional. Mi riferisco alla lingua. In Italia, come negli Stati Uniti la versione client di Windows 2000 si chiamava, e si chiama, Professional. In terra francese la versione client di Windows 2000 si chiama Professionnel. Ma come?
La cosa peggiore non è nel nome, ma che nel sistema operativo stesso, i file di registro e di configurazione siano tradotti. Quindi se cercate il file CONFIG.INI non lo troverete mai.
Scopro quindi che esiste il COMMISSION GÉNÉRALE DE TERMINOLOGIE ET DE NÉOLOGIE, che stabilisce quali termini tradurre nella lingua nazionale.
Penso che un pò di nazionalismo sia giusto, ma addirittura istituire una commissione che si occupi di stabilire le traduzioni corrette ci riporta ad un clima da Italia fascista. Infatti il grande nazionalismo proprio del ventennio in Italia aveva portato alla traduzione in lingua italica di un gran numero di termini.
Giunge in questi giorni la notizia che stia per arrivare la traduzione di due termini molto utilizzati al momento. Mi riferisco al termine Blog, che verrà tradotto con Bloc, per indicare qualcosa simile al Bloc-Notes.
Mentre le consuete reti senza fili Wi-Fi dovranno essere denominate ASFI, ovvero Accès Sans Fil à l’Internet.
Questo appare come uno schiaffo all’unità che si cerca in Europa, mentre da un lato si cerca di integrare, coesistere e smussare, uno dei membri più anziani della UE continua a rimarcare e sottolineare la propria identità.
Identità nazionale che non vedo per via delle colonie e dell’immigrazione a cui è stata soggetta la Francia, ma che viene ostentata tale.
In conclusione penso che un minimo di nazionalismo anche qui da noi non faccia male….
Staffetta musicale
Ricevo da Robie e cortesemente ripubblico
Volume totale dei File Musicali sul mio computer:
Considerando che sul mio Ipod ho circa 14 GB occupati, sul PC dovrei avere qualche manciata di GB in più.
L’Ultimo Cd che ho comprato:
Mah, sono mesi, se non anni, che non ne compro uno
Ultimo Cd fisico:
Terrestre – Subsonica
La Canzone che sto ascoltando adesso:
Boh
Cinque canzoni che ascolto spesso o che significano molto per me:
One – U2
November Rain – Guns’N'Roses
Tutti i miei sbagli – Subsonica
Fear of the dark – Iron Maiden
Toxicity – System of a Down
Cinque persone a cui passo il testimone:
Anomali Grafica
Cubanite
Mau
Ubik
Blogmatic
Mais dire mais
Proprio in questi giorni al UE sta decidendo se commercializzare il Mon 863, un mais transgenico prodotto da Monsanto. Ora, sembra che Inidpendent On Sunday abbia pubblicato un articolo, riguardo un dossier prodotto proprio da Monsanto, dal quale emerge che sui topi alimentati con Mon 863 abbiano riscontrato delle anomalie genetiche. I topi hanno sviluppato reni più piccoli del normale, una diversa composizione del sangue e altre gravi anomalie fisiche; queste anomalie sono state definite “estremamente preoccupanti dal punto di vista medico” da Michael Antoniu, esperto di genetica molecolare. Ovviamente i topi alimentati con mais tradizionale, nel corso dello stesso studio, non hanno riscontrato questi problemi.
Lo studio Monsanto di oltre 1000 pagine, non viene comunque reso disponibile per l’opinione pubblica. Il dossier era riservato e non penso che Monsanto sia stato molto felice della sua pubblicazione.
A quanto pare le multinazionali continuano ad avvelenare noi e il mondo che ci circonda.
Articolo originale qui.
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